Libri per bambini di sei anni: alla scoperta delle prime letture autonome

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Inizio subito questo post con una sorta di “istruzioni per l’uso”, puntualizzando come definire in modo esaustivo quelli che sono i migliori libri per bambini di sei anni (o, quantomeno, i più adatti) risulti una sorta di impresa quasi impossibile, per via di una serie di fattori che subentrano, si confondono e si accavallano al momento della selezione.

A differenza di quanto accaduto nel corso della lunga rassegna sulle fasce d’età legate alla scuola d’infanzia, la piena comprensione della simbologia legata al linguaggio scritto porta in dote una trasformazione semantica del bambino dagli esiti inaspettati e, con essa, una maggior difficoltà di comprendere cosa il bambino voglia leggere e cosa risulti effettivamente in grado di leggere.

Fino ad ora, ci siamo infatti focalizzati su letture fruite dal bambino attraverso la mediazione genitoriale ed abbiamo preordinato una serie di esperienze letterarie che presupponevano la nostra capacità di veicolare i messaggi presenti nelle opere, come condizione fondante della comprensione.

libri per bambini di sei anni prime letture

I libri per bambini di sei anni parlano invece un linguaggio del tutto diverso, chiedendo al bambino di diventare egli stesso mediatore tra la narrazione e il suo universo emotivo, grazie, appunto, alla rinnovata capacità del giovane fruitore di trasformarsi in “lettore” a tutti gli effetti.

Nel lungo percorso che ho tracciato (e che è divenuto oggetto del mio libro “La letteratura per l’infanzia”), ho cercato di stabilire una corrispondenza tra il vissuto del bambino, l’impatto emotivo prodotto dagli eventi che scandivano la sua esistenza e le forme narrative più adatte a fungere da specchio per quel complesso di emozioni e picchi cognitivi che prendevano lentamente forma all’interno di un calderone in perenne subbuglio.

Cercando di analizzare a fondo le potenzialità linguistiche, lessicali, cognitive ed emotive dei bambini di età compresa tra i due e i sei anni ho cercato (e sto cercando) cioè di spiegare perché una determinata lettura possa produrre un impatto emotivo forte su un bambino di tre anni e lasciare indifferente uno di quattro o cinque (e viceversa), sulla base di una serie di parametri universali che trascendono apertamente l’individualità di ciascun bambino.

Il compimento dei sei anni e il conseguente ingresso nel sistema scolastico vero e proprio sanciscono una cesura nettissima col passato, dato che ora il bambino impara rapidamente a leggere e scrivere e che la scelta dei migliori libri per libri per bambini di sei anni deve necessariamente tenere conto di questo evento epocale nella vita del bambino.

prime letture sei anni

Le prime letture rappresentano dunque un universo piuttosto complesso da affrontare perché devono, da un lato, cercare di cogliere i tratti peculiari di un bambino di sei anni e, dall’altro, risultare comprensibili e adatte ad un’incursione del mondo dei libri operata in autonomia.

Nonostante tutte le complessità del caso e il pressapochismo diffuso che contraddistingue spesso la critica di settore, tenterò comunque di cimentarmi con l’ardua impresa e di definire quelli che sono, a mio avviso, i migliori libri per bambini di sei anni e, di conseguenza, le prime letture più adatte ad iniziare il lungo percorso verso l’autonomia semantica.

Cercherò dunque di spiegare quali sono le peculiarità cognitive ed emotive di un bambino che si affaccia al mondo dell’istruzione e quali le tipologie narrative che possono venire agevolmente fruite sia su un piano sintattico, sia per quanto concerne la comprensione di un testo nel senso più intimo e profondo del termine.

 

Libri per bambini di sei anni, alla scoperta della semiotica

Come ampiamente premesso, i libri per bambini di sei anni sono testi che partono dall’assunto che il bambino si trovi ora in grado di afferrare (seppure con qualche incertezza legata all’età) quel complesso sistemi di segni che definisce gli ambiti dei linguaggi formalizzati.

Imparare a leggere non è infatti paragonabile all’apprendimento di una qualunque attività generica, ma è, in parte, l’atto fondativo dell’essere umano “civilizzato”, dato che il nostro mondo è interamente composto da segni e simboli e che la capacità di collegare un significante ad un significato porta in dote una chiave d’accesso all’essenza della nostra realtà.

