Selma di Jutta Bauer: dove si trova la felicità?

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In età adulta, si comincia a comprendere (non sempre e con molti sforzi) che la felicità risiede nel desiderare quello che si ha e che non ha più senso rincorrere tutte quelle chimere giovanili che ci avevano portato agli angoli del mondo per cercare una vita diversa o un’identità differente.

Quasi come se facessimo parte di un proverbio cinese o come se la nostra esistenza fosse stata concepita solo per venire inserita in uno di quei foglietti che si trovano racchiusi nei celebri Baci prodotti dalla Perugina, ci ritroviamo spesso a sera a guardare i nostri figli che dormono, a ripensare alle fatiche del giorno appena trascorso e a pensare che, in fondo, non cambieremmo nulla di quello che ci sta accadendo.

Tutto questo non significa, ovviamente, che abbiamo smesso di sognare di volere un mondo migliore per noi e per i nostri figli o che ci siamo accontentati di quello che ci è accaduto addosso, ma che le cose che ci definiscono davvero come persone sono quelle che bastano affinché possiamo dirci felici, senza troppo rimpiangere occasioni perdute e bei tempi andati.

selma libro bambini

Spiegare ad un bambino il valore della proverbiale quiete dopo la tempesta appare spesso alla stregua di un’operazione impossibile, dato che i pargoli, anelano quasi per antonomasia a succhiare l’altrettanto proverbiale midollo della vita (com’è giusto che sia!) e a diventare grandi attraverso i loro sogni e le loro esperienze.

Selma di Jutta Bauer è dunque uno di quei libri che difficilmente farà impazzire di gioia i vostri figli, ma è, al contempo, uno di quei testi che i vostri figli ricorderanno quando saranno cresciuti e quando i loro interrogativi sul senso della felicità avranno ormai prodotto decine di risposte differenti.

Selma di Jutta Bauer offre infatti ai bambini uno scorcio di saggezza “adulta”, narrando loro l’incredibile vicenda di una pecora che non stravolgerebbe mai il corso dei suoi eventi, nemmeno in caso dovesse disporre di più tempo libero o dovesse vincere un milione di dollari ad una qualche imprecisata lotteria.

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“Ma come?” mormoreranno i bambini più grandicelli, dopo aver letto la storia “Quella pecora dev’essere senz’altro matta: vorrebbe fare le stesse identiche cose, anche se avesse più tempo e più soldi!”

No, cari bambini, quella pecora non è affatto matta: è soltanto felice e, se i vostri genitori riusciranno davvero a farvi afferrare il senso della storia che vi hanno appena letto, vi avranno regalato un momento di poesia che porterete con voi per tutta la vita.

 

Selma di Jutta Bauer: storia di una pecora piuttosto ordinaria

Selma si apre con l’immagine di un cane piuttosto depresso che, preso da sconforto e da qualche bicchiere di troppo, si reca in visita dal saggio caprone per chiedergli in cosa consista quella felicità che non è mai riuscito a comprendere, né tanto meno a raggiungere.

Anziché dilungarsi in lunghe discussioni filosofiche (quello l’ho fatto io per lui), il caprone inizia a narrare al suo interlocutore la storia di Selma, una pecora talmente “ordinaria” da racchiudere in sé il senso ultimo della felicità.

Selma era una pecora che trascorreva le sue giornate senza troppi eccessi e troppe divagazioni, lasciandosi guidare da una routine solo apparentemente noiosa e avvilente.

Ogni mattina, all’alba, Selma brucava infatti un po’ d’erba, giocava con i suoi cuccioli fino all’ora di pranzo, per poi dedicarsi ad un po’ di attività fisica, brucare nuova erba, chiacchierare allegramente con la signora Milla, per poi dormire beatamente al calar delle tenebre.

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Un bel giorno, un intervistatore chiede a Selma come sarebbero le sue giornate se solo disponesse di più tempo libero da investire in attività piacevoli.

Senza esitare un istante, Selma risponde che, se avesse più tempo: si alzerebbe all’alba per brucare un po’ d’erba; giocherebbe con i suoi cuccioli fino all’ora di pranzo, per poi dedicarsi ad un po’ di attività fisica; brucherebbe nuova erba, chiacchiererebbe  allegramente con la signora Milla, per poi dormire beatamente al calar delle tenebre.

L’intervistatore chiede allora a Selma cosa farebbe se dovessi vincere un milione di dollari.

Senza scomporsi, Selma risponde che, se vincesse un milione di dollari:  si alzerebbe all’alba per brucare un po’ d’erba; giocherebbe con i suoi cuccioli fino all’ora di pranzo, per poi dedicarsi ad un po’ di attività fisica; brucherebbe nuova erba, chiacchiererebbe  allegramente con la signora Milla, per poi dormire beatamente al calar delle tenebre.

 

Il libro si conclude così, senza ulteriori spiegazioni, dopo aver svelato in poche pagine quello che è il senso più profondo della felicità, andando a strappare un malinconico sorriso ai genitori e un’espressione un po’ perplessa ai bambini, sicuramente in attesa di chiarimenti.

Come premesso, difficilmente un bambino riuscirà mai a cogliere appieno il senso di Selma, ma, in caso venga guidato, riuscirà ad inserire la breve lezione nel suo piccolo bagaglio emotivo, per poi rispolverarla quando arriverà il giorno (e arriverà senz’altro!) in cui si ritroverà solo davanti ad un bancone del bar ad interrogarsi su cosa sia davvero la felicità.

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Selma o la ricetta della felicità
  • Jutta Bauer
  • Salani
  • Copertina rigida: 48 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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