Il Grande Muro Rosso, un inno all’infanzia e alla libertà

Il grande muro rosso

Last Updated on 13 Giugno 2018 by Maestra Sara

In caso vi fossero dei dubbi in merito alle infinite qualità narrative e pittoriche di Britta Teckentrup, Il Grande Muro Rosso è destinato ad abbatterli con la stessa veemenza con cui il protagonista della sua nuova opera abbatte la costruzione che dà il titolo al libro.

Confesso apertamente che, prima di acquistare un libro per i miei figli, passo molto tempo a sfogliare le alternative presenti sugli scaffali, a toccare le opere, a valutarne l’impatto emotivo potenziale e a stabilire se la vicenda narrata corrisponda all’idea di partenza che mi aveva guidato in libreria.

il grande muro rosso, libroSpesso mi faccio accompagnare da Figlio Piccolo nelle mie avventure, di modo da rendere manifesta ai commessi la mia fastidiosa e prolungata presenza all’interno dei locali e da non sembrare una turista del libro, che vaga spaesata tra le copertine per occupare i tempi morti.

Volto ormai arcinoto presso la mia libreria preferita (niente nomi e niente pubblicità), ieri devo aver decisamente stupito la commessa, dato che, dopo pochissimi istanti dal mio ingresso, mi sono diretta alla cassa reggendo Il Grande Muro Rosso tra le mani.

Per quanto io possa essere meticolosa, al limite del maniacale, esistono nomi che rappresentano una garanzia assoluta, fino al punto di non dover nemmeno aprire l’albo che riporta la dicitura “Britta Teckentrup” sulla prima di copertina.

Meravigliata ed estasiata dal precedente L’albero dei ricordi, ho dunque acquistato Il Grande Muro Rosso a colpo sicuro, trovandomi ovviamente soddisfatta della mia scelta e consumando letteralmente il libro, in compagnia di Figlio Piccolo e Figlia Grande, poche ore dopo averlo acquistato.

Il Grande Muro Rosso rappresenta infatti un piccolo capolavoro della letteratura per l’infanzia e uno dei pochi libri in grado di aprire davvero prospettive nuove agli occhi dei più piccoli e di mettere in crisi quelle certezze acquisite acriticamente che rappresentano il contraltare del processo di crescita

Se Gabbiano più, Gabbiano meno (recentemente recensito), mostrava ai giovani lettori l’esistenza di una sorta di “spirito di gregge” basato sulla saggezza, Il Grande Muro Rosso va decisamente in direzione opposta, mostrando come il sentire comune possa rivelarsi alla stregua di una prigione dell’anima, in assenza di quel coraggio che ci porta a volere valutare le cose con i nostri occhi, oltre la tradizione e oltre l’opinione altrui.

Il Grande Muro Rosso è un libro che parla di coraggio, di fantasia, di imprese ardite, di libertà e di tutto quanto connota l’universo immaginario infantile in senso positivo e squisitamente naif.

 

Il Grande Muro Rosso, oltre i confini della prigionia

La nuova storia scritta e illustrata da Britta Teckentrup, prende il via con un curioso topolino che osserva il Grande Muro Rosso dall’interno di una piccola cittadina fortificata e con la constatazione che quell’immensa e infinita barriera era lì da sempre.

Il Grande Muro Rosso

Volenteroso di sapere cosa si cela dietro il muro, Topino comincia ad interrogarsi sulla natura della struttura e a porre domande agli altri abitanti della città per comprenderne la natura e la funzione.

Interrogato sull’essenza del Grande Muro Rosso dal topino, Gatto Fifone risponde che quel muro serve a proteggere gli animali della cittadina dai numerosi pericoli che si stagliano all’esterno e che risulta, per tanto, edificato per ragioni legate alla sicurezza pubblica.

Orso Saggio, invece, risponde a Topino di essere troppo vecchio per interessarsi alla questione: il muro si trova lì da tanto di quel tempo che fa ormai parte della sua vita e non vi è dunque ragione alcuna per metterne in dubbio la natura e l’essenza.

