Leo Lionni, il poeta della natura umana. Guida alle opere

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Nominato, citato e chiamato in causa un numero quasi infinito di volte, in questo blog, Leo Lionni è probabilmente il capostipite e l’antesignano di tutti gli autori e illustratori per bambini che animano la generazione corrente.

Nato ad Amsterdam nel 1910 e scomparso a Redda in Chianti nel 1999, Lionni è stato l’archetipo dell’artista “totale”, in virtù di una pluralità di doti, talenti ed interessi che hanno reso le sue opere dei capolavori intrisi di umanismo e poesia.

Dopo la giovanile militanza nel Movimento Futurista e la frequentazione di numerosi artisti di fama mondiale, Leo Lionni approda alla letteratura per l’infanzia solo nel 1959, quando l’ideazione e la composizione di “Piccolo blu e piccolo giallo” danno il “la” ad una seconda giovinezza artistica dell’autore ed inaugurano una stagione feconda, ricca di capolavori e di successi.

Proprio il successo del suo primo libro per l’infanzia, spinge Lionni sempre più nei meandri della psiche infantile, lungo un turbinio di opere finalizzate a veicolare messaggi “alti” e filosofici ai bambini, attraverso l’impiego di un linguaggio visivamente molto semplice, retaggio della sua militanza futuristica.

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Nel corso della sua lunga e brillante carriera rivolta al mondo dell’infanzia, Lionni ha sempre cercato di porre l’accento su concetti solo in apparenza inaccessibili ai bambini e di mostrare come fosse possibile far riflettere e rassicurare i piccoli lettori, una volta trovata quella chiave d’accesso in grado di portare alla luce tutti i quesiti che si trovano già nella loro mente, seppur in forma convulsa.

Opere come “Pezzettino” (a mio avviso, il suo capolavoro assoluto), “Un colore tutto mio”, “Guizzino” o “Federico” parlano al bambino della sua essenza intima, spingendolo a guardarsi all’interno senza il timore di dover affrontare quell’identità che rappresenta il vero movente di ogni nostra azione e di ogni nostro pensiero.

In modo quasi heidegerriano, Lionni chiede al bambino di diventare semplicemente quello egli è già; di riuscire a distinguere la dimensione dell’essere da quella del fare e di cogliere nella sua giovane mente i tratti di una natura umana che ci definisce in relazione all’eterno, in opposizione al contingente.

Tutti i protagonisti delle opere di Lionni sono personaggi che compiono un titanico sforzo per trovare loro stessi e che imparano a conoscersi nel corso di un viaggio di formazione in cui l’ambiente esterno non è altro che la manifestazione delle pulsioni che si agitano all’interno.

L’avventura è, per Leo Lionni, una sorta di viaggio interiore, dai tratti quasi onirici, in cui gli elementi che incontreremo nel corso del percorso ci faranno riflettere su noi stessi, tanto per affinità, quanto in base a quelle differenze che ci separano dagli altri.

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Lungi dal trovarsi fine a se stessa, alla stregua di un mero strumento conoscitivo, l’identità ritrovata che caratterizza le opere dell’artista italo-olandese è, in ultima istanza, il tassello che consente di costruire una casa comune con i nostri simili e di dare vera vita e vera voce ai valori più alti.

Colui (o colei) che conosce se stesso e che non ha paura di guardarsi dentro è, cioè, il tassello fondamentale di una società coesa e rivolta alla pace, dato che, nella poetica di Lionni (si pensi a “L’albero alfabeto”) le divisioni e le difficoltà nascono laddove la ricerca dell’io è offuscata dalla ricerca di qualità transitorie che portano il singolo a deviare dal suo reale percorso di vita.

In quest’ottica, la singolarità riaffermata consente all’individuo di andare oltre quella conflittualità che sorge dalle paure e di aiutare gli altri ad unirsi di fronte alle minacce rappresentate dall’elemento naturale e dagli agenti invisibili (si pensi anche qui a “L’albero alfabeto” o a “Guizzino”).