Un bambino che impara a leggere è cioè un bambino profondamente trasformato, dato che non ha solo acquisito un’abilità che lo guiderà per tutta la sua vita, ma che ha anche compreso le basilari regole di uno schema più grande, popolato da segni arbitrari che rimandano immediatamente ad oggetti reali.

libri sei anni

La parola “Mamma” non è infatti un semplice elemento grafico, ma è la dimostrazione stessa di quanto un insieme di segni, ampiamente scelti su base arbitraria, possa dapprima generare un suono ben preciso e, in secondo luogo, rimandarci all’oggetto stesso della denotazione, vale a dire alla mamma in carne e ossa.

Il bambino di sei anni che ha appreso questo meccanismo è ora padrone del suo mondo e membro effettivo del mondo in cui vive, dato che può connettere in autonomia segni, suoni ed oggetti sulla base delle sue rinnovate abilità.

Tutto ciò comporta che i libri per bambini di sei anni debbano presentarsi in punta di piedi al neofita della lettura e aiutarlo a sviluppare da solo tutto quanto ha appena appreso e desidera ora vedere confermato e validato.

Tutta questa introduzione sulla semiotica (chiedo venia se vi ho annoiato, avrei voluto essere molto più prolissa di così, in realtà) per chiarire come i libri per bambini di sei anni possano (e spesso sono) essere molto più semplici a livello narrativo di quelli destinati ad un pubblico di bambini di cinque anni.

Pur essendo, logicamente, le capacità cognitive di un bambino di sei anni superiori a quelle di un bimbo di cinque, ora il lettore deve rinunciare alla salda mediazione della voce narrante e, in un certo, senso, ricominciare da zero, facendo leva sulle sue metaforiche gambe.

In caso vi siate lasciati prendere dall’entusiasmo perché i vostri figli cinquenni comprendevano alla perfezione le sottili opere di Beatrice Alemagna e Leo Lionni, giunge ora il momento di mettere un piccolo freno alla struttura narrativa, dato che nessun neofita della scrittura (a prescindere dal carattere minuscolo presente nei testi) si troverebbe mai in grado di comprendere in autonomia tutto quanto si trovava mediato fino a poco prima.

letture a sei anni

Il mio personalissimo consiglio è dunque quello di dividere le tipologie narrative: proseguite a leggere libri sempre più complessi ai vostri figli, lasciandoli, al contempo, cimentare con letture autonome semplicissime, fino a quando i due versanti non armonizzeranno in modo spontaneo.

Se insistete a leggere ad alta voce, in modo esclusivo, albi illustrati collocati oltre la sfera delle possibilità del bimbo, rischierete di privarlo del piacere di “provare da solo”; se, al contrario, gli regalerete solo libri da leggere in autonomia, vi perderete buona parte di quel percorso narrativo che avevate ideato per lui.

Proseguite dunque con le letture ad alta voce dei libri di Beatrice Alemagna e Leo Lionni (giusto per citare i soliti due autori a mo’ di esempio) e affiancate la scelta di libri molto più semplici in stampatello maiuscolo per la lettura autonoma, che non mortifichino tuttavia le aspirazione del bambino.

Solo quando il giovane lettore avrà dato segno di riuscire a comprendere perfettamente testi piuttosto semplici, potrà cimentarsi con letture più complesse, fino a leggere in autonomia storie avvincenti ed emotivamente dense di significato.

Anche qui, come i tutti i campi della vita, l’importante è procedere per gradi e senza fretta, cercando la lettura semplice che possa stimolare il neofita della lettura e, al contempo, riuscire ad attrarlo.

 

Come scegliere i libri per bambini di sei anni?

Seguendo il consiglio che vi ho appena elargito, cercherò dunque di proporre una breve selezione di libri per bambini di sei anni ordinati per gradi di difficoltà e complessità semantica, partendo da libricini semplicissimi, per poi giungere (magari in prossimità dei sette anni) ad autentici mini-romanzi da leggere e gustare in autonomia.

Ovviamente, la precondizione per la scelta di un qualunque libro destinato alle prime letture è quella che il carattere di riferimento sia lo stampatello maiuscolo, dato che (fatta eccezione per qualche folle che infesta il web con le sue teorie assurde) tutti i bambini imparano a leggere nel suddetto carattere e che lo stampatello maiuscolo (a differenza del minuscolo!) è un carattere del tutto autosufficiente e privo di commistioni semiotiche.

sei anni le prime letture libri

Chiunque apprenda il sistema di lettura basato sullo stampatello maiuscolo si troverà perfettamente in grado di leggere testi, sistemi di notifiche ed espressioni scritte nel medesimo sistema linguistico di riferimento; mentre, chi impara prima lo stampatello minuscolo (esistono siti che consigliano di farlo: non fatelo!) sarà perennemente confuso dalla presenza di lettere maiuscole che fanno incursione in un sistema non autosufficiente e dal fatto che titoli e affini (cioè le cose che il bambino ritiene, a ragione, più importanti) siano tutti in stampatello maiuscolo.

