La giornata è più bella-Teresa Capezzuto: un rimedio all’apatia

la giornata è più bella
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Tanto per gli adulti, quanto per i bambini, la vita (al netto di tutte le considerazioni filosofiche, morali, o religiose che proiettiamo su di essa) si configura alla stregua di una lunga sequenza di giornate.

Cos’altro è la vita, in fondo, se non un lungo (almeno si spera) susseguirsi di alternanze tra giorno e notte, tra luce e tenebre, tra sonno e risveglio?

Nasciamo nel corso di una giornata che non potremo mai ricordare, per poi andarcene in silenzio dopo aver vissuto migliaia di altri giorni, senza che il nostro passaggio possa interferire con i ritmi biologici e astronomici che regolano il flusso dell’universo.

Eppure, oltre la soglia delle 24 ore che definisce il moto della Terra intorno al suo asse, riusciamo a percepire infinite differenze tra una giornata e l’altra, perché il tempo non ha alcun senso, se non in relazione al nostro vissuto.

Noi siamo la misura di ogni cosa, di ogni piacere e di ogni gioia, così come lo siamo nel definire la differenza tra giornate memorabili e altre da dimenticare.

Attraverso la nostra singolarità definiamo i criteri di “piacevole” e “sgradevole” e riempiamo di un significato profondo quel contenitore fisico, chiamato “tempo”, che ha di per sé una connotazione neutra e indifferente.

Il modo in cui reagiamo agli eventi, il modo in cui ci affacciamo alla finestra al mattino e quello in cui affrontiamo le difficoltà, riescono a connotare ogni giornata della nostra vita, laddove le differenze, di fatto, potrebbero non esistere.

Soprattutto durante l’infanzia, è bene spiegare ai bambini come il tempo possieda una natura duale, soggettiva e oggettiva, e come spetti a noi soli riuscire a riempire di senso e valore ogni giornata che abbiamo la fortuna di poter vivere su questo Pianeta.

Riuscire a spiegare ai bambini che il tempo va vissuto e non subito passivamente è infatti la missione di ogni genitore e di ogni educatore, per impedire la genesi quel senso di impotenza che l’essere umano finisce per provare, presto o tardi, proprio di fronte all’incedere del tempo stesso.

Teme di invecchiare solo colui (o colei) che non riesce a dare un valore alle sue giornate, così come temono la noia solo coloro che non sanno trasformare i minuti in alleati.

La bravissima autrice Teresa Capezzuto, ha recentemente dato alle stampe un’opera che si rivolge direttamente ai bambini per aiutarli a godere del loro tempo e per prevenire che l’apatia e lo sconforto degenerino in indifferenza verso tutto ciò che li circonda.

Breve come una filastrocca, ma intenso come una poesia, La giornata è più bella si avvale delle splendide illustrazioni di Albertina Neri per regalare ai lettori più piccoli un rapido breviario emotivo sul tempo, in cui ogni minuto si ammanta di magia.

La giornata è più bella, una breve poesia sul senso del tempo

 

La giornata è più bella chiarisce fin dalla prima coppia di pagine il senso lirico dell’opera e l’obiettivo al quale il libro tende, offrendo la tenera rappresentazione di due istrici (mamma e bambino) intenti a dormire abbracciati sotto un cielo stellato.

L’autrice ricorda, a tal proposito, come “una luce accesa di affettuosa dolcezza” rappresenti uno degli ingredienti necessari alla capacità di riempire di un senso profondo le nostre giornate e quelle dei nostri piccoli.

Nella tavola successiva, La giornata è più bella mostra come la capacità di emozionarsi di fronte ad una gravidanza, a prescindere dal sesso del nascituro, sia anch’essa un elemento fondamentale per la bellezza che si annida nelle nostre giornate.

Così come lo sono: la capacità di scorgere le meraviglie della natura; la volontà di vivere esperienze condivise; il coraggio necessario ad alzarsi dopo una caduta; la volontà di giocare senza curarsi di un’ipotetica sconfitta o di una vittoria o il vivido ricordo di chi non c’è più.

Per tutto il corso dell’opera, Teresa Capezzuto, dà vita ad una sorta di poesia animata, rivolta a completare quel titolo del libro che altro non è, nella sua trasfigurazione letteraria, di un incipit, funzionale a molte soluzioni e a molti spunti narrativi.

Privo di una narrazione strutturata o di una trama in senso stretto, La giornata è più bella è infatti una celebrazione della vita che mira a far leva sulla componente emotiva presente in ognuno di noi per invitarci a scorgere la meraviglia tra le pieghe della noia.

A prescindere da dove ci troviamo (“la mente non è essa stessa un luogo?” direbbe Milton) il bambino che guarda con meraviglia al mondo naturale e con rispetto a quello dei suoi simili, è un bambino che ha imparato a sfuggire ai tentacoli dell’apatia e che può trovare un intero universo dischiuso tra le pieghe della realtà che lo circonda.

Davvero semplicissimo e scorrevolissimo, La giornata è più bella è una lettura perfetta per tutti quei bambini piuttosto piccoli che si trovano continuamente immersi nella dimensione del “fare” e che temono di annoiarsi in assenza di stimoli ben precisi.

Inno alla dimensione contemplativa dell’esistenza, La giornata è più bella non è comunque un semplice antidoto alla noia, ma un modo per comprendere come il tempo sia al nostro servizio e come la dimensione del vissuto prevalga sempre sul dato fisico.

 

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Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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