La genialità di Lionni risiede proprio nella sua abilità di trasferire concetti, fino ad ora esclusivo appannaggio della riflessione filosofica di tipo accademico, all’ambito dell’infanzia, andando ad “incarnarli” ed esplicitarli in opere che risultano immediatamente comprensibili anche ai lettori più piccoli.

Poeta della natura umana, liberata da forzature e sovrastrutture, Lionni coglie l’essenziale anche su piano puramente visivo, abbandonando la pretesa del realismo e palesando immediatamente la natura fortemente simbolica dei suoi personaggi, fino a trasformarli in prototipi e archetipi dell’infanzia stessa.

Federico, Pezzettino, Guizzino o il Camaleonte di “Un colore tutto mio” racchiudono in sé la potenza espressiva del simbolo e la capacità di tenere legato l’universale e il particolare in pochi tratti di pennello, cogliendo appieno l’essenza dei personaggi narrati.

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Proprio l’adozione di un linguaggio visivo estremamente semplice e spesso votato in direzione dell’astrattismo consentono a Lionni di mostrare in modo semplice ciò che sembra complesso, solo in assenza dei mezzi adeguati e a calare così i bambini all’interno di mondi fatati e simbolici, in cui i piccoli lettori non faticano a riconoscere loro stessi, i loro desideri e le loro pulsioni più intime.

Leggendo un libro qualunque di Lionni, il bambino non fatica a seguire la trama o a cogliere i riferimenti, perché l’adozione di un linguaggio estetico molto semplice chiarisce da subito finalità e intenti dell’opera, senza quelle ambiguità semantiche che si sarebbero palesate cercando di adattare i concetti esposti a narrazioni e rappresentazioni troppo realistiche o articolate.

Un altro pregio che distingue l’immortale Lionni dalla nutrita schiera di suoi epigoni e imitatori è rappresentato dall’universalità anagrafica delle sue opere; adatte tanto ad un bambino di pochi anni, quanto a quegli studenti delle scuole primarie che desiderano ora rileggere i suoi libri e comprenderne ancora più a fondo il loro contenuto.

A differenza di numerosi testi che si rivolgono, ad esempio, ad un bambino di tre anni, sulla base di una specifica contingenza, e che diventano insopportabili allo stesso bimbo al passare dei mesi o degli anni, i libri di Lionni possono piacere a quattro anni, quanto a quaranta, perché parlano di umanità in generale e non di caratteristiche transitorie che cessano la loro valenza superata la fase anagrafica di riferimento.

Per intenderci: “Pezzettino”, ad esempio, è un libro che parla della ricerca dell’io in senso assoluto e non della ricerca di identità di un bambino di tre o quattro anni.

Trovandosi la ricerca della nostra natura ad essere il collante intero della vita, potrà agevolmente accadere che Pezzettino possa entusiasmare e far riflettere lettori di differenti età e generazioni, restando la sua valenza inalterata anche al mutare delle condizioni anagrafiche.

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Tutto questo, non sminuisce ovviamente la letteratura per l’infanzia in quanto tale o tutti quei meravigliosi libri scritti per far fronte ad una contingenza specifica, ma colloca Lionni in una sorta di universo a parte, in cui dimorano forme astratte dal valore universale.

Le tematiche legate all’identità, alla pace e alla coesione sociale che descrive Lionni paiono infatti vivere in una sorta di ideale regno delle idee platonico, al quale chiunque può attingere, indipendentemente dal fatto di avere quattro anni o quaranta, perché rappresentano il filo conduttore della vita umana.

A prescindere dalle recentissime assurde polemiche che hanno visto il compianto Lionni protagonista di una spiacevole vicenda, legata al fatto che il sindaco di un’importante città italiana abbia proibito la lettura a scuola di “Piccolo blu e piccolo giallo”, l’artista italo-olandese resta e resterà sempre uno degli autori per bambini più amati, studiati e venduti della storia e il suo imperituro successo testimonia quanto Lionni abbia saputo lanciare uno sguardo davvero abissale sulla natura umana.