Giusto per fugare gli ultimi dubbi; un bambino che ha imparato a leggere in stampatello maiuscolo, si troverà perfettamente a suo agio con l’espressione “MAESTRA SARA HA PREPARATO LA CENA PER CARLO”, mentre un povero bimbo costretto dai genitori ad iniziare dallo stampatello minuscolo, troverà nella medesima espressione (“Maestra Sara ha preparato la cena per Marco”) tre segni (M,S e C) alieni alle sue conoscenze e dalle sue competenze, perdendosi parte del senso della frase.

Il rischio concreto legato all’insegnamento precoce del carattere minuscolo è quindi quello di confondere le acque e di ottenere esiti confusi, oltre all’ulteriore rischio di trovarvi me in persona fuori da casa vostra, pronta a torturarvi con un corso di aggiornamento sui sistemi notazionali e sulla loro fruibilità effettiva.

Lasciate dunque perdere tutto quanto funesta il web di idiozie e dirigetevi dritti verso libri scritti in stampatello maiuscolo, sia che il piccolo abbia imparato a leggere a scuola, sia che glielo abbiate insegnato voi (ho in cantiere la pubblicazione un metodo per insegnare a leggere ai bambini in età prescolare, ma questa è una sorpresa e, soprattutto, un’altra storia).

letture per i sei anni

La seconda condizione che definisce i libri per bambini di sei anni è il ritorno in pompa magna dell’immagine.

Le prime letture servono infatti per rinsaldare quel percorso che parte dalla parola scritta, attraversa la sua struttura fonetica e si conclude con la denotazione dell’oggetto; per cui, se una paragrafo parla di una nuvola, è bene che ci sia la nuvola disegnata a fare da referente, di modo che il bambino non dubiti di aver compreso quanto letto.

Tante immagini abbinate a periodi semplici permetteranno dunque al bambino di trovare un supporto attivo alla sua ancora claudicante lettura, in attesa del giorno (e arriverà presto) in cui l’icona servirà semplicemente a far spaziare la fantasia del giovane lettore, senza essere più condizione “sine qua non” per la comprensione del testo scritto.

Partiremo dunque con libri che ricordano molto da vicino quelli che leggevamo ai nostri figli quanto avevano tre anni o poco più, perché, ribadisco, il primo obiettivo è quello di saldare definitivamente le certezze linguistiche appena acquisite e non di verificare se nostro figlio si trovi in grado di comprendere “Delitto e Castigo” senza il nostro aiuto.

Via via che il legame tra significante (la parola) e significato (l’oggetto della denotazione) diviene solido come l’acciaio, potremo agevolmente introdurre libri per bambini di sei anni più stimolanti dal punto di vista della trama e delle sue implicazioni emotive.

Libri per bambini di sei anni, alcuni esempi

Eccoci dunque alla breve carrellata di titoli in grado di rispettare  semplici criteri descritti nei paragrafi precedenti: sottolineo, come sempre, che la mia rassegna sui libri per bambini di sei anni ha valore di esempio e che tende a creare una sorta di archetipo delle tipologie letterarie presenti sul mercato editoriale.

 

1. L’Albero Giovanni

albero giovanni

Da dove cominciare una rassegna sui libri per bambini di sei anni, se non da Nicoletta Costa?

Le opere dell’artista triestina si adattano infatti tanto alle prime letture “mediate”, effettuate dai genitori intorno al terzo anni di età, quanto alle prime incursioni nel mondo della letteratura operate in autonomia, in virtù di trame agevoli, periodi semplici e dell’onnipresenza di quel santissimo stampatello maiuscolo del quale abbiamo a lungo parlato.

Non fa ovviamente eccezione L’Albero Giovanni, opera forse un po’ più “matura” rispetto alle infinite avventure di Giulio Coniglio e della Nuvola Olga e forse, proprio per questo in grado di appassionare piccoli lettori di sei anni senza deluderli.

Oltre alla presenza di trame leggermente più articolate di quelle dedicate da Nicoletta Costa in modo quasi esclusivo alla primissima infanzia, L’Albero Giovanni vede per protagonisti dei simpatici bambini in età scolare, favorendo l’identificazione tra lettore soggetto narrato.

Davvero semplice dal punto di vista sintattico e grammaticale, divertente senza mai essere banale, L’albero Giovanni è dunque l’entry level (ogni volta che uso questa espressione, mi scuso, ma non riesco a farne a meno: sono recidiva) per tutti quei bambini che hanno ormai stabilito una connessione solida tra lettere e suoni che desiderano ora cimentarsi con una lettura vera e propria per mettere alla prova la loro capacità di comprensione.

