Fiabe cinesi: “Lo scarabeo d’oro (Perché i cani odiano i gatti)”

Last Updated on 23 Febbraio 2024 by Maestra Sara

Non ho la più pallida idea di cosa mangeremo domani!” Disse la vedova Wang a suo figlio, mentre il ragazzo usciva di casa in cerca di un lavoro.

Oh, non preoccuparti, mamma; gli Dèi verranno in nostro soccorso. Riuscirò a racimolare qualche moneta, da qualche parte!” Rispose il giovane sereno, cercando di fare coraggio alla madre, benché non avesse a sua volta la minima idea di cosa fare.

L’inverno era stato eccezionalmente duro: estremamente freddo; molto nevoso e segnato da intense raffiche di vento. La casa della famiglia Wang aveva a lungo sofferto a causa del clima avverso, al punto che il soffitto era crollato sotto il peso del carico di neve che si era depositato, giorno dopo giorno, sopra la dimora. Come se non bastasse, un uragano aveva divelto una parete. Il giovane Ming-li, esposto continuamente alle raffiche gelide, aveva contratto una polmonite, costringendo la povera madre a spendere gli ultimi soldi rimasti per le medicine.

Rimasto a lungo a letto malato, il ragazzo aveva perso il lavoro e ora, degli ultimi risparmi, non rimaneva traccia.

Per quanto fosse debole e convalescente, Ming-li aveva trascorso le ultime settimane in cerca di una nuova occupazione, ma sembrava che, in tutto il vicinato, nessuno avesse bisogno di manodopera.

Sera dopo sera, il ragazzo aveva fatto ritorno a casa senza aver guadagnato nulla, sentendo una morsa gelata intorno al cuore, che si stringeva ancor più nel vedere la povera madre affamata e a corto di vestiti.

Sia benedetto il suo cuore!” Si disse la donna, non appena il figlio uscì di casa in cerca di lavoro quella mattina: “Nessun genitore può desiderare di avere un ragazzo migliore di lui. Spero che Ming-li abbia ragione e che gli Dèi ci aiutino a trovare la nostra strada. Queste ultime settimane sono state tanto dure, che ora il mio stomaco è vuoto quasi quanto il cervello di un ricco. Nemmeno i topi vengono più a farci visita, da quando non è rimasto più nulla da mangiare in casa. Anche i poveri Zampanera e Testabianca, (il cane e la gatta) non se la passano meglio, credo che, entro breve, moriranno di fame.”

Ogni volta in cui la donna riferiva della triste sorte toccata ai suoi animali domestici, le sue parole venivano accompagnate da un triste miagolio e da un sordo abbaiare, proveniente dall’angolino in cui il cane e la gatta erano soliti rannicchiarsi, nella speranza di potersi riscaldare a vicenda.

Proprio mentre la vedova e i suoi animali erano intenti a compatirsi, si udì bussare alla porta. Quando la donna aprì, rimase sorpresa nel vedere un monaco, completamente calvo, che se ne stava ritto dinanzi alla soglia.

Mi spiace, ma non abbiamo nulla da darti,” esclamò la signora Wang, sicura che il visitatore fosse in cerca di cibo, “ormai ci nutriamo solo di avanzi e di avanzi degli avanzi. L’unica cosa che possediamo è il ricordo dei giorni sereni in cui mio marito era ancora vivo. All’epoca, la gatta era tanto grassa che non riusciva nemmeno ad arrampicarsi. Guardala ora: le sue costole si possono quasi contare. Mi dispiace, monaco, ma non possiamo proprio aiutarti!”

Non sono venuto in cerca di aiuto,” esclamò solenne la figura calva, “ma per aiutare voi. Gli Dèi hanno ascoltato a lungo le preghiere del vostro devoto figlio. Le divinità apprezzano molto il modo in cui il ragazzo si sacrifica ogni giorno per voi e il fatto che abbia cercato di esservi d’aiuto anche quando era ancora malato. Anche voi siete stata un’ottima madre e, per questa ragione, gli Dèi intendono ora ricompensare la vostra virtù. Ho portato un regalo con me.”

Cosa intendi?” Farfugliò confusa la Signora Wang, che faticava a credere ad una sola delle parole appena proferite del bizzarro monaco: “Sei forse venuto fin qui per prenderti gioco delle mie sfortune?”

Nient’affatto!” Esclamò il visitatore: “Nel palmo della mia mano tengo uno scarabeo d’oro che, come presto scoprirete, possiede un immenso potere magico. Vi lascio questo piccolo oggetto come dono da parte degli Dèi.”