 

Leo Lionni, guida alle opere

Per tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza di Leo Lionni o approcciarsi per la prima volta alle sue opere, consiglio di cominciare con testi piuttosto semplici ed immediati dal punto di vista grafico (“Piccolo blu e piccolo giallo” o “L’albero alfabeto” vanno benissimo) per poi costruire un percorso letterario che culmina con “Pezzettino” e “Federico”.

A prescindere dalla data di uscita dei differenti testi e dall’ordine cronologico in base al quale sono stati scritti, i due sopracitati capolavori rappresentano l’apice della riflessione di Lionni sul bambino e sull’animo umano e, in quest’ottica, si potrebbe agevolmente considerare il resto delle sue opere in chiave propedeutica.

lionni camaleonte

Premetto che, ovviamente, non esiste un ordine stabilito per leggere le opere di Lionni e che, in caso abbiate recentemente comprato “Federico”, non vi è ragione alcuna per tenerlo nel cassetto, ritengo comunque che si possa amare di più l’opera del grande artista se si ha la pazienza di introdurre i suoi testi secondo un ordine crescente di complessità e astrattezza.

A livello di contenuti e struttura delle opere, tutti i libri di Lionni risultano fruibili anche da bambini piuttosto piccoli, in virtù di un intreccio che trova nell’immagine il suo fulcro e che limita la componente narrata ad un ruolo subalterno.

Le porzioni di testo nei libri di Lionni non sono mai tanto lunghe e complesse da confondere il bambino e vantano, inoltre, una struttura basata sulla ripetizione, che consente al piccolo lettore la piena assimilazione di quanto scritto.

 

Leo Lionni, bibliografia essenziale

 

1.Piccolo blu e piccolo giallo

piccolo blu leo lionniOpera prima composta da Leo Lionni nel campo della letteratura per l’infanzia, Piccolo blu e piccolo giallo rappresenta, dal punto di vista grafico, il libro più semplice creato dall’artista italo-olandese e il punto di partenza di una poetica destinata ad esplicarsi nel corso degli anni seguenti.

Storia di un’amicizia profondamente coinvolgente tra una piccola macchia di colore blu e una macchia di colore giallo, il libro narra di un’unione che diventa tanto forte da dare origine ad una nuova entità, ovviamente di colore verde.

Inizialmente percepita come un problema dai nuclei sociali di riferimento, la nuova “creatura” contagia tutti con il suo buon umore, tanto da spingere genitori e affini a volersi fondere nell’altro fino a perdere il loro colore originario.

Sottoposta ad un numero di letture critiche quasi infinito, nel corso degli anni, Piccolo blu e piccolo giallo risulta in realtà un’opera in parte ermetica ed intimista, difficile da racchiudere in un genere letterario o in un messaggio morale ben definito.

Ideale punto di inizio per una scoperta completa dell’autore, il libro rappresenta probabilmente una sorta di “schizzo” dal quale prenderà vita, in seguito, un universo semantico definito e completo.

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2.L’albero alfabeto

alfabeto leo lionniStoria di coesione e amicizia, L’albero alfabeto è un’intensa riflessione sul valore della pace e sulla necessità di sottomettere le nostre competenze ad un fine più alto.

Impiegando la metafora della parola scritta, Lionni mostra al piccolo lettore come le abilità pratiche possiedano un valore estremamente relativo e limitato, qualora non si decida di impiegarle per promuovere quella pace e quella coesione sociale che rappresentano il vero fine del pensiero umano.

Esattamente come accade alle foglie dell’albero, che vengono strappate dal vento fino a quando non decidono di unirsi, gli esseri umani devono vivere in armonia per non trovarsi esposti a minacce e pericoli, dato che l’isolamento e il solipsismo si trovano spesso congiunti ad una fragilità di fondo che ci rende tutti più deboli e vulnerabili.

Splendida celebrazione della coesione sociale e dell’armonia dei popoli, L’albero alfabeto è forse una delle opere più immediate e dirette composte da Leo Lionni e dunque quella più adatta ad un pubblico di neofiti.

