Il giardiniere dei sogni, il fascino discreto della letteratura

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Piccolo gesto d’amore nei confronti della letteratura e della capacità umana di inventare storie, Il giardiniere dei sogni è un testo lirico e poetico, che porta il bambino ad amare i libri per quello che sono, spogliandoli di ogni retorica e valore assunto.

Come sostenuto da me stessa nel mio libro “Letteratura per l’infanzia”(di solito non mi accade di auto-citarmi, sarà colpa delle feste), leggere non è infatti un’attività che racchiude un secondo fine, sia esso la ricerca di un presunto acculturamento o la volontà di fare sfoggio delle nozioni acquisite, ma un modo per riempire il nostro tempo e la nostra fantasia di esperienze uniche e irripetibili.

Non leggiamo (o almeno non dovremmo) per sentirci più colti, più preparati o più intelligenti, ma semplicemente perché ci piace farlo e perché ci piace trovare un po’ di noi stessi tra le pieghe di un libro scritto in luoghi lontani, ma intimamente vicino al nostro vissuto e alla forma delle nostre emozioni.

Proprio da un luogo incredibilmente lontano prende spunto Il giardiniere dei sogni per mostrare ai bambini come dietro ogni storia che ci appassiona si possa ritrovare la medesima passione, come se scrittore e lettore fossero intimamente connessi da un filo invisibile che abbatte ogni distanza geografica, anagrafica o culturale per dar vita a qualcosa che rimanda la stessa immagine da qualunque prospettiva la si guardi.

il giardiniere dei sogni

Chi ama leggere dovrebbe cercare di far comprendere ai propri figli che la lettura non è mai un mezzo per ottenere qualche (molto ipotetico) vantaggio culturale o sociale, ma il riflesso della stessa anima del mondo che parla a sé stessa in mille lingue diverse, senza mai perdere di significato.

Oltre la mera retorica, noi siamo davvero parte di quanto abbiamo letto e amato, siamo le storie che ci hanno fatto sorridere, quelle che ci hanno fatto piangere e quelle che ci hanno infuso coraggio, a prescindere dalle effettive intenzioni di coloro che si sono messi dietro ad una macchina da scrivere per dare voce alle loro singole emozioni.

Forse il miglior meta-libro per bambini di sempre, o quantomeno uno dei migliori, Il giardiniere dei sogni riesce davvero a trasferire l’arte di scrivere e leggere libri all’interno di uno scenario magico, in cui tutto rimanda al piacere di unire l’intero genere umano tra le pagine di una storia.

Scritto e illustrato da Claudio Gobetti e Diana Nikolova, Il giardiniere dei sogni punta su una componente squisitamente emotiva per mostrare al bambino la genesi e la fruizione di una storia scritta, ponendo l’accento su quella passione (di chi scrive e di chi legge), in assenza della quale i libri servirebbero solamente a tenere in equilibrio i tavoli più traballanti delle nostre obsolete cucine.

Nel corso della lettura, ogni bambino trova un po’ di sé stesso in quella piccola storia d’amore che ci porta ad innamorarci dei nostri libri preferiti e a sentire una sorta di comunione spirituale verso chi li ha composti, senza che l’incontro tra le due persone fisiche si debba necessariamente concretizzare.

 

Il giardiniere dei sogni, “storia di una storia”

Il giardiniere dei sogni è la storia di una terra lontana, ai confini del mondo, in cui si trova una casetta, abitata da un individuo talmente vecchio da poter essere tranquillamente considerato centenario o millenario, senza che la cosa faccia differenza.

L’omino trascorre le sue giornate scrivendo, mettendoci un’enfasi e un ardore tale da aver ormai consumato i tasti corrispondenti a “c’era una volta”, per via dell’abnorme numero in quell’espressione è stata utilizzata.

giardiniere sogni libro

Quando finisce di scrivere una pagina, il vecchietto cerca un pezzo di terra adatto alla semina, sotterra la sua pagina e continua a prendersene cura per giorni e giorni, fino a veder germogliare la sua stessa opera.

Quando i tempi sono maturi, il virgulto si trasforma in un metaforico “albero delle pagine”, composto da rami che raccontano storie e da personaggi che si tendono verso i raggi del sole come foglioline nel mese di maggio.

Quando il tempo del raccolto giunge, l’omino riempie una carriola di pagine, la porta a casa, compone i libri e li lascia volare oltre la finestra, spingendoli ad attraversare tutti i mari e i deserti conosciuti.

Il magico viaggio dei libri alati si conclude in città, dove le opere si adagiano in una biblioteca, in attesa che qualcuno le scelga.

giardiniere libro bambini

Il giardiniere dei sogni si conclude con l’immagine di un bambino che prende in prestito uno dei libri composti dall’omino ed inizia a leggerlo senza sosta, fino a perdersi completamente in una di quelle storie provenienti dalla “terra con un nome che forse suona bene, ma che nessuno conosce.”

 

Splendidamente illustrato e ricco di spunti narrativi e poetici, Il giardiniere dei sogni è uno di quei libri che si legge in pochi minuti, ma che ci segue per anni e anni e venire, in virtù del suo potere di dare un metaforico volto a tutte quelle sensazioni che sono presenti in noi da sempre e che aspettavano solo il movente per venire alla luce in forma chiara e netta.

Dedicato a tutti quei bambini che amano leggere alla follia, a quelli che non amano leggere affatto e a quelli che amano leggere così e così (magari solo nei giorni di pioggia), Il giardiniere dei sogni è davvero un’opera che può cogliere nel segno per chiunque, cementando passioni già vive o facendone nascere di nuove, senza che la magia svanisca mai.

Il giardiniere dei sogni. Ediz. a colori
  • Claudio Gobbetti, Diana Nikolova
  • Sassi
  • Copertina rigida: 42 pagine

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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