Il Grande Muro Rosso libro

Anche Volpe Allegra asserisce fermamente di non voler curarsi troppo del Grande Muro Rosso, aggiungendo come corollario l’idea che porsi troppe domande porti in dote un carico di infelicità.

Leone Senza Ruggito sostiene invece che dietro il muro non vi sia assolutamente nulla, non dando troppa retta a Topino e alle sue domande.

Quando apatia, accettazione supina dello status quo e paura paiono aver interamente definito uno scenario destinato alla rassegnazione, giunge nella cittadina un Uccello Azzurro, proveniente dall’esterno del muro e mette in crisi, con la sua semplice esistenza, tutto ciò che gli animali avevano dato per scontato.

Volenteroso di scoprire la verità, Topino sale in groppa ad Uccello Azzurro e vola verso un mondo fatato, dove tutto è Natura e colore e dove un orizzonte variopinto si staglia sereno.

Il Grande Muro Rosso libro per bambini

Uccello Azzurro spiega così a Topino che i suoi compaesani hanno guardato il mondo con la paura negli occhi e sono rimasti vittima di quel Grande Muro Rosso che loro stessi avevano contribuito ad edificare, per via della loro incapacità di aprire la mente e il cuore alle gioie del mondo.

Topino decide allora di comunicare la lieta novella ai suoi amici e di tornare indietro per cercare di convincerli a valicare il Grande Muro Rosso, sebbene si renda conto di quanto l’impresa possa rivelarsi complicata.

Una volta tornato indietro, Topino si accorge tuttavia che non c’è più nessun muro e l’Uccello Azzurro gli spiega che non è mai esistito nessun muro reale che separasse davvero la cittadina dal mondo esterno.

Accade così che gli animali escono dal loro recinto mentale e si immergono nella Natura, seguiti da Leone che, inizialmente, non si trovava pronto ad operare il passaggio.

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Il Grande Muro Rosso, il mondo visto con gli occhi del bambino

Composto da una serie quasi infinita di tematiche e sotto-tematiche che coinvolgono le dicotomie presenti tra coraggio e paura, tra rassegnazione e capacità di sognare, Il Grande Muro Rosso è essenzialmente un grande inno all’infanzia e alla volontà di guardare il mondo con gli occhi del bambino.

I bambini non sono infatti vittime di quelle prigioni dello spirito che tutti noi ci costruiamo nel corso degli anni e non vedono muri in grado di limitare la loro libertà e la loro voglia di sognare.

Sentimenti come la rassegnazione, l’accettazione passiva delle cose, la paura del diverso, la preoccupazione per la propria incolumità appartengono infatti ad una sfera adulta e rappresentano spesso un doloroso tributo che dobbiamo pagare al processo di crescita.

Il ricordo del male subito, della paura provata, delle resistenze altrui, dell’impossibilità di convincere gli altri delle nostre posizioni, contribuiscono a creare in noi una sorta di muro immaginario all’interno del quale ci sentiamo al sicuro, a discapito di quella libertà che abbiamo ormai abbandonato da anni.

Nei bambini questa sovrastruttura mentale è del tutto assente, se non in forma meramente accennata, dato che il bambino non vede limiti di fronte ai propri sogni e che l’opinione altrui non è mai abbastanza forte dal convincere i fanciulli dell’irrilevanza delle loro ambizioni.

Il bambino vuole vedere con i suoi occhi (e non con quelli delle generazioni precedenti) la vera natura delle cose, vuole andare oltre i limiti del racconto e della tradizione: egli è libero in senso assoluto e fonte di infinita creazione, dato che il “suo” mondo è spesso la proiezione della sua interiorità.

Il Grande Muro Rosso si rivolge ai bambini invitandoli a mantenere intatto il loro spirito e ai loro genitori, chiedendo loro di guardare il mondo con gli occhi dei loro figli e di deporre tutti quei muri che potrebbero tenerli prigionieri delle nostre convinzione, fondate o infondate che siano.

L’invito è dunque quello a correre in libreria (fisica o online) e ad uscirne con la stessa rapidità che mi ha portato a rapide falcate verso la cassa, contenta di tenere tra le mani un ennesimo capolavoro di speranza e fantasia.