Il girotondo dell’acqua, Stefano Falai-Il Ciliegio edizioni

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I bambini piuttosto piccoli risultano, per loro stessa natura, incatenati ad uno schema mentale che fonde la forma e la sostanza in un unico processo neurale.

Per un bimbo, cioè, ogni cosa di cui si compone il mondo è tale solo in quanto munita di una forma invariabile; il regno delle metamorfosi e dei concetti astratti poco collima con delle capacità mentali abituate ad identificare un oggetto solo su base sensoriale.

Se provate a chiedere ad un bambino di sei anni o meno di descrivergli l’amicizia, il piccolo tenderà a materializzare il concetto e ad attribuirgli colori e caratteristiche tipiche di un oggetto fisico.

Allo stesso modo, la mente dei bambini è poco incline a comprendere quella serie di processi fisici che portano l’acqua a diventare vapore o ghiaccio, al variare della temperatura esterna.

Prima di iniziare a parlare del libro che voglio presentarvi, vi suggerisco un piccolo esperimento: provate a servire una bevanda bollente a vostro figlio, valutate la sua reazione, aspettate qualche minuto e proponetegli l’identica bevanda, ormai diventata perfettamente bevibile senza rischi di ustioni al palato.

Provate ora a chiedere al piccolo le ragioni che hanno portato, secondo lui, al raffreddamento della bevanda.

Ovviamente, il piccolo non ha alcuna conoscenza del processo che porta le molecole superficiali della bevanda ad entrare in contatto con quelle dell’aria, favorendo il raffreddamento della bibita, proprio perché fatica a comprendere l’azione invisibile delle particelle che compongono entrambe le sostanze e, con esse, i concetti apparentemente astratti alla base del processo.

Il piccolo esperimento altro non è che il pretesto per introdurre al piccolo le basilari leggi fisiche e chimiche che regolano il mondo; leggi che Il girotondo dell’acqua descrive alla perfezione, facendo leva proprio su quella necessaria materializzazione dell’astratto che consente ai più piccoli di entrare in contatto con un universo ignoto.

Ideato e realizzato da Stefano Falai per il Ciliegio Edizioni, Il girotondo dell’acqua è infatti un testo molto intelligente che si ripromette di chiarire tutti i misteri relativi al ciclo dell’acqua, andando a suddividere l’opera in due distinte sezioni.

La prima parte del libro, rivolta ai lettori più piccoli, è costituita da una lunga filastrocca in rima, che vede la simpatica protagonista Gocciolina come protagonista del lungo viaggio che porta l’acqua a diventare vapore e ghiaccio.

La seconda sezione del libro si configura invece come una sorta di mini-lezione che, non solo chiarisce da un punto di vista fisico-chimico la natura di quanto narrato, ma introduce una sorta di etica dell’acqua e alcuni consigli finalizzati ad una gestione equa della risorsa, rivolta ad evitare odiosi sprechi.

 

Il girotondo dell’acqua, alla scoperta di una risorsa vitale

 

Come premesso, Il girotondo dell’acqua si apre con la narrazione, sospesa tra filastrocca e fiaba delle avventure di Gocciolina, voce narrante delle peripezie compiute dall’acqua per garantire la vita sul pianeta Terra.

Accade così che l’acqua del mare, scaldata dal sole si trasformi in vapore, per poi raffreddarsi in cielo, fino ad addensarsi e a dare vita gelide nuvole, foriere di pioggia.

Dopo un temporale provocato dallo scontro di grigi nuvoloni, l’acqua torna a rifocillare il pianeta, andando a ristagnare nei laghi e a nutrire animali e piante, per poi strutturarsi in ruscelli che, scendendo dai monti, tornano al mare da cui tutto era iniziato, chiudendo il cerchio di quel girotondo infinito che permette la sopravvivenza a tutte le creature che popolano il Pianeta.

Al termine della rapida, ma intensa narrazione, Il girotondo dell’acqua cede la parola alla scienza, sempre grazie alla simpatica Gocciolina che, deposti gli abiti “civili” della filastrocca si presenta al lettore con tanto di camice e letture accademiche sotto al braccio.

Dopo aver approfondito e ricapitolato quanto già esposto, Gocciolina depone ora il camice (ma non libro!) e trasferisce la dimensione relativa al ciclo dell’acqua ad un versante squisitamente pratico e quotidiano.

Fine ultimo di questa sezione di Il girotondo dell’acqua è quello di far capire come l’acqua non sia illimitata in senso assoluto e vada dunque impiegata senza sprecarla, proprio perché bene comune dell’intero Pianeta.

Per cui, raccomanda Gocciolina, si possono agevolmente lavare i denti senza lasciare fluire infiniti cascate dal lavandino, oppure preferire la doccia al bagnetto, di tanto in tanto.

Allo stesso modo, sarebbe utile raccogliere l’acqua piovana per innaffiare piante e fiori, lavare i giocattoli in una bacinella e bere felicemente l’acqua del rubinetto; tutti consigli rivolti ad una gestione intelligente e accorta della risorsa idrica.

Davvero ben illustrato, ben scritto, istruttivo e lontano da toni astrattamente moralisti, Il girotondo dell’acqua è un’opera sospesa tra il libro di narrativa e la risorsa didattica che potrà agevolmente venire apprezzata anche da quei bambini che si interrogano sulle misteriose ragioni che portano una bevanda a raffreddarsi o su cosa sia l’amicizia, una volta spogliata dei suoi attributi fisici.

 

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Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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