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2. L’uomo lupo in città

uomo lupo in città

Dal genio di Michael Rosen, (l’autore de “I tre piccoli gufi”, per intenderci) una simpaticissima storia, solo apparentemente a tema “horror”, adatta ad un bambino di sei anni tanto da un punto di vista linguistico, quanto in relazione alla trama.

Illustrato da Chris Mould, L’uomo lupo in città narra infatti delle gesta di un licantropo che, liberatosi dalla gabbia in cui era tenuto prigioniero e si dirige in città con un’idea fissa in testa, seminando, logicamente, il panico tra i passanti.

Carico di ironia e sarcasmo, il libro di Rosen è una storia animata da autentica suspense, che non risulta mai banale e che riesce perfettamente a far presa anche sull’immaginario di bambini abituati a narrazioni mediate decisamente più complesse e articolate.

A livello grafico e sinottico, L’uomo lupo in città rispetta alla perfezione tutti i parametri definiti in precedenza, trovandosi il libro ad essere scritto in uno stampatello maiuscolo chiaro, corredato da periodi brevi e da illustrazioni in grado di colmare l’ansia denotativa del piccolo lettore.

Seppur di ideazione piuttosto recente (l’albo è stato composto nel 2014), L’uomo lupo in città è già diventato un piccolo classico tra le prime letture e sicuramente uno dei migliori libri per bambini di sei anni attualmente in commercio.

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3. Piuma Bianca

piuma bianca

Incluso nella collana “Leggimi!” dedicata da Sinnos alle prime letture, al pari di “L’uomo lupo in città”, Piuma Bianca è un’altra divertente storia da proporre ai neofiti della lettura, senza il rischio di annoiarli, anche a fronte di una semplicità narrativa più che palese.

ideato e realizzato da Pablo Zweig, Piuma Bianca è una sorta di minuscola odissea che vede per protagonista un nativo americano, membro di una compagnia circense, che riscopre le sue autentiche radici dopo aver girato in lungo e in largo per esibirsi.

Dopo essere giunto al villaggio dei suoi antenati, Piuma Bianca viene infatti riconosciuto dai membri della sua antica tribù (il protagonista è infatti il nipote di Piuma Grigia) e portato a visitare i luoghi sacri alla sua comunità, trasferendo così la sua natura di “indiano d’America” dalla finzione circense alla realtà storica e geografica alla quale appartiene.

Proprio il senso di appartenenza a qualcosa di più grande di noi e la ricerca della nostra vera natura sono i due moventi letterari alla base di una narrazione ben strutturata e coerente, pur in tutta la sua intrinseca brevità.

Inutile sottolineare come la storia risulti scritta in stampatello maiuscolo (secondo i dettami di uno specifico font, chiamato “Leggimi!”), corredata da periodi semplici, ben distanziati e scanditi da un incedere privo di troppe avversative o complicazioni di sorta.

Forse leggermente più difficile da comprendere rispetto all’opera precedentemente trattata (per via di riferimenti geografici e storici non così immediati), Piuma Bianca è sicuramente uno dei migliori libri per bambini di sei anni di recente ideazione ed un’ottima lettura con la quale cimentarsi, una volta appresi i segreti dell’alfabeto e della fonetica.

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4. Sorprese al museo

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Vicenda tutta in “rosa”, Sorprese al Museo è una simpatica avventura ambientata tra i saloni di un museo che vede per protagonista la piccola Fiona.

Strutturato quasi come se fosse un piccolo giallo, Sorprese al museo ricalca archetipi letterari antichissimi, riadattandoli e reinventandoli per venire incontro alle esigenze dei giovani lettori, nel corso di una trama in cui la scrittura risulta agevole e funzionale a creare una piccola suspense.

Opera del duo italiano composto da Federico Appel (autore) e Francesca Carabelli (illustratrice), la vicenda può anche agevolmente venire letta in chiave meta-letteraria, impiegando il luogo fisico (il museo, appunto), in qualità di metafora per la lettura stessa.

Esattamente come la piccola Fiona oppone iniziale resistenza all’idea di visitare un museo, salvo poi trovarci misteri appassionanti, così il giovane lettore scopre un universo nuovo nel corso della lettura del libro, istituendo un duplice legame con la protagonista dell’albo.

Dotato di una sinossi un po’ più complessa rispetto alle opere precedenti (il testo è strutturato secondo periodi più lunghi e articolati), Sorprese al museo rappresenta un’ottima tappa intermedia nel processo di lettura autonoma operata dai bambini di sei anni.

