3 Streghe: quando ridere migliora l’esistenza

3 Streghe
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Libro davvero originale nel suo genere, 3 streghe di Grégoire Solotareff è una superba lezione sull’umorismo che introduce temi morali legati alla conoscenza del Bene come fonte di redenzione di fronte alla tristezza e alla noia.

Numerose filosofie (e religioni) basano infatti i loro precetti teorici sulla credenza che il Male non sia frutto di una volontà perversa o di una distorsione morale, ma da una semplice ignoranza del Bene.

3 streghe

Posto di fronte alle gioie derivanti dalla piena conoscenza del Bene, ogni uomo si troverebbe per tanto a rigettare in toto il suo oscuro contraltare e ad abbracciare con tutto sé stesso una filosofia di vita basata sull’altruismo e sull’amore per il prossimo, esattamente come sostiene il Gesù de “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov” nel momento in cui si trova costretto a rendere conto delle sue predicazioni di fronte a Pilato.

3 Streghe compie un percorso morale del tutto simile, affiancando alla dicotomia tra Bene e Male quella tra tristezza e divertimento e spiegando al piccolo lettore come le persone cupe, tristi e apparentemente malvagie siano semplicemente persone che non hanno mai imparato a ridere davvero.

Per converso, 3 Streghe ci invita a guardare con occhi diversi tutti coloro che ci appaiono “pericolosi” o minacciosi, cercando di spingerci a gettare uno sguardo abissale verso il prossimo, offrendo comprensione, empatia e solidarietà, anziché giudizi affrettati o logori preconcetti.

Le 3 Streghe del titolo appaiono infatti terribili e malvagie solo se le si guarda da lontano, mentre avvicinandosi il lettore percepisce, al pari dei due piccoli protagonisti, solo una profonda tristezza e una solitudine che pare dettata più da un isolamento su base involontaria che non da una scelta di vita vera e propria.

Condito da un impiego della lingua ricco di consonanze, allitterazioni, giochi di parole e espressioni piuttosto ricercate, 3 Streghe si rivolge esplicitamente ad un pubblico di bambini piuttosto grandicelli (direi dai 5 anni in su) con l’intento di far capire dalle prime battute quale sia l’utenza alla quale il libro si rivolge.

 

3 Streghe, una storia di solitudine

3 Streghe è la storia di tre vecchie megere che non ridevano mai e che si chiamavano, rispettivamente, Scoliosi (o Scolly), Scheletrica (o Schelly) e Scoria (o Scory), per via di palesi difetti fisici e di scarsa attitudine alla gioia.

Un giorno, le 3 Streghe decidono di fondare una sorta di club privato e si riuniscono sotto la sigla 3s, scegliendo un’oscura magione come sede della loro “associazione” e seminando il terrore in tutto il paese con la loro semplice presenza, tanto da spingere il sindaco a stabilire percorsi alternativi per lo scuolabus, di modo che nessun bambino si dovesse mai trovare a passare nei pressi della casa delle streghe.

3 streghe libro bambini

La misura precauzionale imposta dal sindaco, risultava comunque superflua, dato che nessun bambino si soffermava o si attardava nei pressi della magione sulla collina e che, se qualche bimbo era costretto a passarvi davanti, iniziava a correre come una lepre.

Un bel giorno, le tre megere notano con estremo orrore che, proprio davanti casa loro, sta passando una coppia di bambini che si tiene allegramente per mano e che si permette perfino di essere di buonumore.

Volenterose di porre fine a quell’impudica manifestazione di giubilo, le 3 Streghe decidono di rapire i bambini e di mangiarseli, magari dopo averli trasformati in pulci.

Dopo aver rapito, legato e sistemato sul divano i bambini, nascondendosi nel frattempo per non rischiare di farli morire di paura, le streghe notano che le due prede non si trovano ad essere affatto spaventate e che, al contrario, tentano di instaurare un simpatico dialogo con le megere.

3 streghe libro illustrato

Anche dopo essersi manifestate, le streghe continuano infatti a non intimorire i bambini, che le trovano sole, tristi, un po’ buffe, ma assolutamente non cattive o minacciose.

3 streghe fine

Il breve incontro si conclude così con Sofia e Leo che riescono a farsi preparare una merenda piuttosto bizzarra (le 3 streghe non avevano mai preparato merende in vita loro) e con i due bimbi che promettono di tornare il giorno seguente a trovare quelle simpatiche nonnine mancate.

Ormai a loro agio con l’allegria, le streghe decidono di cambiare vita a seguito della visita e si recano in città a comprare vestiti più colorati, con l’intento di risultare meno tetre e terrificanti.

Non appena operata la trasformazione, le streghe cominciano a ridere di gusto l’una dell’altra e ridono talmente forte da frammentarsi in mille pezzi, data la precarietà delle loro esili articolazioni.

Grazie alle loro arti magiche, le streghe riescono tuttavia a ricomporsi, in modo maldestro, e ad iniziare una nuova esistenza fatta di risa e scherzi.

 

3 Streghe, una meta-fiaba sull’ironia

Testo scritto in forma di fiaba per prendersi gioco delle fiabe stesse, 3 Streghe è una meta-storia che decostruisce in modo ironico i cliché legati alle storie di streghe e che mostra la bontà dell’animo umano, non appena si trova a contatto con i suoi simili e con nobili intenzioni.

Ciò che rende una strega tale, non è dunque un animo malvagio, ma l’altrui pregiudizio, l’isolamento sociale e l’impossibilità di trovarsi di fronte a quel Bene che riuscirebbe a convertire agevolmente persino le persone più burbere.

Libro da leggere ai bambini con l’intento di farli uscire dall’alveo dei loro primi pregiudizi, 3 Streghe rappresenta il divertimento come medicina ai mali dell’anima, riuscendo ad essere, ovviamente, divertente ed educativo di per sé e senza il bisogno di spiegazioni troppo ardite.

Tre streghe. Ediz. illustrata
  • Grégoire Solotareff
  • Babalibri
  • Copertina flessibile: 26 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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