Aspetta! di Olimpia Ruiz di Altamirano. L’arte dell’attesa

aspetta olimpia ruiz
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Fondamentalmente, la caratteristica che dovrebbe (sottolineo il condizionale) distinguere l’adulto dal bambino è da ricercarsi in quella capacità di aspettare che ci rende “grandi” a tutti gli effetti, scavando un solco verso tutte quelle smanie infantili che ci portavano a perdere la pazienza dopo pochi istanti d’attesa.

Se l’adulto impara infatti l’arte della pazienza e dell’attesa, per il bambino non esiste altra dimensione temporale legata a quella del “qui e ora” e tutto ciò che viene procrastinato e rimandato è spesso la miccia che innesca pianti, strepiti e capricci a più non posso.

Dire ad un bambino di aspettare, equivale spesso a voler asciugare l’oceano con un rotolo di carta igienica, dato che le pulsioni dei più piccoli risultano talmente straripanti da non poter essere calmate o ridimensionate mediante promesse collocate in un tempo troppo distante perché i piccoli lo possano effettivamente assaporare.

aspetta libro

La brillante ed originale scrittrice e illustratrice per l’infanzia Olimpia Ruiz di Altamirano (per la sua pagina Facebook, clicca qui) ha provato a dare vita ad un testo finalizzato proprio ad instillare qualche goccia di calma e pazienza nei più piccoli, grazie alla capacità del libro di frenare quella naturale tendenza infantile a voler girare la pagina prima che sia finita e a riempire le nostre orecchie di assordanti “e poi?”

Apertamente di ispirazione montessoriana, Aspetta! è un breve albo illustrato che “tortura” allegramente i piccoli lettori, pagina dopo pagina, mediante una serie di divertenti giochi rivolti proprio a produrre quiete nel bambino, di fronte al succedersi di situazioni comiche e paradossali.

Prendendo spunto da uno dei bisogni primari del bambino (la fame!) Aspetta! costruisce una sorta di labirinto interattivo, all’interno del quale al bambino viene chiesto di svolgere una serie di azioni ben precise e di “perdere tempo” in previsione di una succulenta ricompensa finale.

aspetta olimpia

Se il genere umano si domanda, dall’alba dei tempi, se risulti preferibile cibarsi di un uovo oggi o di una gallina domani, Aspetta! propende nettamente per la seconda soluzione, mostrando al bambino come la sua metaforica capacità di resistere di fronte ad un piatto di spaghetti troverà redenzione nella ricompensa finale consistente in un’inaspettata fetta di torta.

Il libro non è ovviamente un invito a saltare il pranzo in previsione del dolce, né, tanto meno, un mezzo per veicolare la diffusione del diabete di tipo 2 tra i minori, ma lo spunto per far riflettere i bambini sulla loro (scarsissima) capacità di autocontrollo di fronte alle tentazioni, o quantomeno (come puntualizza l’autrice) per riderci un po’ su, quando il libro sarà terminato.

 

Aspetta! Storia di un pasto infinito

Il libro si apre con la raffigurazione di un bizzarro orologio che segna mezzogiorno meno cinque e con un piatto di pasta fumante che sostituisce il numero 12 sul quadrante, per indicare al piccolo lettore che manca pochissimo all’ora di pranzo.

Aspetta! chiarisce quindi al lettore che la pasta è quasi cotta e lo invita ad aspettare i cinque fatidici minuti; minuti in cui, inutile dirlo, succederà di tutto.

Dopo la breve premessa, il libro entra infatti subito nel vivo, mostrando un piatto di spaghetti, precisando che il piatto è troppo caldo e invitando il bambino a soffiarci sopra.

aspetta montessori

Quando gli spaghetti sono finalmente giunti alla temperatura ideale, Aspetta! precisa che manca il formaggio ed invita il bambino a sfregare le mani tra loro, per simulare una rudimentale grattugia.

Quando il bambino viene successivamente invitato a lavarsi le mani, prima di mangiare, il piccolo lettore si accorge, al suo ritorno, che il piatto non c’è più e che un topolino se l’è mangiato senza troppi complimenti.

Chiedendo al bambino di far scappare il topo attraverso un urlo (ma senza esagerare, per non farlo piangere), il libro presenta successivamente la seconda pietanza, rappresentata da un piatto di frutta; alla quale viene abbinata una nuova serie di azioni e un nuovo tempo d’attesa da occupare mediante piccolo tecniche mentali e manuali.

Tra mele sbucciate, restituite a Biancaneve in persona e nuovamente trafugate dal solito topo, Aspetta! giunge così alla sua conclusione, rappresentata dal fatidico premio per il bambino paziente, consistenti in una succulenta fetta di torta.

 

Davvero ben illustrato, scorrevole, ricco di trovate e gag piuttosto ironiche, Aspetta! rappresenta un ottimo esempio di letteratura “alternativa” intelligente, in virtù della sua capacità di porsi come un gioco a tutti gli effetti, nel corso del quale il bambino impara il valore dell’attesa e compie un piccolo percorso di maturazione interiore.

Ovviamente, la lettura di Aspetta! non trasformerà i vostri bambini in piccoli monaci zen, ma sicuramente riuscirà a divertire i piccoli lettori e a far ingannare loro quei cinque minuti che li separano dal pranzo, in modo costruttivo e spensierato.

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Aspetta! Ediz. a colori
  • Olimpia Ruiz di Altamirano
  • Ape Junior
  • Copertina flessibile: 32 pagine

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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