Sembra questo, sembra quello….un libro che insegna al bambino l’arte del dubbio

Sembra questo, sembra quello
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Sembra questo, sembra quello… è un testo dedicato alla primissima infanzia (intorni ai due anni va benissimo), che insegna al bambino la distinzione tra essenza e apparenza e tra intero e dettaglio.

Totalmente privo di una trama o di qualunque cosa che le rassomigli vagamente, Sembra questo, sembra quello… è infatti una simpatica filastrocca illustrata che chiede al bambino di interagire, di giocare con la sua vista e di sforzarsi a percepire quanto vede rappresentato in ogni pagina, per poi decostruire con dolcezza le effimere certezze acquisite.

In una sorta di lungo gioco guidato, Sembra questo, sembra quello… prende per mano il bambino e gli mostra come le sue convinzioni possano essere errate o semplicemente frutto di una traslazione che lo porta a confondere la parte con il tutto.

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Se i Tedeschi dicevano, molti secoli addietro, che “Dio è nel dettaglio”, occorre subito chiarire come il suddetto dettaglio non sia spesso dotato di una valenza univoca e come dettagli apparentemente identici possano condurre in direzione di totalità del tutto differenti.

Imparare a guardare il mondo significa anche saper ricomporre una figura da un singolo dettaglio percepito e saper sospendere il giudizio in caso gli elementi per giudicare siano troppi ambigui o comunque insufficienti.

Proprio nel corso di un’età in cui il bambino inizia ad istituire corrispondenze linguistiche (e morali) tra ciò che vede e ciò che fa parte del suo vocabolario conoscitivo, è utile cercare di affiancare le doverose spiegazioni a letture in grado di instillare in lui i primi dubbi di segno positivo.

Più il castello di certezze costruito dal piccolo si troverà ad essere solido, maggior fragore farà l’inevitabile caduta, legata al fatto che, presto o tardi, tutti noi comprendiamo la natura erronea delle nostre credenze e ci troviamo costretti a guardare il mondo da una prospettiva del tutto differente.

 

Sembra questo

Insegnare non significa solo tramandare certezze, ma anche instillare nei bambini quei piccoli dubbi che li aiutano a sviluppare una sorta di spirito critico ante-litteram e che li guideranno nel momento in cui le loro prime certezze vacilleranno.

Saper trasferire certezze e nozioni è infatti una semplice porzione di quel processo che mira all’indipendenza del piccolo, un’indipendenza (ancora ben lungi dall’essere raggiunta) che passa attraverso numerosi errori e numerose riaffermazioni di concetti sotto prospettive differenti, lungo una sorta di dialettica hegeliana che mira a creare una perfetta sintesi tra l’idea iniziale e il suo impatto con la realtà.

In quest’ottica, Sembra questo, sembra quello… è un’opera superba che, sotto le spoglie di un gioco piuttosto divertente, propone una serie di tesi per poi negarle apertamente, fino a giungere all’unica vera tesi del libro, legata proprio alla natura illusoria delle cose e dei preconcetti attraverso i quali ci approcciamo al mondo esterno, proiettando su di esso ciò che riteniamo essere vero.

 

Sembra questo, sembra quello… cos’è davvero?

Sembra questo, sembra quello… procede attraverso uno schema semplicissimo che propone al bimbo una coppia di pagine iniziali, composta da una tavola bianca e da un dettaglio, e una seconda coppia, in cui la natura dell’oggetto rappresentato viene definitivamente chiarita.

Sembra questo, sembra quello

Si comincia con la rappresentazione di quella che sembra essere una fiamma ardente, per poi rivelarsi una porzione della cresta di un gallo; si prosegue con un apparente fiore giallo (in realtà parte di un becco del pappagallo) e ci si snoda attraverso cappellini che sembrano cestini e ali del pipistrello “travestite da ombrelli”.

libro Sembra questo, sembra quello

Sostanzialmente identico per quasi tutta la durata del libro, lo schema che definisce Sembra questo, sembra quello… subisce una netta revisione verso la conclusione del libro, quanto il binomio apparenza-essenza si sposta su un piano morale, tralasciando la componente immediatamente visiva.

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Sembra questo, sembra quello… si conclude infatti con la raffigurazione del “signor Ivo” che sembra buono, ma è in realtà animato da pessime intenzioni (a discapito del suo aspetto mite), poiché regge dietro la schiena un bastone.

Alter-ego del signor Ivo è invece il signor Tono che sembra cattivo a causa di un aspetto tetro, mentre tiene in realtà un simpatico fiorellino dietro la schiena e dunque è (provata ad immaginare cosa fa rima con Tono…).

Chiude l’opera una filastrocca che racchiude il senso del libro, ribadendo al piccolo l’importanza dell’errore e la netta discrasia presente tra ciò che è e ciò che invece appare.

 

Sembra questo, sembra quello… una simpatica filastrocca

Libro per bambini Sembra questo, sembra quelloScritto tutto in rima (con una piccola “licenza poetica” legata alla supposta assonanza tra “banana” e “tucano”), Sembra questo, sembra quello…è davvero un’ottima lettura per i bambini più piccoli e un manuale in miniatura da rispolverare ogni volta in cui si intende dare giudizi troppo affrettati.

Per quanto apparentemente propedeutica alla sezione morale, la lunga serie di antinomie che compone il libro porta in dote, come premesso, una serie di interessanti spunti a livello visivo e verbale che stimolano il bambino a guardare oltre i confini delle sue nozioni per immergersi in universo nuovo, popolato da dubbi e sicurezza ritrovate.

La sospensione del giudizio a livello morale, circa la natura dei due soggetti rappresentati, si pone, in quest’ottica come il culmine di un processo che era iniziato mettendo in dubbio la realtà empirica e che si conclude con la consapevolezza che nemmeno le qualità etiche possono essere date per scontate in base ad una semplice occhiata.

Saper giudicare le persone è quindi il risultato di una sorta di relativismo mentale che inizia quando cominciamo ad intuire che le nostre sentenze potrebbero non corrispondere al vero in senso assoluto e che i nostri sensi ci traggono spesso in inganno.

Unica nel suo genere, l’opera di Maria Enrica Agostinelli è una lettura davvero piacevole e funzionale a tutti coloro che, dall’alto dei loro due anni, hanno già iniziato a proiettare sul mondo esterno il loro solidissimo castello di certezze conoscitive.

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Sembra questo sembra quello.
  • Maria Enrica Agostinelli
  • Salani
  • Copertina flessibile: 44 pagine
Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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