Mio! Mio! Mio! Parabola sul diritto e sul possesso

Mio! Mio! Mio!

Last Updated on 17 Settembre 2018 by Maestra Sara

Storia assolutamente spassosa e geniale, Mio! Mio! Mio! di Michel Van Zeveren pone una lunga serie di quesiti morali al bimbo, facendolo riflettere su quella che noi adulti chiameremmo la legge del più forte e sull’opportunità di voler possedere qualcosa a qualunque costo.

mio mio mio copertinaSe il mondo dei grandi è regolato da una serie quasi infinita di leggi e codici che definisce la natura del possesso e della proprietà privata, i bambini faticano a scorgere i confini tra ciò che è loro di diritto e ciò che invece appartiene ad altri o all’intera comunità.

Definendo spesso sé stesso in base agli oggetti che possiede, il bambino piccolo anela infatti a possedere tutto ciò che gli capita sotto mano, anche per pochi istanti, e a sospendere le norme vigenti basate sul diritto, in funzione accentratrice.

Chiunque abbia figli o abbia avuto a che fare con i bambini avrà sicuramente assistito a zuffe e baruffe legate alla volontà di possedere in modo esclusivo un determinato oggetto (a prescindere dal reale interesse) e alla scarsa propensione dei bimbi a condividere.

Mio! Mio! Mio! mostra al piccolo lettore l’ipotetica natura di un mondo privo di diritto e basato esclusivamente sull’impiego della forza, ambientando una situazione piuttosto comune al mondo infantile all’interno della giungla, dove vige, tautologicamente, l’omonima legge che indica il diritto del più forte ad appropriarsi di tutto ciò che ritiene interessante.

Leggendo Mio! Mio! Mio! i giovani lettori entrano in contatto con un sistema di valori dove è la semplice forza fisica a definire la legge e dove i più deboli possono solo sperare nella benemerenza dei forti per vantare diritti che, in realtà, diritti non sono affatto.

Dopo aver portato il bambino a riflettere a fondo sulle sue piccole dinamiche sociali e sul suo atteggiamento di fronte ad un ipotetico oggetto smarrito, Mio! Mio! Mio! ribalta tuttavia il messaggio, scavando ancor più in profondità e mostrando ai piccoli come possedere qualcosa a tutti i costi non rappresenti sempre una prospettiva rosea.

 

Molto spesso, le baruffe tra bambini e i pianti incessanti nascono infatti dal mero desiderio di possedere qualcosa, senza che l’oggetto in sé possieda un reale motivo di interesse, perché i bambini tendono a credere che più cose si hanno, meglio è.

mio mio mio bambini

Mio! Mio! Mio! invita il bambino ad abbandonare il feticcio del possesso, spiegandogli come spesso le cose che desideriamo possano rivelarsi una trappola mortale e come sia meglio selezionare ciò che ci interessa davvero e scartare il superfluo.

 

Mio! Mio! Mio! storia di un uovo e di una rana

Un bel giorno, nella giungla (il testo originale recita proprio “In the jungle, the mighty jungle”) una piccola rana si imbatte in un grosso uovo chiuso e, lieta di possedere qualcosa, lo abbraccia felice ritenendolo suo.

Come premesso, nella giungla non esistono leggi e diritti, per cui, giunge sul posto un serpente che rivendica la proprietà dell’uovo costringendo la rana a desistere in base ad una gerarchia basata sulla forza.

mio mio mio van zeveren

 

A sua volta, il serpente viene sopraffatto da un’aquila e l’aquila da un grosso lucertolone, secondo uno schema gerarchico crescente.

All’aquila, tuttavia, le cose non stanno bene e decide di ingaggiare una lite con il lucertolone per il possesso dell’uovo, facendo affidamento sulle sue abilità e sulle sue doti.

Mentre l’aquila e la lucertola litigano, l’uovo schizza via, andando a colpire un elefante assopito sulla testa.

Non appena l’elefante domanda a chi appartenga l’uovo, tutti gli animaletti presenti sul posto indicano la rana, ritenendo a questo punto che il possesso del suddetto uovo risulti sconveniente e che il pachiderma intenda punire il proprietario per il disturbo arrecatogli.

Mio! Mio! Mio!

 

Con grossa sorpresa, l’elefante restituisce invece l’uovo alla rana con modi gentili, creando così una nuova “legge” che stabilisce l’effettivo possesso dell’oggetto, dato che nessuno vorrebbe combattere con l’elefante per contraddirlo.

Tutta felice per aver ottenuto ciò che voleva, la rana coccola il suo uovo, dal quale sbuca un cucciolo di coccodrillo, desideroso di mangiare la ranocchia e di affermare il suo diritto al possesso sulla sua nuova preda.

 

Mio! Mio! Mio! e la giungla morale

Sottolineando fin da subito che Mio! Mio! Mio! è essenzialmente una storia divertente e che l’obiettivo primario è quello di far ridere di gusto i lettori, l’opera si presta comunque, come premesso, a numerose chiavi di lettura.

Molto probabilmente, al termine della lettura di Mio! Mio! Mio!, i bambini non smetteranno di desiderare tutto quello che vedono e di tirarsi i capelli pur di possedere un cavatappi o una molletta da bucato, dato che nessun libro può invertire un corso antropologico, ma, altrettanto probabilmente i lettori più grandicelli riusciranno davvero a riflettere sulla necessità di uno stato di diritto.

mio mio mio libro

Stabilire l’appartenenza di ogni oggetto, mediante un sistema di regole univoco e chiaro, evita infatti la genesi di situazioni simili a quelle rappresentate in chiave umoristica da Mio! Mio! Mio! e aiuta a traghettare i bambini fuori da un caos dove forza e prepotenza regnano sovrane.

Letture come Mio! Mio! Mio! si prendono bonariamente gioco delle caratteristiche e dei vezi dell’infanzia, con l’intento di far germogliare un seme di riflessione nei lettori più grandicelli, ben lieti di convenire che debbano esistere regole in grado di abbracciare anche beni ritrovati e possedimenti comuni.

Comunque lo si legga, Mio! Mio! Mio! resta una storia davvero azzeccata, composta da illustrazioni divertenti, da una narrazione scorrevolissima e da un continuo senso di ironia che non può certo lasciare indifferenti.

Mio! Mio! Mio! Ediz. illustrata
  • Van Zeveren, Michel (Author)