Forse non alla portata di tutti coloro che si cimentano per la prima volta con un testo scritto, Sorprese al museo si addice alla perfezione alle esigenze di tutti quei lettori che hanno già imparato a contestualizzare avverbi, avversative e periodi collocati oltre la struttura base che prevede un soggetto legato ad un complemento oggetto da una locuzione verbale.

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5. Lucilla Scintilla e il suo cucciolo

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Salendo ancora un pochino “di livello”, il primo testo che mi viene in mente è Lucilla Scintilla e il suo cucciolo, opera che impiega volutamente espressioni linguistiche non comunissime e che prevede una narrazione articolate, non strettamente legata alla funzione denotativa svolta dalle immagini.

Pur essendo narrativamente agevole, la vicenda ideata da Alex Cousseau e illustrata da  C. Dutertre, presenta infatti una struttura sintattica non semplicissima e correda il testo con vocaboli (come “cocuzzolo”) che non risultano immediatamente accessibili ad un neofita della lettura, né dal punto di vista morfologico, né da quello semantico.

La scelta delle illustrazioni in bianco e nero e la presenza di piccolissime commistioni con altri caratteri (corsivi e minuscoli) costringono inoltre il lettore ad un ulteriore sforzo, perché, da un lato, il riferimento visivo abituale viene mutato e, dall’altro, il piccolo si trova costretto ad apprendere dell’esistenza di altre tipologie si scrittura.

A livello meramente narrativo, la storia risulta semplice, ma avvincente e stimolante, trovandosi incentrata su un piccolo mistero che Lucilla deve risolvere per ritrovare il suo cucciolo, misteriosamente scomparso nei meandri della fattoria gestita dal nonno della protagonista.

Consiglierei questa lettura a tutti i bambini che hanno già raggiunto una sorta di prima maturità linguistica e che si trovano collocati (magari in prossimità dei sette anni) in quel novero di lettori in grado di metabolizzare agevolmente storie meno complesse e più immediate dal punto di vista della scrittura.

Per coloro che dovessero amare particolarmente il personaggio e la tipologia di scrittura, ricordo che esiste un’intera collana di libri dedicati alle avventure di Luccilla Scintilla (ho scelto questa a mo’ di esempio perché personalmente la trovo la più riuscita a livello di trama e suspence).

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6Bjorn. Sei storie da orso

bjorn

Chiudo questa breve rassegna dedicata ai libri per bambini di sei anni con una piccola antologia letteraria, davvero riuscita e piuttosto popolare.

Le sei storie incentrate sulla vita nel bosco del simpatico orsetto di nome Bjorn sono tutte davvero azzeccate, ironiche e avvincenti e potrebbero agevolmente completare il breve ciclo di letture qui proposto, tanto in merito alla sinossi, quanto alla struttura seriale delle trame.

Davvero ben scritta ed egregiamente tradotta, l’opera realizzata da Delphine Perret si fonda infatti su sei vicende profondamente differenti tra loro che spingono il bambino ad adattarsi a diversi stati d’animo e a diversi ritmi narrativi, trovando nei personaggi quel filo conduttore in grado di riconnettere le sei trame.

La presenza di un’immagine stilizzata al punto da far scivolare lentamente la sua valenza denotativa è il segnale che il bambino si appoggia ora alle illustrazioni per trovare conferme ai parti della sua fantasia e che la comprensione della trama non passa necessariamente dalla sua riproduzione in forma grafica.

Corredato da una punteggiatura esaustiva e mai limitata alla semplice presenza di periodi giustapposti separati dalla virgola, Bjorn. Sei storie da orso è davvero una delle prime letture migliori in circolazioni e l’ideale punto d’arrivo di un bambino che ha ormai preso piena confidenza con la comprensione della lingua scritta.

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Termina dunque qui il nostro breve viaggio nel mondo dei libri per bambini di sei anni; un mondo in cui il necessario passaggio verso la lettura autonoma porta in dote una sorta di sacro sacrificio delle trame e delle loro implicazioni, a discapito della semplicità e della leggibilità dei testi.

Come premesso, il suddetto “atto sacrilego” può comunque venire compensato dall’alternanza di letture autonome e letture mediate attraverso la narrazione genitoriale, senza che il piccolo lettore debba sentirsi mortificato per questo.

Trovando una giusta via d’accesso alle prime letture, è molto probabile che i due versanti finiranno presto per convergere e che i giovani lettori potranno finalmente fare il loro ingresso in pompa magna al gran ballo delle letteratura, senza sfigurare di fronte alla loro infinita fantasia.

Per saperne di più, scarica il mio libro “La letteratura per l’infanzia” a questo link

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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