Fiabe irlandesi: Billy Duff e il Diavolo

Last Updated on 19 Dicembre 2023 by Maestra Sara

Billy Duff era un’Irlandese, un fabbro e un ubriacone.

Queste tre caratteristiche, unite al sangue celtico che scorreva nelle sue vene, lo rendevano poco propenso al duro lavoro, al punto che l’uomo apriva la sua officina solo per guadagnare tanti soldi quanti gliene servivano per bere. Finito il lavoro, Billy correva ad ubriacarsi e, terminato di bere, tornava alla sua bottega per racimolare nuove risorse da destinare alle bevande.

Un bel giorno, il fabbro stava tornando a casa dopo una delle sue consuete bevute, incredibilmente più sobrio del solito, lamentandosi di non aver potuto bere abbastanza. Ad alta voce, nel bel mezzo della strada, Billy Duff esclamò: “Venderei la mia anima al Diavolo pur di avere ancora qualcosa da bere!”

Non aveva ancora finito di pronunciare quelle poche parole, quando un gentiluomo, alto ed elegante nel suo abito nero, gli si avvicinò dicendo: “Chiedo scusa; potete ripetere quanto avete appena affermato?”

Ho detto che venderei la mia anima al Diavolo in persona per avere qualcosa da bere!” Strillò il fabbro.

Molto bene,” commentò il gentiluomo, “quanto vorreste per vivere ancora sette anni, prima che il Diavolo venga a prendervi, come avete appena auspicato?”

Non saprei,” esitò Billy Duff, perplesso, “mi andrebbe bene una cifra in grado di permettermi di bere quanto desidero, senza dover lasciare la taverna sul più bello ogni sera.”

Settecento sterline potrebbero essere sufficienti?” Provò a proporre il galantuomo.

Direi che andrebbero più che bene,” esclamò Billy Duff, “prendo le settecento sterline!”

Terminati i soldi e i sette anni, lei si dovrà consegnare al Diavolo. Si rende conto della natura dell’accordo che sta stipulando?” Indagò l’uomo, per essere sicuro che Billy avesse compreso.

Oh, certo! Non me ne può importare di meno!” Rispose il fabbro, alzando le spalle.

Quando Billy Duff tornò al lavoro, l’indomani, trovò settecento sterline ad attenderlo, proprio all’interno della sua fucina. Felice per la somma che si era manifestata davanti ai suoi occhi, come se fosse sbucata dal nulla, il fabbro chiuse immediatamente la sua bottega e iniziò a sperperare il denaro.

Dal momento che tutti, in paese, si accorsero presto dell’improvvisa fortuna che aveva baciato il loro compaesano sulla fronte, Billy Duff venne presto circondato da una piccola folla di questuanti e bisognosi, desiderosi di ricevere qualcosa da quell’uomo diventato improvvisamente ricco.

Un giorno, il fabbro si imbatté in un vecchio eremita che lo guardò dritto in volto e gli chiese: “Ho molta fame, mi reggo a malapena sulle gambe, potreste offrirmi qualcosa da mangiare e da bere, buon uomo?”

Oh, certo!” esclamò Billy Duff: “Entra in casa e mangia ciò che vuoi! Serviti pure senza esitare!”

Dopo aver terminato il pasto, l’eremita scomparve, salvo poi riapparire qualche mese più tardi, facendo al fabbro un’identica richiesta. Dopo essere stato accolto, per la seconda volta ed essersi nutrito a sazietà, il vecchio scomparve nuovamente.

Trascorsero altri mesi e Billy Duff rivide l’eremita davanti all’uscio di casa sua. Prima ancora che il vecchio potesse parlare, Billy lo invitò ad entrare in casa sua e gli offrì nuovamente cibo e bevande a volontà.

Terminato di bere e mangiare, l’asceta guardò il fabbro dritto negli occhi e gli disse: “Per tre volte sei stato buono e gentile con me. Ti offrirò tre desideri da esaudire. Qualunque cosa tu voglia, diventerà realtà.”

Sorpreso, Billy rispose: “Ho bisogno di tempo per pensare.”

Puoi avere tutto il tempo che ti serve,” spiegò l’eremita, “bada bene, però, che i tuoi desideri siano buoni!”

Il mattino seguente, quando il fabbro si svegliò, disse all’asceta di essere pronto ad esprimere il primo dei tre desideri.

Sono certo che il tuo desiderio sarà un ottimo desiderio: avanti, ti ascolto!” Sentenziò il vecchio.

Bene,” proseguì Billy facendo attenzione a ciò che diceva, “devi sapere che nella mia fucina si trova un grosso martello. Desidero che, chiunque inizi a colpire l’incudine con quel martello non possa più smettere, fino a quando non sarò io a volerlo.”

Ma questo non è affatto un buon desiderio!” Esclamò sorpreso l’eremita.

No, no, vedrai,” si giustificò il fabbro, “è davvero buono. La seconda cosa che desidero è una borsa dalla quale nessuno possa estrarre ciò che io vi ripongo!”

Scuotendo il capo, il vecchio esclamò: “Oh, Billy: anche questo è un cattivo desiderio. Fai bene attenzione a non sprecare l’ultima possibilità che ti rimane!”

Nella mia camera da letto,” disse il fabbro, “al piano di sopra, si trova una vecchia poltrona. Desidero che chiunque sieda su quella poltrona sia del tutto impossibilitato ad alzarsi, fino a quando io non darò il permesso!”

Portandosi una mano alla fronte, mentre scuoteva il capo, l’eremita sospirò: “Hai espresso tre desideri davvero pessimi!”….

La fiabe prosegue su: