L’albero vanitoso di Nicoletta Costa, la condivisone oltre la vanità

L’albero vanitoso
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Opera prima di una fortunatissima serie, L’albero vanitoso è un geniale libro di Nicoletta Costa (per la monografia, clicca qui) che tratteggia una vicenda profondamente densa di significato e che delinea i tratti di un’icona, in seguito destinata ad ampliare l’ampio novero dei personaggi creati dalla Costa.

Meno noto della Nuvola Olga e di Giulio Coniglio, l’Albero Giovanni rappresenta infatti una piccola gemma nella produzione seriale di Nicoletta Costa e un’altra icona in grado di porsi come elemento-tramite tra il bambino e il suo approccio alla lettura.

Nel lungo processo di scrittura che ha portato l’Albero Giovanni a divenire una figura mite, gentile e amata dai bambini, L’albero vanitoso si pone come uno snodo cruciale del percorso e come un testo che presenta una certa dose di conflittualità interiore e di insegnamento morale.

Il libro parla infatti (risulta evidente dal titolo) di un albero vanitoso, narcisista, solipsista e assolutamente poco empatico, che non intende minimamente condividere le sue gioie con il prossimo e curarsi dei dispiaceri che arreca in coloro che si approcciano a lui, venendo inevitabilmente respinti.

albero vanitoso

Proprio la perdita delle sue caratteristiche dominanti, porta l’albero vanitoso a comprendere i suoi errori e ad aprirsi al prossimo, senza più il timore di poter smarrire se stesso o di venire sminuito dalla naturale condivisione che lega gli esseri umani.

In quest’ottica, l’albero vanitoso è specchio fedele di ogni bambino che, crescendo, comincia ad amare troppo le sue qualità, i suoi talenti e i suoi piccoli possessi, fino al punto di non volerne fare dono agli altri, come se la condivisione potesse in qualche modo sminuire o alterare la sua natura.

Non accade di rado, infatti, che i bambini attraversino una fase contraddistinta dalla ripetizione ossessiva del possessivo “Mio!” (sia esso riferito ad un oggetto fisico o ad una qualità impalpabile) e dalla volontà di bastare a se stessi, in base ad un’eccessiva fiducia nei propri mezzi e nelle proprie doti.

L’albero Giovanni riesce a mostrare al bambino come la pretesa di autosufficienza rappresenti una pia illusione e come giocare insieme agli altri rappresenti la porta d’accesso verso una dimensione più profonda e intima, fatta di legami autentici e di aiuto reciproco.

Soprattutto durante le prime fasi dello sviluppo, il bambino deve imparare che l’altro non rappresenta un mezzo per soddisfare le proprie necessità o la propria sete di piacere, ma un’entità con la quale misurarsi e con la quale cercare di interagire ad un livello empatico paritario.

 

L’albero vanitoso, storia di un albero solo

L’albero vanitoso narra le gesta di un giovane alberello che vive in una grande città, ubicato in mezzo ad un grigio cortile, contornato da abitazioni altrettanto grigie e tristi.

Proprio a causa del contesto, l’albero Giovanni comprende fin da piccolo l’eccezionalità della sua natura, quasi un’oasi nel deserto, e gioisce di se stesso, quando la primavera porta sui suoi rami spogli le prime foglioline verdi.

albero vanitoso costa

Anziché rendere felici gli uccellini, le farfalle e i gattini che sognavano di evadere dal grigiume urbano proprio grazie a lui, Giovanni non permette a nessuno di avvicinarsi a lui, per paura che le creaturine possano rovinare le sue preziose foglie e renderlo così meno bello e fiero di sé.

Ovviamente, il comportamento di Giovanni rende l’albero inviso al resto degli abitanti del cortile, tutti pronti a bollarlo come antipatico, odioso o addirittura scemo.

L’arrivo dell’estate e il rinnovato vigore delle foglie non fanno altro che acuire in Giovanni il suo senso di superiorità e, parallelamente, l’antipatia degli altri animali per lui.

L’avvento dell’autunno cambia, tuttavia, drasticamente lo scenario, dato che gli uccellini smettono di rimirarlo per migrare verso i paesi caldi e che le sue splendide foglie verdi diventano inevitabilmente secche e gialle.

albero libro costa

Come da copione, le foglie iniziano presto a cadere e a lasciare spoglio l’albero vanitoso, ormai disperato per aver perso la sua superba chioma e il suo orgoglio.

Vedendolo così abbacchiato, la vecchia cornacchia Ada, che si trovava a passare lì per caso, gli confida un segreto e gli propose un accordo.

Il segreto consiste nel fatto che le foglie di Giovanni (nel testo non viene mai chiamato per nome, in realtà) sarebbero ricresciute la primavera seguente, mentre l’accordo prevede che l’albero avrebbe invitato tutti gli animali del quartiere ad una festa di primavera sui suoi rami.

 

L’albero vanitoso e la ciclicità della vita

Oltre ad invitare i bambini alla condivisione, L’albero vanitoso spiega ai più piccoli come le cose vadano sempre guardate in prospettiva, onde evitare di trovarsi vittime dell’euforia del momento e di non comprendere quanto la vanagloria di oggi possa essere la tristezza di domani.

albero giovanni costa

In una fase della vita, la prima infanzia, i cui tutto appare come inevitabilmente hinc et nunc, il sapere guardare in prospettiva rappresenta un dono di valore immenso, che aiuta il bambino a capire come le sue azioni di oggi finiranno per ripercuotersi sul suo domani e come le situazioni vadano coltivate, affinché producano frutti ed esiti fecondi.

Disponibile in varie edizioni e in vari formati, l’albero vanitoso è dunque, quasi letteralmente, un libro per tutte le stagioni e un valido ausilio per aiutare i piccoli a comprendere il senso genuino della vita e delle relazioni umane.

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L'albero vanitoso
  • Nicoletta Costa
  • Emme Edizioni
  • Copertina flessibile: 40 pagine

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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