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3.Guizzino

guizzino lionniOpera apparentemente semplice, ma densa di spunti di riflessioni filosofici, Guizzino narra le gesta di un piccolo pesce che sopravvive all’eccidio del suo nucleo sociale e che riesce a ritornare felice votandosi verso una dimensione contemplativa dell’esistenza.

La contemplazione delle meraviglie presenti nei fondali marini risulta comunque limitante, nel momento stesso in cui Guizzino comprende che la vera gioia nasce dalla condivisione e che i piaceri meritano di essere provati con qualcuno accanto.

Proprio la rinnovata consapevolezza relativa alla natura sociale della contemplazione spingerà Guizzino a liberare un nuovo branco di pesci rossi dalla paura dei predatori marini e a formare un nucleo sociale, questa volta tanto coeso da incutere timore a tutti i grossi pesci che affollano il mare

Primo vero “viaggio di formazione” composto da Leo Lionni, Guizzino è ormai un libro celeberrimo e apprezzato ad ogni latitudine che continua, tuttavia, a mostrare nuovi significati e nuovi valori ogni volta in cui lo si sfoglia, per via di un un universo simbolico che non si esaurisce alla prima lettura.

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4.Federico

federico lionniAutentico inno all’arte e alla poesia, Federico mostra al bambino l’importanza dei beni immateriali e dei sentimenti, spesso considerati come “beni di serie b” da un mondo sempre più proteso verso la ricerca di beni e quantità tangibili.

Storia di un topolino poeta, schernito dai suoi simili e considerato alla stregua di un nullafacente, Federico mostra ai suoi simili come l’arte non solo migliori la qualità dell’esistenza, ma possa rappresentare l’unica vera forma di conforto e consolazione durante i periodi bui.

Grazie ai raggi del sole, metaforicamente raccolti durante la stagione estiva, Federico riuscirà infatti ad infondere coraggio negli atri topolini, nel momento in cui una penuria di scorte alimentari e un gelo perenne fiaccheranno gli animi di tutti.

Piccola fiaba “controcorrente”, più che mai attuale, Federico rappresenta sicuramente uno degli apici creativi di lLeo Lionni e una delle riflessioni più profonde sul valore dell’arte e della poesia mai composte, nonostante la chiara declinazione verso un pubblico di bambini possa sminuirne il valore intrinseco.

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5.Pezzettino

pezzettino leo lionniA mio avviso, il capolavoro assoluto di Leo Lioni (e forse dell’intera letteratura per l’infanzia), Pezzettino è un sublime viaggio di formazione che invita i più piccoli a comprendere a fondo la loro natura e a riconoscersi come totalità autosufficiente, anche a fronte della loro evidente finitudine.

Esattamente come un bambino non è un adulto a cui “manca qualcosa” o una versione minore di un essere umano, Pezzettino è un tutt’uno armonico che non dipende necessariamente da una terza parte per realizzarsi e che non deve cercare all’esterno la chiave per comprendersi a fondo.

Pezzettino non è dunque solo una stupenda celebrazione dell’identità individuale, ma è anche uno sguardo abissale lanciato sui bambini, affinché i bambini rimandino lo sguardo, come in uno specchio, e si riconoscano.

Impossibile da racchiudere in poche righe o in una semplice spiegazione, Pezzettino è un capolavoro senza tempo che continuerà ad acquistare significato fino a quando esisterà un solo bambino al mondo felice di essere se stesso e volenteroso di diventare ciò che è.

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Artista completo ed essenziale, Leo Lionni rappresenta l’autentica chiave di volta per comprendere lo sviluppo della moderna letteratura per l’infanzia e l’autore che più di ogni altro ha saputo definire canoni e parametri dalla valenza universale.

Leggere e amare Leo Lionni significa calarsi all’interno di un universo archetipico, dal quale tutti i grandi autori e illustratori hanno attinto a mani piene e dal quale continuano a scaturire idee destinate a dare nuova linfa vitale all’attuale generazione di artisti.

Per questa (e per per mille altre) ragione, l’opera di Leo Lionni non può passare inosservata o venire trascurata, nel momento stesso i cui decidiamo di stabilire per i nostri bambini un percorso letterario il più completo e coerente possibile.

 

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Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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