Quattro bambini e una manciata di sirene: le meraviglie del mare

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Last Updated on 6 Ottobre 2021 by Maestra Sara

Purtroppo, l’avvento rapido e improvviso dell’era digitale ha portato in dote quella tipica confusione di mezzi e di finalità che connota tutti i cambiamenti troppo repentini.

L’entusiasmo verso le infinite potenzialità offerte dal mezzo tecnologico ha, cioè, portato una cospicua porzione di internauti a scambiare la Rete per un fine, anziché per un mezzo, quale esso è quale deve necessariamente essere.

Il Web è stato ideato per semplificare gli acquisti, per reperire informazioni altrimenti poco accessibili, per contattare in maniera agevole amici persi di vista, per godere di servizi televisivi personalizzati e non per trascorrervi ore interminabili alla ricerca di uno stimolo emotivo.

Un computer (o uno smartphone) andrebbe accesso partendo da una volontà già presente (“voglio proprio leggere un articolo di quel determinato blog”, ad esempio) e non per subire passivamente gli stimoli che provengono dalla Rete, in attesa che qualcosa attivi la nostra attenzione.

Se gli adulti riescono a vivere la Rete con il dovuto distacco (o almeno si spera!), accade spesso che le nuove generazioni si sentano smarrite in assenza del mezzo tecnologico, quasi come se mancasse loro l’ossigeno, perché troppo spesso la Rete si insinua in una sorta di vuoto emozionale, andando a colmarlo con elementi casuali ed eterogenei.

Provate a dire ai vostri figli che avete intenzione di portarli in vacanza, ma senza la possibilità di connettersi ad Internet e assisterete ad autentiche scene degne di una crisi d’astinenza.

La brillante scrittrice Marina Grasso parte proprio da questo ipotetico presupposto per portare i giovani lettori a vivere un’avventura senza tempo che riconnette il genere umano con la sua dimensione più autentica, senza il filtro distorsore di uno schermo.

Quattro bambini e una manciata di sirene è infatti un lungo viaggio fantastico alla scoperta del mare e delle sue meraviglie che mostra a ragazzi e ragazzini quanto la proverbiale meraviglia si trovi proprio dietro l’angolo e quanto sia semplice osservarla, quando ci si libera di tutti i pregiudizi che ci portiamo appresso.

Incentrato sugli archetipi del racconto di formazione, Quattro bambini e una manciata di sirene è infatti la storia di due coppie di cugini che partono per una lunga vacanza estiva in barca con i loro rispettivi genitori e che si troveranno, al termine dell’esperienza profondamente cambiati dall’esperienza vissuta.

A metà strada tra la fiaba classica e il moderno romanzo per ragazzi, il libro mette in scena una serie di incontri ed imprevisti che portano i protagonisti a stravolgere un punto di vista sulla realtà che ormai veniva dato per assodato e granitico.

Come spesso avviene nel corso dei viaggi di formazione, il contatto con una realtà dove le regole tradizionali sono sospese, in virtù dell’elemento magico, spinge i protagonisti ad interrogarsi sulla necessità ontologica di quelle medesime regole e a sovvertirle, qualora risultino prive di un reale fondamento.

L’incontro dei quattro bambini con un reame subacqueo, popolato da tritoni e sirene, porta cioè i quattro piccoli protagonisti ad interrogarsi sul rapporto che lega il genere umano alle altre creature che popolano il Pianeta, spingendo, ognuno di loro in direzione di conclusioni diverse, ma accomunate, appunto, da una svolta rispetto al punto di vista antropocentrico che aveva determinato la loro crescita.

 

Quattro bambini e una manciata di sirene, un’insolita vacanza

Come premesso, Quattro bambini e una manciata di sirene è la storia di una lunga vacanza itinerante in mare (con l’eccezione di una rapida sosta in Costa Azzurra) che tiene impegnate le coppie di fratelli Filippo-Ginevra e Mattia-Greta (cugini tra loro) per buona parte delle ferie estive.

Inizialmente percepita come una solenne seccatura, la vacanza, del tutto priva di connessioni internet e strumenti tecnologici, inizia ad animarsi nel momento stesso in cui le due bambine pescano delle minuscole creature, del tutto diverse dai soliti pesciolini.

Dopo attenta osservazione, le bimbe si accorgono delle fattezze antropomorfe che denotano le creaturine e comunicano la cosa a Filippo e Mattia, anch’essi intenti in una poco fruttuosa sessione di pesca.

Quando i quattro bambini si accorgono di aver pescato un gruppetto di tritoni e sirene, decidono di fraternizzare con le creaturine e di vivere con loro una serie di avventure mozzafiato nei fondali marini, all’insaputa dei loro genitori, incapaci di accorgersi dell’anomalia, in quanto privi di fantasia.

Dopo una rapida e reciproca conoscenza tra i bambini e le specie acquatiche, i quattro cuginetti apprendono infatti dell’esistenza di un micro-reame sepolto in fondo agli abissi, che risulta accessibile anche agli esseri umani grazie alla presenza di perle magiche, in grado di rimpicciolire i bambini e di renderli adatti alla traversata subacquea prolungata.

Divisi in due gruppi (maschi prima, femmine poi) i bambini vengono quindi invitati a visitare un modo nascosto, in cui gli animali non vengono sfruttati o sottomessi, ma collaborano con le specie più evolute (tritoni e sirene) per la salvaguardia dell’ecosistema subacqueo.

In questo mondo sommerso, molte delle caratteristiche umane vengono replicate (il figlio del re tritone, è un metallaro, per intenderci), con la differenza che qui l’ecosistema gioca un ruolo fondamentale, tanto a livello ludico, quanto in fase di preservazione delle meraviglie che si nascondono nei fondali.

Al termine della vacanza, come premesso, i bambini decidono di cambiare radicalmente le loro abitudini, seppur con accenti e tonalità differenti, sviluppando una nuova sensibilità nei confronti del regno animale e delle meraviglia che popolano il Pianeta.

 

Atto d’amore verso il mare e i suoi tesori, Quattro bambini e una manciata di sirene è scritto in un linguaggio agevole, incalzante e accessibile, corredato da una sorta di “dizionario marittimo” che permette al lettore di scoprire e memorizzare una lunga serie di termini, tutti legati al mare, non così scontati.

Da proporre ai bambini in quella fase della vita in cui lo strumento tecnologico può apparire totalizzante; Quattro bambini e una manciata di sirene è un’ottima lettura per farci comprendere come la Natura possa essere un fine dell’agire umano, mentre il Web e i suoi derivati non sono che un umile mezzo per realizzare scopi ben più nobili.