A taaavola! Quando la minestra innesca un conflitto

A taaavola!
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Brillante commedia umoristica per bambini, scritta e illustrata da  Michaël Escoffier e Matthieu Maudet, A taaavola! è una simpatica parabola sul classico rifiuto del bambino di nutrirsi secondo le regole che governano l’alimentazione in età adulta.

Lungo una grottesca galleria di personaggi e di situazioni collocate ben oltre i confini dell’assurdo, A taaavola! realizza un piccolo teatrino domestico, in cui la volontà del bambino di non mangiare la proverbiale minestra viene stanata e sconfitta attraverso una serie di artifici.

Da che mondo è mondo, infatti, i bambini impiegano l’alimentazione come arma di ricatto verso i genitori, ritenendo (spesso a ragione) di poter ferire mamma e papà in modo indiretto, andando a saltare un pasto e provocando così nel genitore quell’eccesso di apprensione che costituisce l’unico reale abbassamento delle difese che separano il mondo degli adulti da quello dei bimbi.

A taavola! libroNon avendo, logicamente, le capacità dialettiche per tenere testa ad un genitore, né tantomeno l’autorità per imporre la sua volontà sul nucleo familiare, il bambino adotta la strategia dell’autolesionismo simulato per attaccare gli adulti, accorgendosi molto rapidamente di quanto i genitori caschino nella sua piccola trappola e cedano di fronte alle spire dell’ansia.

Premesso che la contro-strategia migliore da applicare dovrebbe essere quella di lasciare il bambino libero di non mangiare e premesso che i bambini morti di fame per aver saltato una cena non esistono, risulta comunque difficile per un genitore, soprattutto se iper-protettivo, resistere al piccolo inganno e non farsi trascinare in una sorta di guerra psicologica che monopolizza le serate.

A taaavola! mette in scena esattamente questo piccolo conflitto, ridicolizzando tanto la pretesa del bimbo di voler digiunare, in assenza di una pietanza di suo gradimento, quanto quella della madre di voler piegare la sua strategia attraverso l’impiego di minacce assurde.

Proprio le paradossali minacce che i genitori rivolgono ai figli (finti) inappetenti rappresentano spesso il contraltare di una situazione che prevede le due parti in conflitto intente a cercare di fronteggiarsi attraverso l’esposizione di una falsa volontà, dato che il bimbo non intende davvero digiunare e che il genitore non intende davvero punirlo per questo.

Scorrevole, breve e denso di humour, A taaavola! può dunque fornire il pretesto a tutta la famiglia per una seria riflessione su quegli intenti bellicosi che aspettano solo un piatto fumante di minestra per liberare il loro nefasto e assurdo potere sulle nostre serate tra le mura domestiche.

 

A taaavola! storia di una minestra di troppo

Il libro inizia con una mamma che urla la frase che dà il titolo all’opera e con un bambino che accorre felice a tavola, speranzoso di trovare chissà quali leccornie pronte ad accoglierlo.

La delusione del bambino si manifesta tuttavia poco dopo, non appena il piccolo scopre che sulla fatidica tavola imbandita lo attendeva un piatto di minestra; piatto che il bimbo non intende mangiare, nonostante la mamma tenti di “vendergli” la minestra come una prelibatezza.

Ricalcando uno schema dialogico ormai classico, la mamma invita dolcemente suo figlio ad assaggiare almeno la minestra, prima di opporre un rifiuto, scontrandosi tuttavia con l’ormai salda volontà del bambino di non consumare quella pietanza.

a taaavola! Bambini e alimentazione

Falliti i tentativi di mediazione, la mamma passa all’attacco (Clausewitz ne sarebbe lieto), sostenendo che se il bambino non mangia la minestra, allora sarà il lupo a mangiare lui.

Ovviamente destinata a suscitare ilarità nel piccolo, l’assurda minaccia si concretizza davvero quando il terribile lupo si presenta alla tavola imbandita.

Anche il lupo, tuttavia, non ha nessuna voglia di assecondare la volontà della mamma ed oppone un netto rifiuto all’invito di mangiare il bambino, inscenando con la genitrice un dialogo identico al precedente.

Presa da sconforto, la mamma si mette a minacciare anche il lupo, sostenendo che se lui non mangerà suo figlio, allora sarà l’orco a mangiare lui.

Ovviamente, il lupo ride di questa eventualità, fino a quando anche l’orco si aggiunge a tavola, non appena la mamma lo invoca.

A taavola! libro piccoli

Nemmeno l’orco, tuttavia, ha voglia di mangiarsi il lupo, sostenendo di non amarne particolarmente la carne e di preferire quel piatto fumante di minestra che campeggia ancora nel bel mezzo della tavola imbandita.

Colpito nell’orgoglio, il bambino sottrae la minestra all’orco ed inizia a mangiarla, dato che quella era la sua minestra e, per quanto possa non piacergli, non intende cederla a nessuno.

A taaavola! finisce dunque con il circolo che si spezza, con il bambino che consuma la sua cena e con tutti i protagonisti del libro che si trovano ad essere compiaciuti della sua decisione; tutti tranne l’orco, che resta a bocca asciutta proprio quando stava già pregustando il piatto di minestra calda.

 

A taaavola! i bambini e l’alimentazione

Libro divertentissimo e da leggere tutto d’un fiato, A taaavola! è forse la migliore opera per l’infanzia mai scritta sul tema dell’alimentazione e, sicuramente, una delle poche che affronta la questione da una prospettiva “neutra”, mettendo in ridicolo entrambe le parti del conflitto domestico.

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Nel momento in cui noi accettiamo che l’alimentazione si trasformi in una sorta di arma di ricatto, accettiamo inconsciamente di scendere sul piano dialettico dei nostri figli, esponendoci allo stesso ridicolo che i bambini cercano di provocare in noi.

Ovviamente, la lettura di A taaavola! non trasformerà i vostri bimbi in commensali modello, pronti a ringraziarvi per il piatto di broccoli che gli state gentilmente offrendo, ma porterà alla luce una serie di dinamiche, altrimenti destinate a rimanere latenti e a produrre una sorta di empasse, dalla quale risulta difficile uscire, tutte le sere all’ora di cena.

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A taaavola! Ediz. a colori
  • Michaël Escoffier, Matthieu Maudet
  • Babalibri
  • Cartonato: 36 pagine

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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