Chi trova un pinguino, un’ironica odissea alla scoperta della mente

Chi trova un pinguino

Last Updated on 21 Giugno 2018 by Maestra Sara

Molto probabilmente, nemmeno colui (o colei) che per primo comprese che la proverbiale meraviglia si trova dietro l’uscio di casa avrebbe immaginato i divertenti risvolti legati a Chi trova un pinguino, geniale avventura che prende il via, inutile dirlo, con un simpatico animale artico appostato proprio fuori dalla porta di casa.

Chi trova un pinguino retroSuperba e divertentissima storia illustrata firmata da Oliver Jeffers, Chi trova un pinguino è una vicenda che prende il via da un’apparente “nonsense” (come buona parte della produzione di Jeffers) e che indaga la mente dei bambini procedendo per equivoci ed errori, fino a pervenire ad un finale illuminate e ricco di redenzione.

Tra i miei autori preferiti in assoluto (vi ricordate Nei Guai?) Jeffers riesce infatti ad operare una sorta di astrazione dell’universo infantile e a presentarlo in chiave volutamente ironica e grottesca agli occhi degli adulti e degli stessi giovani lettori, ben lieti di ridere del disordine che alberga nella loro mente ogniqualvolta si trovano alle prese con un problema da risolvere o con uno spiazzante imprevisto.

Una delle caratteristiche che connotano l’infanzia è quella di procedere per inferenze e di cercare di dedurre quanto non viene detto sulla base della prima esperienza, dando così vita ad una serie di nessi casuali tanto assurdi, quanto divertenti.

Messo di fronte ad una qualunque novità concettuale, il bimbo cerca cioè all’interno della sua testolina di applicare i suoi schemi mentali abituali all’apparente anomalia e di ricondurla all’interno di un sistema di pensiero noto, a prescindere dalla vera natura dell’anomalia stessa.

Se anche voi trovate esilaranti le domande che vi pongono i vostri figli durante la visione di un film in famiglia (mi raccomando, l’inevitabile sarcasmo deve rimanere confinato nella nostra sfera interiore per non sminuire il bambino alle prese con le sue inferenze), Chi trova un pinguino… fa sicuramente al caso vostro e vi aiuterà a comprendere meglio gli schemi che muovono la mente dei bimbi.

 

Chi trova un pinguino…storia di sorprese e inferenze

Un bel giorno, un bambino, aprendo la porta di casa, si trova davanti un pinguino e, notando una certa tristezza dipinta sul volto dell’animaletto, deduce che il palmipede artico si doveva necessariamente essere perso (evviva le inferenze!) e che quindi sarebbe stato suo dovere cercare di ricondurlo a casa con qualunque mezzo.

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Il primo passo della spassosa odissea pinguinesca è rappresentato dal bambino che porta l’animaletto all’ufficio oggetti smarriti, dove nessuno lo ha reclamato, per poi fermarsi in un parco per chiedere agli uccelli se qualcuno di loro avesse visto da dove arrivava il pinguino.

Chi trova un pinguino libro per bambiniDopo aver interpellato paperelle e animali di altra natura, senza ottenere risposta, il bambino cambia prospettiva e decide di documentarsi in prima persona circa l’origine del pinguino e di trovare una soluzione al problema in modo autonomo.

Dopo brevi ricerche, il protagonista scopre così che i pinguini provengono dal Polo Sud e che, dunque, sta a lui riportarlo a casa con qualunque mezzo.

La seconda parte di Chi trova un pinguino..vede quindi il bimbo che dapprima cerca di trovare un “passaggio” al povero pinguino e che, a seguito dei consueti rifiuti, si arma di barchetta a remi e di pazienza e decide di portarlo a casa con le sue braccia.

libro Chi trova un pinguino

Durante il lungo viaggio, il bambino decide di intrattenere il pinguino disperso (il libro in Inglese si intitola Lost and Found) raccontandogli storie e trasformando la lunga traversata in una sorta di avventura a due.

Una volta giunti al Polo Sud, il bambino scopre, come per incanto, che il pinguino continua ad essere molto triste, persino più triste del giorno in cui lo trovò davanti all’uscio di casa sua.

Accade così che il piccolo metta finalmente in crisi il castello di inferenze e deduzioni che si era costruito, comprendendo che, forse, la malinconia del pinguino non era dovuta al fatto che l’animale si fosse perso, ma ad una sorta di solitudine esistenziale che lo aveva spinto alla ricerca di un’amicizia autentica.

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Mentre sta remando verso casa, il bambino decide allora di invertire la rotta, torna al Polo Sud, cerca il pinguino, lo trova (dopo qualche peripezia) e lo riporta a casa con sé, raccontandogli storie per tutto il viaggio di ritorno.

 

Chi trova un pinguino. un’odissea nella mente dei più piccoli

Come premesso, questo piccolo capolavoro firmato da Oliver Jeffers rappresenta un divertentissimo e profondissimo specchio del sistema di ragionamento che anima i più piccoli, sempre alle prese con la necessità di applicare categorie di pensiero note ad ogni caso particolare.

Senza interrogare il pinguino sulle reali ragioni che lo avevano condotto a casa sua, il bambino deduce in modo necessario che l’animale si era perso, credendo di conoscere automaticamente quella che è, ai suoi occhi di bimbo, l’unica ragione possibile della malinconia percepita.

Libro per bambini "Chi trova un pinguino"

Ne consegue una strepitosa “comedy of errors” dove inferenze errate e deduzioni fuori luogo conducono il piccolo letteralmente in capo al mondo e dove, proprio il raggiungimento della meta, mette in crisi il sistema di pensiero fino ad ora accettato ciecamente.

La breve parabola iperbolica, fermandoci un attimo a riflettere, non è poi tanto dissimile da tutte quelle avventure (fortunatamente più tranquille!) in cui si imbarcano i nostri figli, ogniqualvolta credono di conoscere le altrui ragioni e di operare per il bene del prossimo secondo uno schema logico noto.

Se ad un bambino viene insegnato, per esempio, che la solitudine è necessariamente dolorosa, il bambino sarà portato ad associare condizioni molto differenti tra loro alla suddetta solitudine e a cercare di porvi rimedio seguendo i vari precetti che susseguono al corollario.

Ciò avviene essenzialmente perché il bambino ripone un’eccessiva fiducia negli schemi logici acquisiti (in quanto, spesso, derivati dai genitori) e perché non si trova ancora a proprio agio con quelle astrazioni che consentono all’adulto di isolare il singolo caso dallo schema generale e di trattarlo come entità autosufficiente.

Intriso di un sottile lirismo e di numeroso sotto-tematiche accarezzate (prima tra tutte, quella relativa al valore dell’amicizia), Chi trova un pinguino è davvero un libro splendido, da leggere e rileggere per trovare all’interno delle pagine un infinito senso di meraviglia, grande quasi quanto quello che quotidianamente si annida dietro l’uscio di casa nostra.