Bene,” mormorò scettica la donna, “lo venderò per qualche spicciolo, di modo da poter comprare del cibo per me e per mio figlio. Grazie per la tua gentilezza.”

Fossi in voi,” ammonì il monaco, “non venderei questo scarabeo per nessuna cifra al mondo, poiché possiede il potere di riempire il vostro stomaco per tutta la vita.”

Sempre più perplessa, la vedova rimase a bocca aperta ad osservare l’imprevisto visitatore.

Non dubitate di quanto vi ho appena detto,” proseguì il monaco, “ma fate come vi dico. Ogni volta in cui avrete bisogno di cibo, vi sarà sufficiente piazzare questo piccolo ornamento in un pentolone con dell’acqua bollente e pronunciare ad alta voce i nomi delle pietanze che volete vedere comparire nel recipiente. In meno di tre minuti, avrete una cena pronta, cucinata con tutti i crismi.”

Posso provare ora?” Domandò la vecchia donna.

Non appena me ne sarò andato!” Rispose il monaco che, senza aggiungere altro, si voltò e scomparve.

Animata da incredibile curiosità, la vedova corse ad accendere il fuoco, sul quale mise a bollire una pentola colma d’acqua. Non appena l’acqua fu prossima all’ebollizione, la donna mise delicatamente lo scarabeo d’oro nel pentolone ed esclamò ad alta voce: “Ravioli, venite a me! Ho tanta fame da non vederci più: ravioli riempite la mia pentola!”

I tre minuti seguenti sembrarono interminabili alla signora Wang, che rimase immobile a rimirare la pentola, interrogandosi di continuo sulla veridicità delle parole del monaco. Proprio mentre la donna teneva incollato lo sguardo sull’ornamento che le era stata donato, in cucina si levò una nube di vapore rosa, che avvolse la stanza per poi ritirarsi rapida, svelando la presenza di prelibati ravioli di carne di maiale che galleggiavano all’interno della pentola, perfettamente cotti.

Per quanto attempata potesse essere la donna, non ricordava di aver mai assaggiato, in vita sua, dei ravioli migliori: mangiò a sazietà fino a quando non rimase un solo angolino libero in tutto il suo stomaco. Dopo aver terminato, mise i ravioli avanzati in due piattini e diede da mangiare agli animali domestici.

Alla fine, la fortuna ha deciso di assisterci,” disse Zampanera alla gatta, “credo proprio che non saremmo riusciti a resistere un’altra settimana senza mangiare. Se la nostra padrona non ci avesse porto questi ravioli, saremmo stati costretti a fuggire da qui. Non so cosa ne sarebbe stato di noi; di certo avremmo dovuto mettere le nostre vite nelle mani degli Dèi.”

Quando Ming-li tornò a casa, trovò l’anziana madre che ballava contenta e che rideva come non aveva mai riso in vita sua.

Figlio mio,” esclamò lieta la donna, “lavati il volto e sorridi, poiché gli Dèi hanno avuto pietà di noi e hanno deciso di ricompensare la nostra devozione!”

Credendo che la madre avesse trascorso la giornata intenta a mendicare del cibo, Ming-li la guardò con profondo rispetto, poiché tutto è preferibile all’indigenza.

Mentre il giovane rimaneva in silenzio, Zampanera, che ancora si leccava i baffi a seguito del lauto pasto, esclamò: “Rallegrati, padrone, perché la fortuna si è voltata dalla nostra parte, lanciando uno sguardo benevolo verso di noi.”

Nel frattempo, la vedova urlò dalla cucina: “Siediti a tavola, figlio mio e gustati questi ravioli, finché sono caldi!”

Temendo di non aver udito bene le parole della madre, il ragazzo decise di sedersi a tavola e rimase meravigliato quando la donna gli servì un’abbondante porzione di deliziosi ravioli di maiale fumanti.

Mangia senza fare domande,” disse la vedova Wang, “quando sarai sazio, ti spiegherò ogni cosa.”

Ming-li, provato dalla fame, non si fece ripetere l’invito e divorò l’intera porzione con gusto, mentre la madre lo osservava, quasi commuovendosi per la gioia.

Figlio mio,” esclamò la donna, non appena l’ultimo raviolo ebbe lasciato il piatto, “osserva bene il mio tesoro!”

Così dicendo, la vecchia prese lo scarabeo e lo mostrò orgogliosa al figlio……

Questa fiaba prosegue su: