A Caccia dell’orso: come spiegare ai bambini il valore della conseguenza

A caccia dell'Orso
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Libro segnato da alterne fortune e inizialmente non compreso fino in fondo da pubblico e critica (come spesso accade alle opere fuori dal coro), “A caccia dell’orso” ha saputo tuttavia ritagliarsi un posto privilegiato nel cuore dei piccoli lettori, in virtù di una trama tutt’altro che banale e di una narrazione resa accessibile anche ai più piccoli.

A partire dal lontano 1989, anno della prima genesi dell’opera, “A caccia dell’orso” è infatti stato oggetto di differenti letture critiche e di alterne sorti; entrambe assolutamente non in grado di scalfirne la longevità e la fama e, paradossalmente, funzionali alla trasformazione del breve testo illustrato in autentico classico della letteratura per l’infanzia.

A cementare la ormai quasi trentennale fortuna de “A caccia dell’orso” concorrono infiniti fattori (molti dei quali legati ad una serie di illustrazioni semplicemente stupende) che convergono verso un punto di arrivo imprevisto e disarmante, in grado di invertire i ruoli iniziali della storia e di portare il piccolo lettore a confrontarsi con tematiche, solo in apparenza, più grandi di lui.

A caccia dell'Orso libro

Prima ancora di risultare gradevole, divertente ed emozionante, “A caccia dell’orso” è infatti una piccola parabola moderna che, al pari del corrispettivo “alto” ed evangelico, mostra alla perfezione come ad ogni azione corrisponda una reazione e come sia necessario riflettere sull’esatta natura del nostro ruolo del mondo.

Ideale per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, l’opera realizzata da Michael Rosen ed Helen Hoxenbury, riesce infatti ad adattarsi a differenti livelli di lettura e a presentare come semplice e naturale ciò che è solo in apparenza complesso.

 

A caccia dell’orso, ecco come è strutturato il libro

“A caccia dell’orso” prende il via con una famiglia, formata da cinque fratelli (modellati sui figli dell’autrice), che decide di trascorrere una giornata “alternativa” e di andare a caccia di orsi, per un non ben precisato motivo.

Fin dalle prime battute, il libro assume i connotati di una storia di avventura, all’interno della quale, ad ogni coppia di tavole illustrate viene a corrispondere un diverso ambiente e  un diverso pericolo da superare per raggiungere la meta.

A caccia dell’orso libro

La famigliola dovrà infatti ingegnarsi per superare paludi fangose, impervie colline, fiumiciattoli, tempeste e ogni sorta di avversità naturale, facendo leva solo sulle proprie forze e sulla propria unione, onde evitare che gli elementi naturali abbiano la meglio e che la piccola gita si trasformi in una sorta di tragedia.

Una volta giunti all’interno della caverna nella quale dimora l’orso, gli intrepidi esploratori vengono colpiti da una sorta di rivelazione, scoprendo in pochi istanti come il ruolo di cacciatori auto-attribuitosi fosse in realtà un parto della loro fantasia e come l’orso, in carne ed ossa, sia molto più grande e spaventoso di quanto avrebbero mai potuto immaginare.

Accade così che i fratellini si trovino bruscamente costretti a ripercorrere l’impervio percorso a ritroso, mentre l’orso si mette sulle loro tracce con la palese intenzione di trasformare i bambini in una solenne scorpacciata.

A caccia dell’orso libro per bambini

Dopo aver ripercorso a gambe levate la medesime palude fangosa, dopo aver attraversato lo stesso fiume, dopo essere usciti indenni dall’identica tempesta, la famigliola riesce a raggiungere la sua dimora, solo che la porta è rimasta incautamente aperta.

Con una frenetica corsa per le scale, la porta viene finalmente richiusa, la famiglia può rannicchiarsi sotto le coperte e decidere fermamente di deporre le velleità venatorie per il resto dei loro giorni.

A caccia dell’orso e la crescita emotiva dei bambini

I motivi e i moventi che rendono questa breve storia un classico della lettura d’infanzia sono molteplici, come molteplici le ragioni per le quali A caccia dell’orso continua a rappresentare una tappa quasi obbligata nel percorso emotivo dei bambini, anche a trent’anni dalla sua ideazione.

In primo luogo, la narrazione, realizzata come se fosse una sorta di cantilena (con tanto di suoni onomatopeici), permette al testo di mantenersi sempre “fresco”, di adattarsi alla perfezione alle esigenze linguistiche dei più piccoli e di fissare, attraverso la ripetizione, i concetti-chiave del libro nella mente dei lettori.

A caccia dell’orso

In seconda istanza, la capacità di presentare la storia attraverso ritmi veloci, tipici dell’avventura, riesce ad instillare la curiosità nei bambini e a coinvolgerli fino in fondo, andando a sacrificare introduzioni e descrizioni, tipiche della fiaba, per rendere più esplicita la narrazione.

Non meno importante è il contenuto morale del libro che non è affatto, come può sembrare di primo acchito, un semplice pamphlet animalista, ma il punto di partenza di numerose riflessioni sul rapporto che lega cacciatore e preda, sull’importanza educativa della conseguenza e sulle nefaste sciagure che piombano spesso sul capo dei prepotenti.

Proprio l’inaspettata inversione di ruoli porta infatti il bambino a domandarsi, dapprima, il perché di quel solenne fallimento e, in secondo luogo, quali fossero le ragioni iniziali che avevano spinto la famiglia a mettersi sulle tracce dell’orso.

A caccia dell’orso bookLa serie di semplici questioni sollevate in modo quasi automatico dai piccoli, permette a genitori ed educatori di aprire ai loro occhi, in modo semplicissimo, di fronte ad un intero universo morale e di mostrare loro come ogni azione condotta in assenza di un movente “nobile” (o di un movente reale, come avviene nel testo) possa non coincidere esattamente con le intenzioni iniziali.

Per quanto il piccolo viaggio di formazione abbia sicuramente contribuito a cementare l’affetto reciproco tra fratelli, è proprio la volontà prevaricatrice che origina la spedizione a decretarne il fallimento, così come la non comprensione delle conseguenze alle quali si andava incontro si trova all’origine del “castigo” che si ripercuote sulla famiglia.

In quest’ottica, A caccia dell’orso si rivolge a tutti quei genitori che desiderano educare i loro figli attraverso il valore della conseguenza e che sono disposti a spendere tempo per spiegare ai bambini i perché e i percome una data azione si concluderà necessariamente con un esito nefasto.

 

A caccia dell’orso, un libro che insegna il rispetto per la natura

Dedicato a tutti quei genitori che desiderano mostrare il lato oscuro della prepotenza ai loro figli, insegnare il rispetto per la natura e istituire basilari nessi causali di tipo morale, A caccia dell’orso è un’opera immortale che difficilmente annoierà i bambini .

Denso di significati nascosti e adattabili alle specifiche esigenze pedagogiche, A caccia dell’orso risulta una lettura quasi imprescindibile per i bambini da 3 a 6 anni, spesso alle prese con la loro irruenza e con la volontà di trovare un movente al loro agire che produca buoni frutti e conseguenze ancora migliori.

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A caccia dell'Orso. Ediz. illustrata
  • Michael Rosen, Helen Oxenbury
  • Mondadori
  • Copertina rigida: 36 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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