Il libro pop-up degli animali: un meraviglioso viaggio senza fine

Il libro pop-up degli animali

Last Updated on 13 Aprile 2018 by Maestra Sara

Se di solito mi voto ai giri di parole più arditi per introdurre un libro e cerco di lasciare che il lettore scivoli piano sulla melassa della curiosità (almeno ci provo), questa volta taglio tutte le metaforiche teste ai metaforici tori (niente crudeltà sugli animali!), sostenendo fin da ora che il libro pop-up degli animali edito da Editoriale Scienza è semplicemente stupendo, punto e basta.

Acquistato quasi per sbaglio (mio figlio più piccolo lo aveva notato quando aveva due anni, ma io non volevo prenderglielo perché era ancora troppo piccolo), questa lettura si sta infatti rivelando una continua fonte di meraviglia ed interesse, per via di un novero di informazioni e tematiche quasi sterminato e di un approccio al regno animale divertente ed azzeccatissimo.

Il libro pop-up degli animali è infatti una piccola enciclopedia ad effetto-matrioska, in grado di catturare l’interesse di lettori piccolissimi grazie a illustrazioni ed inserti pop-up semplicemente meravigliosi, di incuriosire lettori più grandicelli con nozioni geniali e di sorprendere persino i bambini delle scuole elementari grazie ad un firmamento di curiosità che spesso sfugge persino ai testi classici.

Il libro pop-up degli animali EDITORIALE SCIENZA

 

Lo sterminato universo de Il libro pop-up degli animali

Facendo rapidamente un passo indietro e restituendo le teste ai tori dell’introduzione, mi soffermerò per un attimo a chiarire la natura dei libri pop-up a tutti coloro che non hanno mai udito il termine e che temono pubblicità occulte e finestrelle impossibili da chiudere che fanno capolino tra le pagine.

Per libri pop-up si intendono quelle che abbinano alle tradizionali tavole illustrate alcuni inserti mobili (generalmente in cartone) che vanno a completare la narrazione, a rivelarne dettagli nascosti o semplicemente ad ampliare l’orizzonte della storia quando vengono mossi, per poi restituire le tavole alla loro natura originaria, quando viene effettuato il movimento contrario e gli elementi nascosti tornano ad essere tali.

In un panorama dei libri pop-up che risulta ricchissimo ed in costante ascesa (spesso comprensivo di opere non esattamente azzeccatissime), Il libro pop-up degli animali rappresenta una sorta di geniale archetipo, in cui tutti gli inserti sono studiati ad arte e la loro natura è sempre varia e assolutamente mai ripetitiva.

Se, in buona parte dei libri pop-up che ho letto in vita mia, gli inserti sono dei semplici abbellimenti finalizzati a far muovere le manine al bimbo e a distrarlo dalla narrazione, qui le parti pop-up sono assolutamente organiche e funzionali a quanto si vuole illustrare e si compongono di una pluralità di tipologie e movimenti in grado di incuriosire bambini di ogni età.

Più che un semplice albo illustrato, Il libro pop-up degli animali realizzato da Sylvie Baussier e Didier Balicevic è davvero un universo sterminato, dove ogni sezione è strutturata in modo diverso dalla precedente e dove l’unica cosa forse un po’ banale dell’opera è il titolo (davvero poco accattivante e assolutamente non in grado di rendere giustizia a questo piccolo capolavoro per bambini).

 

In viaggio attraverso il libro pop-up degli animali

Addentrandoci nei meandri dell’opera, Il libro pop-up degli animali prende il via da un simpatico espediente che prevede due bambini di nome Marta e Luca (alter-ego dei piccoli lettori) desiderosi di esplorare ogni ambiente terrestre e di scoprire quanto più possibile sul regno animale.

i libri pop-up per bambiniA differenza di quanto accade spesso per buona parte delle ambizioni troppo elevate nei libri pop-up, Marta e Luca porteranno davvero a termine il loro compito, esplorando buona parte del Creato e rivelando ai piccoli lettori una quantità di informazioni quasi difficile da tenere a mente per intero.

Iniziando da ambienti più familiari per concludersi in direzione di mete decisamente esotiche, Il libro pop-up degli animali parte infatti da una fattoria, per poi proseguire il percorso in un prato, su una spiaggia, nel mare, nella savana, nella foresta amazzonica, in Australia, nel deserto e tra i ghiacci polari ed intervallando il tutto con simpatiche sezioni extra.

Oltre alla rappresentazione dei principali animali nel loro ambiente di riferimento e ad esaustive descrizioni sulla loro natura, Il libro pop-up degli animali si compone infatti di sezioni dedicate a curiosità, quiz, record e categorizzazioni di animali piuttosto particolari ed accomunati secondo peculiarità davvero atipiche.

Come premesso, gli inserti pop-up non si ripetono mai e ogni sezione si compone di differenti finestrelle e inserti da muovere, alzare e ruotare sempre in modo diverso, ponendo l’opera anni luce distante da buona parte dei libri pop-up che affollano le librerie.

 

I quiz come espediente ne Il libro pop-up degli animali

Come se tutto questo non bastasse, Il libro pop-up degli animali appare quasi consapevole (sì, lo so, lo sto un po’ umanizzando, ma ci sono davvero affezionata) dell’enorme numero di nozioni che regala a grandi e piccini ed usa sovente l’espediente del quiz e della domanda imprevista per consentire al lettore di memorizzare quanto appreso quasi come in un gioco.

libri pop up

Il libro è infatti costellato di brevi domandine che aiutano il piccolo a ricordarsi il perché un determinato animale è fatto in quel modo, vive in un ben preciso ambiente o si alimenta con una tipologia di cibo piuttosto che un’altra.

Concluso da un quizzone finale (tipo patente di guida), Il libro pop-up degli animali riesce proprio per questo a divertire bambini di ogni età e a trasformarsi in una sfida mnemonico-conoscitiva, man mano che il bimbo cresce e si fa sempre più consapevole di quanto appreso durante la lettura.

Che dire ancora?

Potrei dilungarmi ancora per ore su significati e significanti de Il libro pop-up degli animali senza fornirne una panoramica davvero esaustiva, per cui il mio consiglio è quello di acquistare l’opera e di leggerla passo per passo con vostro figlio, magari stando attenti a non tagliare altre teste ad altri tori in cartapesta.

Un caro saluto,

Sara