Gruffalò e la sua piccolina, i bambini alla riscossa

Gruffalò e la sua piccolina
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Seguito diretto de Il Gruffalò (vedi recensione), Gruffalò e la sua piccolina riprende tematiche e toni del primo capitolo della saga per trasporli in uno scenario futuro che si rivolge in maniera diretta ai bambini.

Gruffalò piccolinaSe la prima opera di Julia Donaldson e Alex Scheffler parlava infatti all’infanzia attraverso la metafora del topolino, piuttosto comune nell’universo iconografico della fiaba classica, Il Gruffalò e la sua piccolina pone i bambini al centro dell’azione e proietta una simpatica cucciola di mostro al centro della storia.

Piuttosto originale e ben realizzato, Gruffalò e la sua piccolina ricalca in parte le tematiche del primo capitolo, mostrando al bambino la supremazia dell’intelletto sulla forza bruta e il potere dell’astuzia, andando al contempo ad aggiungere nuovi spunti di riflessione legati alla temerarietà dei più piccoli.

Elemento centrale de Il Gruffalò e la sua piccolina è infatti la volontà della piccola protagonista del libro di “vendicare” suo papà di fronte allo smacco subito anni prima dal geniale topolino e di verificare in prima persona la veridicità di tutte quelle imprese, ormai diventate tanto leggendarie, quanto incredibili.

Se Il Gruffalò si chiudeva infatti con il topolino protagonista che riusciva ad irretire il terribile mostro, fino al punto di portarlo ad avere paura di lui, il secondo capitolo si svolge in un universo in cui il ricordo dell’impresa viene trasfigurato dalla narrazione fino ad assumere contorni surreali.

La brillante Julia Donaldson affida qui proprio all’infanzia la volontà di verificare in prima persona la veridicità delle storie udite dai genitori, grazie a quella temerarietà tipica di chi, in base a ragioni anagrafiche, ha smesso di fidarsi ciecamente di quanto ha udito e ritiene di non temere nulla.

Il Gruffalò e la sua piccolina bambini

A differenza di quanto accadeva nel primo libro, l’infanzia ne esce tuttavia bonariamente sconfitta, dato che la piccola gruffalò si troverà ad essere schernita dal topolino, fino al punto di rivalutare tutte quelle leggende che considerava assurde all’inizio del libro.

Opera impossibile da leggere se non si ha presente il primo episodio (tra i due libri sussiste un legame marcatissimo), Gruffalò e la sua piccolina è comunque un seguito più che dignitoso del suo predecessore e un libro assolutamente consigliato a chiunque abbia amato l’universo fantastico de Il Gruffalò.

Gruffalò e la sua piccolina, i bambini alla riscossa

Gruffalò e la sua piccolina si apre con il mostro del primo libro che è ormai diventato papà di una cucciola e che, prima di coricarsi, racconta alla sua bimba le gesta del mostruoso topo che lo aveva messo in fuga anni or sono.

Ovviamente, il filtro del ricordo e la necessità di giustificare la sconfitta di fronte alla sua prole, fanno sì che il ritratto offerto dal padre diventi piuttosto caricaturale ed estremizzato e che il comunissimo topo del primo libro appaia trasformato in un feroce predatore, talmente spaventoso da rendere sconsigliato l’ingresso nel bosco a tutti i gruffalò.

Il Gruffalò e la sua piccolina libro

Piuttosto perplessa circa la veridicità del racconto e desiderosa di riscattare l’orgoglio di suo papà, la piccolina approfitta del calare delle tenebre per inoltrarsi nel bosco, a caccia del misterioso topo dai baffi d’acciaio.

Non appena si è addentrata tra gli alberi, la piccola di Gruffalò incontra il serpente del primo libro, il quale conferma la natura predatoria del fantomatico topo e la sua tendenza a nutrirsi con  gruffalò arrosto.

Sempre perplessa, la piccola di gruffalò si imbatte successivamente in una civetta e in una volpe, seguendo la scia di impronte sulla neve, ed entrambi non esitano nel dare adito a quelle voci che prevedono il topo alla stregua di una creatura davvero spaventosa.

Con l’ostinazione tipica dei bambini, la piccola gruffalò continua tuttavia a non credere all’esistenza di un topo tanto spaventoso e prosegue nella sua caccia notturna fino a quando non si imbatte proprio nel famigerato topo.

Accortasi finalmente della natura ingannevole delle leggende sul roditore, la piccola di gruffalò decide di mangiarsi quello che, a ben vedere, non è che un comunissimo topo privo di ferocia e di attributi mostruosi.

Il Gruffalò e la sua piccolina

 

Prima di venire mangiato, il topo chiede alla piccola gruffalò di aspettare un momento perché qualcuno la vuole salutare e, una volta issatosi su un alto ramo, proietta la sua ombra sulla neve grazie al chiaro di luna.

Non appena scorge a terra l’immagine di un topo che, questa volta sì, pare enorme e mostruoso, la piccola gruffalò scappa a gambe levate, raggiunge la sua tana e si mette a dormire in compagnia del padre, all’oscuro di tutto in quanto addormentato per tutta la storia.

 

Gruffalò e la sua piccolina, un simpatico seguito

Narrato in rima come se fosse una filastrocca, come l’opera precedente e tutti i lavori della Donaldson, Gruffalò e la sua piccolina è un secondo capitolo tutt’altro che deludente e un libro in grado di fortificare l’immaginario creato da Il Gruffalò.

Meno complesso nella struttura rispetto al primo libro, Gruffalò e la sua piccolina è un piccolo viaggio di formazione di tipo classico che, come nell’immaginario fiabesco, parte dall’incredulità dei bambini e si chiude con la conferma delle leggende udite dai genitori.

Seppur in posizione meno centrale, l’astuzia riverbera qui ancora il suo potere e si abbina a quell’esperienza che funge da motore per sconfiggere l’ostinazione infantile.

Il Gruffalò e la sua piccolina finale

Per quanto coraggiosa e piuttosto sveglia, la piccola di gruffalò viene infatti giocata dal topo perché la sua esperienza si trova ad essere scarsa e parziale, dato che, evidentemente, non conosce i fenomeni legati alla genesi delle ombre e all’impiego della luce.

Prendendosi gioco in modo amabile dell’infanzia, Gruffalò e la sua piccolina invita dunque i più piccoli a credere in loro stessi e verificare di persona quanto udito, ma li mette in guardia riguardo al natura dei loro limiti costituzionali, dettati dall’anagarfe e da un intelletto che non ha ancora potuto prendere confidenza piena con i fenomeno naturali.

Vivamente consigliato a chi ha amato il primo capitolo della storia, Il Gruffalò e la sua piccolina può tranquillamente venire letto accanto al suo predecessore come se fosse un’opera unica, comprensiva di trionfo dell’infanzia e di una maldestra rivincita operata dai bambini stessi.

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Gruffalò e la sua piccolina. Ediz. illustrata
  • Julia Donaldson, Axel Scheffler
  • Emme Edizioni
  • Copertina flessibile: 32 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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