Aiuto, arriva il lupo! Un libro interattivo per scacciare la paura

Aiuto, arriva il lupo!
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Aiuto, arriva il lupo! è uno di quei libri, apparentemente semplicissimi, che scrutano a fondo l’orizzonte semantico del bambino per poi invitarlo a tentare un approccio differente nei confronti della narrazione e delle sue stesse paure.

Il testo composto da Ramodier & Bourgeau parte da quella che è antropologicamente e culturalmente la paura principale dei bambini (il grande lupo cattivo) per dare vita ad una meta-storia che spinge i piccoli lettori a giocare apertamente con l’oggetto del loro timore, per poi tenerlo rinchiuso proprio in quella narrazione che separa in modo netto la realtà dalla finzione.

Facendo un piccolo passo indietro, di natura socio-antropologica, la paura del lupo nei bambini più piccoli nasce da una duplice componente, legata, da un lato, alla sfera cognitiva e, dall’altro, ad un fattore culturale che ha portato la fiera al centro della narrazione fiabesca in qualità di antagonista dell’infanzia.

Aiuto, arriva il lupo!

A livello antropologico, i bambini molto piccoli, non temono infatti di essere feriti, derubati, irretiti e nemmeno uccisi, perché non comprendono a fondo le implicazioni di questi concetti, ma temono di venire divorati e rifuggono le forme iconografiche in cui la bocca riveste un ruolo predominante e minaccioso.

Tutto ciò è dovuto al fatto che numerosi mammiferi tendano a divorare i loro cuccioli in caso di estrema carestia e che il bambino si sente istintivamente esposto alla minaccia virtuale, a causa di un retaggio meramente biologico, e crede che l’eventualità si possa realmente manifestare sotto le spoglie di una belva feroce.

Da un punto di vista culturale, il fatto che i lupi cacciassero le pecore e altri piccoli animali li ha resi particolarmente invisi nel corso di un’epoca storica in cui l’agricoltura e la pastorizia rappresentavano la principale forma di sostentamento e li ha portati, dunque, a diventare i “cattivi” principali delle fiabe per bambini, in barba al fatto che al mondo esistano animali molto più pericolosi del lupo.

Aiuto, arriva il lupo! è, in quest’ottica, un libro azzeccatissimo, che porta il bambino a visualizzare la sua principale paura, a tentare di sconfiggerla e, infine, a relegarla all’ambito narrativo-fiabesco nel quale deve necessariamente rimanere confinata, onde evitare pericolose intromissioni nel “mondo reale”.

Divertendosi a deridere e ostacolare l’odiato lupo cattivo, il bambino diventa, dapprima, padrone assoluto della narrazione e comprende di avere il pieno controllo sugli elementi fantastici e, in seconda istanza, comprende di essere un soggetto reale che non può in alcun modo venire minacciato da ciò che dimora, per sua stessa natura, solo in un universo fantastico.

Proprio la cesura finale tra libro e realtà è la chiave per comprendere il senso di Aiuto, arriva il lupo! e per spiegare ai bambini la totale impossibilità di nuocere da parte degli elementi appartenenti a mondi semantici e iconografici diversi da quello in cui dimorano gli esseri umani.

 

Aiuto, arriva il lupo! Il bambino contro le sue paure

Graficamente e narrativamente semplicissimo, Aiuto, arriva il lupo! si apre con una coppia di tavole che mostrano un lupo nero avvicinarsi con fare minaccioso verso il lettore e con l’invito a voltare la pagina per far scomparire la minaccia.

Anche nella pagina seguente, tuttavia, il lupo è ben presente e sempre più vicino, tanto da spingere l’ipotetico narratore a chiedere al bimbo di voltare ancora pagina, con maggiore urgenza.

Dato che l’espediente è fallito e che il lupo è ormai giunto in prossimità del lettore, al bambino viene chiesto di inclinare il libro verso destra per farlo scivolare; cosa che, finalmente produce un effetto tangibile sulla fiera, costretta a rimanere in equilibrio su un piano inclinato.

aiuto lupo bambini libro

Dopo numerose pagine, numerosi inviti ad inclinare il libro sempre di più, il lupo scivola verso un burrone, come previsto dal narratore, ma riesce miracolosamente ad aggrapparsi ad un ramo e ad evitare di sfracellarsi al suolo.

A questo punto, il bambino tenta, sempre su indicazione della “voce fuori campo”, di capovolgere il libro e di scuoterlo, per far staccare il lupo dal suo appiglio, ma, il coriaceo animale resiste e riesce a risalire il dislivello, portando la sua minacciosa presenza a stretto contatto con il lettore.

Quando tutto sembra perduto, Aiuto, arriva il lupo! invita il piccolo a fare la cosa più ovvia, vale a dire a chiudere il libro per fare in modo che il tremendo lupo rimanga confinato tra le pagine, del tutto impossibilitato a nuocere al bambino, data la sua natura fittizia.

 

Un libro intelligente e fuori dagli schemi

Come ampiamente premesso, Aiuto, arriva il lupo! è davvero una bellissima opera, se riferita alla fascia d’età corretta (dai due ai quattro anni), per il suo magico potere di divertire il bambino mentre esorcizza le sue paure.

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La componente interattiva e la sua voluta ripetitività sono qui funzionali a spingere il piccolo lettore a cimentarsi con azioni semplicissime, ma talmente efficaci da riuscire a scuotere e destabilizzare l’intero universo semantico legato alle sue paure e fargli credere di essere realmente padrone del suo destino, trovandosi il bimbo in un punto privilegiato rispetto al narrato.

Vivamente consigliato a tutti quei bambini che si trovano poco a loro agio con forme e iconiche in grado di rimandare all’antropofagia, Aiuto, arriva il lupo! è davvero un libro intelligente e divertente in tutta la sua goliardica capacità di giocare con un mondo di paure e atavici terrori.

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Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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