La Gallinella Rossa: la vanità del vizio e la pragmaticità della virtù

La gallinella Rossa
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Fiaba popolare francese, La Gallinella Rossa ricalca i classici schemi narrativi legati alla contrapposizione tra il vizio e la virtù, mostrando la fallacia del primo termine e la vacuità di tutti coloro che cedono alle lusinghe della vanità.

Se provate a pensare all’intero universo fiabesco di tipo classico, ma anche ai film dell’orrore o alle storie dei supereroi, vi accorgerete immediatamente che il più grande limite dei “cattivi” consiste proprio in quello smisurato amore verso sé stessi che porta i malintenzionati a diventare troppo “teatrali”, proprio nei momenti in cui si richiederebbe pragmatismo estremo.

Tanto il celebre Lupo Cattivo, quanto Freddy Krueger o il Joker di Batman risultano talmente compiaciuti dalle loro malefatte da perdere tempo nei momenti cruciali della narrazione e da consentire, così, alle loro vittime di trovare una via d’uscita di fronte all’empasse che si era venuta a creare.

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Se il terribile Lupo nero fosse stato più accorto e meno vanitoso, si sarebbe gettato sulla malcapitata Cappuccetto Rosso senza sprecare il suo tempo con la celeberrima messinscena legata al travestimento (artificio completamente inutile ai fine della narrazione), così come Freddy Krueger avrebbe potuto terminare la maggior parte dei “suoi film” in modo vittorioso, qualora lo smisurato amore provato verso se stesso e verso la sua capacità di spaventare l’adolescente di turno, non lo avessero portato a perdersi in chiacchiere e teatrini del tutto fuori luogo.

Quello che la letteratura e la filmografia di questo tipo vuole insegnare ai più piccoli riguarda, appunto, il fatto che il “male” porta in dote un’eccessiva sicurezza nei propri mezzi e una conseguente ricerca della vanità ad ogni costo, mentre la virtù, per converso, si esplica in una pragmatismo quasi sussurrato, che non richiede annunci in pompa magna per esplicarsi.

Non fa ovviamente eccezione La Gallinella Rossa; storia di una feroce volpe che, dopo aver irretito e catturato la sua preda, risulta talmente sicura della vittoria finale da sprecare tempo con un inutile riposino, beandosi sugli allori per aver già chiuso una partita che, di fatto, risultava ancora apertissima.

La volpe de “La Gallinella Rossa” è qui l’archetipo del proverbiale detto che prevede il Diavolo intento a costruire pentole trascurando i coperchi e lasciando così, suo malgrado, uno spiraglio sempre aperto a quella virtù che trova la radice nel pragmatismo e nella capacità di cavarsi di impaccio nei modi più semplici.

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Per quanto vengano (a torto) spesso considerate alla stregua di un retaggio del passato, ormai del tutto superato, le fiabe classiche portano dunque in dote un’elevata componente didascalica, che trova il suo fulcro proprio nella celebrazione della semplicità del “bene”, contrapposta alla vanagloria del “male”.

La lettura ai bambini di fiabe come La Gallinella Rossa aiuta dunque i più piccoli a comprendere come l’azione debba essere il prodotto di una specifica esigenza e non il mezzo per celebrare un matrimonio con noi stessi e con le nostre presunte doti straordinarie.

 

La Gallinella Rossa, storia di una cena mancata

La Gallinella Rossa è la storia di un’attenta e prudente gallina che dimora ai piedi di una collina, dove vive una volpe, desiderosa di cibarsi del pennuto fin dall’alba dei tempi e in perenne attesa di scorgere una falla nei “sistemi di sicurezza” escogitati dalla gallina per difendersi dai predatori.

La gallinella rossa si trovava ad essere, a discapito della fama che investe i pennuti, piuttosto astuta e accorta, al punto di controllare numerose volte la chiusura delle porte di casa e di portare sempre con sé forbici, ago e filo, in caso le contingenze imponessero un’azione tanto immediata, quanto fuori dagli schemi ordinari.

Un bel giorno (si fa per dire), la volpe decide di passare dall’idea all’azione, convinta che le circostanze fossero ormai tanto propizie da consentirle di catturare la scaltra gallinella rossa.

Accade così che, mentre la gallinellla si trova in giardino intenta a raccogliere ramoscelli per il fuoco, la volpe riesca a sgattaiolare in casa, a nascondersi dietro l’uscio e a cercare di cogliere di sorpresa la sua preda, una volta rincasata.

Non appena la gallinella rossa rientra in casa si trova dunque a tu per tu con la volpe, ma con un balzo, riesce ad appollaiarsi in cima ad un armadio, dove la predatrice non riesce ad arrampicarsi per evidenti limitazioni fisiche.

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Ricorrendo alla sua proverbiale astuzia, la volpe comincia tuttavia a correre in tondo, fino a far girare la testa alla gallinella, che precipita dall’armadio, proprio dritta dentro il sacco che la fiera aveva portato con sé.

Convinta di aver ormai ottenuto quello che voleva e pronta a bearsi sugli allori, la volpe non trova nulla di meglio da fare che schiacciare un pisolino, in previsione di cimentarsi con la salita che conduce alla sua tana sulla collina.

Ovviamente, il tempo perso gioca a vantaggio della gallina, che estrae lesta forbici, ago e filo dal suo grembiule, apre il sacco, vi infila un grosso masso e ricuce il tutto, senza che la volpe si accorga dell’inganno

Quando la volpe si sveglia, risale la collina trasportando a mano il fardello, getta il bottino nella pentola di acqua bollente preparata dalla sua vecchia madre, ma entrambe restano ustionate dagli schizzi prodotti dalla pietra e corrono urlando fuori dalla loro dimora.

 

La Gallinella Rossa, un classico senza tempo

Molto scorrevole, ottimamente illustrato e sapientemente tradotta, La Gallinella Rossa rappresenta una di quelle fiabe popolari senza tempo, che esplicano un potenziale emotivo e didattico fuori dalle catalogazioni e dai canoni letterari.

La netta rappresentazione della dicotomia presente tra vizio e virtù porta infatti la storia a mantenere inalterato il suo valore, a fronte dei mutamenti sociali e letterari che investono il tessuto sociale, relegandola nel novero dei proverbiali “classici senza tempo”.

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Al pari delle più moderne storie illustrate per bambini, La Gallinella Rossa resta dunque una lettura imprescindibile, per via della sua capacità di fissare in modo chiaro una serie di archetipi letterari, destinati a fornire al piccolo lettore altrettante chiavi di lettura da applicare, in seguito, a vicende del tutto differenti.

Comprendere la fiaba classica significa anche, infatti, acquisire un bagaglio letterario da “reinvestire” nel corso di altre narrazioni, data la capacità delle narrazioni fiabesche di offrire ai piccoli lettori interpretazioni e archetipi universali, attraverso i quali relazionarsi ad universi semantici avulsi dal contesto.

Per questa (e per mille altre ragioni), La Gallinella Rossa resta una lettura vivamente consigliata, tanto ai bambini piuttosto piccoli, alle prese con mondi nuovi da scoprire, quanto ai bimbi più “grandicelli”, ormai a loro agio con quell’eterno schema che prevede i cattivi” destinati a soccombere di fronte alla loro stessa vanità e alla loro stessa vanagloria.

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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