Il piccolo giardiniere, storia di una fiaba controcorrente

Il piccolo giardiniere
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Pregevolissima opera dell’abile Emily Hughes, Il piccolo giardiniere è libro quasi profetico che fonde una sottile critica sociale ad una rappresentazione della mente del bambino decisamente animata da una velleità universale.

GIARDINIERE LIBROSe molte opere per l’infanzia riescono ad essere un perfetto specchio dei tempi correnti, ne esistono altre che riescono invece a muovere velate critiche al nostro tessuto sociale e a portare adulti e bambini a guardare il mondo da una prospettiva del tutto differente rispetto alla visione dominante.

Provando a fermarci un attimo a riflettere sull’impatto della tecnologia e dei social networks sulle nostre vite, converremo tutti che la sovraesposizione continua a stimoli tanto eterogenei ci ha portati tutti, chi più chi meno, in direzione di vocazioni universalistiche difficili da soddisfare a pieno.

La possibilità di avere tutto a portata di clic ha fatto nascere in noi una serie attiva di interessi ormai variegatissima ed amplissima, portandoci ad interessarci a materie spesso non esattamente in linea con le nostre reali competenze e attitudini.

Data l’accattivante confezione in cui vengono presentate le umane attività, ci viene spesso la tentazione di cimentarci ai fornelli con cibi esotici, di prendere qualche lezione di canto, di iscriverci ad un corso di yoga, di provare a meditare per un po’ nel parco sotto casa, di leggere libri sulla new economy, di discutere animatamente sui massimi sistemi finanziari, di provare a ballare la Trap (non ho ancora capito esattamente cosa sia), dato che l’assenza è sempre più percepita come una mancanza e che la corsa all’inclusione a tutti costi ci sta trasformando in tuttologi improvvisati.

Il risultato di tutto questo è che, sotto sotto, ci piacerebbe che nostro figlio diventasse il nuovo Cracco, il nuovo Hamilton, il nuovo Draghi, il nuovo Fioravanti, il nuovo Fedez e, qualora possibile, magari tutte le cose simultaneamente.

Il piccolo giardiniere vira decisamente in direzione opposta, mostrando l’importanza di curare una sola cosa alla volta e dipingendo l’iperattivismo come un’impresa necessariamente destinata a sciogliersi nel fallimento più totale.

giardiniere libro illustrato

Il piccolo giardiniere ci insegna a prenderci cura solo di ciò che abbiamo davvero a cuore e a resistere a quelle suadenti sirene che ci vorrebbero impegnati in ogni sorta di attività, almeno fino al momento in cui crolliamo stanchi morti e ci accorgiamo di aver lasciato troppi fili in sospeso.

 

Il piccolo giardiniere e la fatica fine a sé stessa

Opera molto più georgica che bucolica, Il piccolo giardiniere narra le gesta di un bambino alle prese con un giardino molto più grande di lui e delle sue reali possibilità.

Per quanto Il piccolo giardiniere si impegni tutto il giorno, il suo giardino assomiglia sempre ad un covo di sterpi e le erbacce crescono con la stessa rapidità con cui erano state tagliate, fino a formare una specie di selva oscura.

giardiniere libro bambini

Nonostante il totale stato di abbandono, il giardino continua a rappresentare un’infinita fonte di gioia e interesse agli occhi del ragazzino, dato che in quel piccolo parco selvatico il piccolo dimora e che si nutre con gli ortaggi che crescono al suo interno.

Perfettamente consapevole della sua scarsa attitudine al giardinaggio, il piccolo protagonista del libro viene rapidamente sommerso dal peso di una situazione ingestibile, in cui l’unico reale movente di successo e speranza è rappresentato da un meraviglioso fiore che cresce imperterrito tra le erbacce e che, giorno dopo giorno, diventa sempre più bello.

piccolo giardiniere libro infanzia

Proprio la presenza di quel meraviglioso fiore viene tuttavia percepita dal piccolo giardiniere alla stregua di un incentivo per lavorare ancora più duramente, dato che il bambino vorrebbe estendere quel suo piccolo successo personale alla totalità delle piante che compongono l’ambiente circostante.

Per quanto si impegni, il giardino si avvia sempre più verso morte certa, portando in dote seri problemi al bimbo, alle prese con lo spettro rappresentato dalla perdita della casa e del sostentamento alimentare.

Una notte, Il piccolo giardiniere decide di chiedere aiuto alla Luna ed esprime un desiderio prima di coricarsi: nessuno ode realmente il suo lamento, ma, nel frattempo, un bambino vede il suo fiore e ne trae fonte di speranza.

Il mattino seguente, Il piccolo giardiniere crolla sotto i colpi della stanchezza e dorme per un mese intero e, quando si risveglia, trova il giardino perfettamente in ordine, sistemato e curato da quel medesimo bambino che aveva scorto il fiore e che possedeva, evidentemente, reali competenze in ambito di giardinaggio.

 

Il piccolo giardiniere, tra disincanto e rinascita

Come anticipato, Il piccolo giardiniere è un’opera davvero unica nel suo genere, volta a far desistere i bambini (e gli adulti!) da quelle sfide titaniche che la società ci impone e ad invertire quello schema che prevede una nostra abilità settoriale come qualcosa di replicabile all’infinito.

Le doti del bambino nel far crescere un singolo meraviglioso fiore non implicano infatti la usa abilità nel replicare lo stesso schema ad altri tipi di erbe, così, come la maestria tra i fornelli non implica la buona riuscita di un’avventura incentrata sul nuoto o sulla pesca.

piccolo giardiniere libro

 

Il piccolo giardiniere chiede al bambino di essere speciale in quello che sa realmente fare e di tralasciare la volontà di dedicarsi in modo confuso ad una miriade di attività stressanti e destinate a concludersi con la fatica fine a sé stessa: è meglio rendere stupendo un piccolo fiore, piuttosto che cercare di potare un pessimo giardino.

Oltre alla velata critica alla società del presenzialismo e della tuttologia, Il piccolo giardiniere offre numerosi spunti di riflessione sul funzionamento della mente infantile, per sua natura volenterosa di riuscire a fare più cose possibile, a prescindere da reali capacità e attitudini.

 

Provando a calarci per un attimo nella psiche infantile, vi troveremmo facilmente quelle medesime erbacce che divorano il giardino del libro e la stessa convinzione che dalla potatura dipenda la stessa sopravvivenza del piccolo.

IL PICCOLO GIARDINIERE

Il piccolo giardiniere insegna invece a scegliere e delegare, dato che nessuno può mettere ordine in uno scenario troppo complesso (sia esso reale o mentale) e che la specializzazione rappresenta tutt’ora un valido antidoto alla falsa pretesa di universalità

Piccola favola davvero ben illustrata e narrata, Il piccolo giardiniere è rivolto a tutti coloro che vorrebbero vedere il proprio figlio con sette lauree e nove masters e che non si accorgono di quel meraviglioso fiore che il bambino sta curando con tanta maestria, dal giorno in cui ha iniziato a muovere i suoi primi passi.

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Il piccolo giardiniere. Ediz. illustrata
  • Emily Hughes
  • Settenove
  • Copertina rigida: 32 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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