Io vado! Il mondo dei bambini frainteso dagli adulti

Io vado!
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Storia divertentissima e profondamente educativa (più per gli adulti che per i bambini), Io vado! è una geniale metafora di come vediamo i bambini e di come tendiamo a riversare su di loro un complesso di preoccupazioni che risulta completamente alieno dalle loro reali intenzioni.

Le prime ansie di autonomia, fisica e morale, dei bambini sono infatti accompagnate da enormi apprensioni da parte di genitori e parenti, divorati dall’ansia, fino al punto di credere di poter perdere i loro amati figlioli nel giro di pochi minuti.

Se anche voi rientrate nel novero di genitori che vorrebbero tenere per sempre i loro figli stretti nell’abbraccio materno (o paterno) e che credono che il tempo fugga molto più rapidamente di quanto vorrebbero, Io vado! fa decisamente al caso vostro.

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Divertendo il bambino e rassicurando l’adulto, il libro scritto e illustrato da Mathieu Maudet si prende allegramente gioco tanto delle ansie infantili legate all’indipendenza, quanto di quegli assurdi timori genitoriali che si traducono spesso in un eccesso di controllo o in quel senso di “abbandono” che si concretizzerà davvero dopo anni e anni (o forse mai).

 

Un bambino che rifugge il continuo soffocamento di abbracci e carezze, un bambino che chiede di poter giocare un po’ da solo, un bambino che desidera vestirsi in autonomia, non è infatti un bambino che vuole metaforicamente lasciarsi alle spalle mamma e papà, ma è un bambino che desidera esplorare il suo universo in autonomia, senza mai perdere di vista i suoi riferimenti reali.

La divergenza di vedute, tra adulto e bambino, sulle tappe dello sviluppo e sul loro significato emotivo dà spesso adito a bizzarri fraintendimenti e malintesi e, in quest’ottica, Io vado! rappresenta un capolavoro di comicità, riuscendo a cogliere alla perfezione i tratti salienti delle due prospettive e a sublimarli in un finale catartico ed esilarante.

L’incomprensione che genera la storia e che porta genitori, parenti e affini ad accorrere in soccorso al piccolo, ritenuto in procinto di partire per chissà quale viaggio, è infatti figlia di una comunicazione carente e della pretesa, tipica di mamma e papà, di riuscire a comprendere alla perfezione l’universo emotivo dei propri pargoli.

Io vado! si pone dunque come un ottimo pretesto per ridere di noi stessi, per lenire le nostre assurde paure e per cercare di comprendere meglio le esigenze dei nostri figli, partendo proprio da quella sopracitata comunicazione reciproca che svela molti più misteri di quanto potrebbero mai fare le nostre idee preconcette.

 

Io vado! Ma dove?

io vado libroIo vado! è la storia di un uccellino che esce dal suo nido (mai metafora più azzeccata) e che decide di andare verso un’imprecisata destinazione.

Assolutamente determinato, l’uccellino comunica la sua decisione alla mamma, la quale accetta la situazione e gli offre un maglione da portarsi dietro, in caso dovesse fare troppo freddo.

Quando l’uccellino rivolge identiche parole a suo padre, il papà gli dona una torcia, da accendere in caso il piccolo dovesse fare tarsi e perdersi nel buio.

Informati delle sue intenzioni, i nonni, gli offrono, rispettivamente, una scatola di biscotti da portare con sé per sfamarsi durante il viaggio e un cappello per proteggere il piccolo uccellino dai tremendi raggi del sole.

La sorella maggiore, invece, gli presta il libro che stava leggendo affinché il piccolo non si annoi nel corso del viaggio.

Non appena uscito dal ramoscello sul quale dimora, l’uccellino, ormai carico di bagagli, incontra il suo amico scoiattolo, anche lui pronto ad offrirgli un ombrello per ripararsi dalla pioggia.

Al termine delle sue brevi peregrinazioni, l’uccellino incontra un altro uccello verde, dal ruolo imprecisato, che gli porge una radio per consentirgli di ascoltare musica durante il tragitto.

Io vado! si conclude con il piccolo protagonista che ringrazia tutti e che si dirige verso la sua reale destinazione; vale a dire il gabinetto, dove espleta le sue funzioni corporali, seduto sul vasino e contornato da tutti quegli oggetti che, in linea teorica, avrebbero dovuto servirgli per attraversare il mondo intero.

Io vado! tra comicità e malintesi

Come premesso, Io vado! è un libro davvero unico e originale, destinato a far ridere a crepapelle i bambini (anche i più piccoli) per via dell’ovvio dipanarsi di una trama immediatamente comica e, parallelamente, destinato a far riflettere gli adulti su quel processo mentale che si instaura non appena i bimbi manifestano i primi segni di indipendenza.

Io vado! è un colossale invito ad allentare le briglie e a parlare di più con i nostri bambini, per capire cosa hanno davvero in mente e per evitare che le nostre (spesso errate) idee si trasformino in colossali malintesi.

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Lasciamo dunque liberi i nostri figli di esplorare, di muoversi in autonomia (per quanto possibile), di andare dove credono, senza trasformare i loro primi giochi in autonomia in altrettanti dolorosi commiati.

Essere liberi e indipendenti non significa infatti distruggere le proprie radici, ma solo librarsi verso il cielo con l’eterna consapevolezza che esiste qualcuno, all’interno del nostro nido, dal quale possiamo tornare ogni volta in cui lo desideriamo, senza mai fargli torto.

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Io vado! Ediz. illustrata
  • Matthieu Maudet
  • Babalibri
  • Copertina rigida: 26 pagine

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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