È mio! di Leo Lionni: il piacere della condivisione

lionni è mio
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Opera piuttosto celebre del compianto Leo Lionni (per la monografia, clicca qui), È mio! rappresenta un piccolo riassunto tematico della poetica dell’autore italo-olandese, nel quale riemergono le tematiche che hanno segnato il corso della sua parabola artistica.

Inno alla condivisione, alla pace, alla bellezza e all’armonia, È mio! ripropone infatti la parabola che conduce dall’egoismo al concetto di bene comune, nel corso della quale, come accade in Guizzino, un pericolo rende i protagonisti consapevoli della loro natura e delle affinità che li legano indissolubilmente tra loro.

Il concetto di “mio” in Leo Lionni, soprattutto se riferito alle bellezze della natura o dell’arte, non è infatti che un dato parziale, derivante da quell’egoismo che si trova spesso alla base dell’agire umano, soprattutto durante l’infanzia.

libro lionni è mio

Affermare che un pezzo di terra, un frutto o una qualunque risorsa naturale sia 2mia” conduce in direzione di un approccio alla realtà destinato a scontrarsi con l’inevitabile necessità di condividere quanto si trova in nostro possesso, dato che solo attraverso la condivisione è possibile raggiungere l’armonia con i propri simili e con la Natura stessa.

Inguaribile ottimista, Leo Lionni ritiene che la necessità e il pericolo rappresentino due fattori in grado di svegliare il genere umano dal sonno egoistico in cui si trova da millenni confinato e di traghettare le persone fuori dalla loro nicchia autoreferenziale e asettica.

Le piccole rane protagoniste di È mio! non sono, in quest’ottica, che l’emblema di un processo necessario, che porta al superamento del possesso fine a stesso e del solipsismo intellettuale.

Tutto ciò che è “bello” e fecondo, sia esso un albero o un quadro, esiste per essere goduto da quanti più esseri umani (rane, in questo caso) possibili, a prescindere dalla momentanea fruizione dell’oggetto o dal piacere che ne può trarre in un dato momento una singolarità.

Il fatto che io stia in questo momento mangiando un frutto di un albero, nuotando in un’oasi d’acqua dolce (esempi meramente ipotetici: non so nuotare e non mangio frutta) o rimirando la Gioconda, non rende gli oggetti in questione “miei”, ma al contrario, dovrebbe renderli ancora più “nostri”, dato che è insita nell’essere umano la tendenza a condividere ciò che ci piace o ci appassiona.

lionni rane

Illustrato secondo il consueto stile di Leo Lionni, È mio! è forse il libro in cui questo concetto diviene maggiormente esplicito e in cui la ricerca di metafore sottili lascia il posto ad un messaggio didascalico, lampante fin dalle prime righe dell’albo.

Per questa ragione, È mio! si addice particolarmente ad un pubblico di bambini piuttosto piccoli, in virtù di una trama estremamente lineare e di un linguaggio volutamente spoglio ed incisivo.

Proprio in quella fase della crescita in cui il bambino tende a definire se stesso attraverso il possesso (tra i tre e i sei anni, generalmente), la lettura di È mio! potrebbe agevolmente aprire gli occhi ai piccoli sulla vera natura della condivisione e del sottile piacere che deriva dal poter affermare con convinzione che qualcosa sia “nostra”.

 

È mio! Storia di un egoismo momentaneo

 

È mio! è ambientato in un immaginario laghetto, denominato laghetto dell’Arcobaleno, che, con i suoi ciottoli lisci e la sua acqua limpida, rappresenta a tutti gli effetti una piccola oasi di bellezza e purezza.

Nel bel mezzo di un isolotto vivono tre rane, Gianni, Piero e Lidia, che anziché godere serenamente di risorse palesemente illimitate, litigano tutto il giorno su cosa appartenga esattamente a chi.

Gianni è infatti convinto che l’acqua del laghetto sia sua, Piero ritiene che l’isola gli appartenga e Livia reputa che l’aria rappresenti un suo esclusivo possesso.

Stufo di sentire i loro inutili litigi, un rospo che vive dall’altra parte dell’isola si presenta davanti alle tre rane e intima loro di smetterla, dato che un giorno si pentiranno delle loro parole.

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Quando il rospo scompare, le tre rane ricominciano a litigare esattamente come prima, finché un temporale non le sorprende, trasformando la loro oasi di quiete in un pericolo per la loro stessa sopravvivenza.

Nel tentativo di salvarsi dal naufragio, le tre rane trovano rifugio su uno strano isolotto, dalla cui cima attendono che la furia degli elementi si plachi e che tutto ritorni alla normalità.

Passata la tempesta, le rane scoprono che il loro salvifico isolotto non era altro che il dorso del rospo di poc’anzi e che, dunque, la creatura aveva deciso di salvare la loro vita, mettendo a repentaglio la sua.

Il giorno seguente, Gianni, Piero e Lidia, iniziano a guardare con occhi nuovi le meraviglie del loro laghetto, a tuffarsi insieme nelle limpide acque, ad inseguire le farfalle e a comprendere che quel luogo incantato appartiene a tutte loro.

 

Scorrevole e denso di significato, È mio! è una breve favola moderna sul valore della condivisione e sulla Terra, intesa come casa comune, delle cui risorse dobbiamo tutti cercare di fruire, senza impoverirla.

Opera attualissima, in un’epoca storica che ha portato l’ecologia al centro della scena mediatica, È mio! rappresenta un’ottima alternativa ai consueti sermoni sul valore della Natura e a tutte quelle giornate trascorse a spiegare ai nostri figli cosa sia “mio” e cosa “nostro”.

È mio!
  • Leo Lionni
  • Fatatrac
  • Copertina rigida: 32 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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