Storie di Halloween per bambini, alla scoperta della “notte delle streghe”

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Navigando un po’ qua e là per il web, si ha l’impressione che il giorno che precede la festa di Ognissanti sia una sorta di generico calderone dell’orrore e che, dunque, le storie di Halloween per bambini debbano coincidere necessariamente con le storie di paura, a prescindere dalla natura del soggetto rappresentato.

Per quanto l’equazione che parte da Halloween e si conclude con l’immaginario dell’orrore classico sia ormai radicata nella memoria collettiva, è bene sottolineare come la ricorrenza possieda della peculiarità ben specifiche e come, per tanto, le vere storie di Halloween per bambini sono quelle che maggiormente aderiscono alle icone e alle tematiche connesse con l’ultimo giorno di ottobre.

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Parlare di Halloween ai bambini significa infatti addentrarsi in un complesso terreno simbolico e iconografico, in cui tanto la tradizione celtica, quanto quella cristiana giocano un ruolo decisivo sulla nascita di tutti quei costumi che sono ormai entrati a far parte della nostra cultura, a seguito di un lungo processo di “importazione” dagli Stati Uniti d’America e dai paesi confinanti (Messico in primis).

Sia che piaccia, in virtù del suo folklore e del suo vociare carnevalesco, sia che susciti in noi autentico ribrezzo, la festa di Halloween è dunque ormai entrata a far parte della nostra cultura (seppur passando dalla porta di servizio), per cui, dato che i nostri figli verranno prima o poi a chiederci di potersi travestire da strega, vampiro, licantropo o da Michael Myers, tanto vale cercare di coglierne lo spirito e le autentiche tradizioni.

 

Storie di Halloween per bambini, le origini della tradizione

Come premesso, nella genesi di Halloween e dei suoi costumi concorrono una pluralità di fattori culturali di tipo eterogeneo e risulta, per tanto, piuttosto difficile stabilire dove finisca l’influenza pagana e dove inizi quella cristiana, dato che i due mondi spesso si sovrappongono, quantomeno a livello di simboli e ricorrenze.

Al pari di quanto accaduto nelle genesi di svariate celebrità religiose, la scelta di date e simboli in epoca cristiana è stata operata in modo da aderire, in parte, sulle precedenti ricorrenze pagane, con l’intento di condurre l’antica tradizione nell’alveo di una riscrittura operata in aderenza ai nuovi dettami religiosi.

Così come, ad esempio, Il Natale ha riletto e reinterpretato una complessa simbologia pagana in chiave cristiana (l’abete era l’albero sacro caro ad Odino e non certo la pianta caratteristica di Betlemme), anche la festa di Ognissanti e la precedente notte di Halloween si sono nutrite di un immaginario pre-esistente, andando a spogliarlo della sua valenza originaria e adattandolo alle nuove esigenze morali e dottrinali.

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Le origini della “festa dei morti” sono da ricercarsi in epoca celtica, quando la ricorrenza è stata modellata sulla fine dell’estate e sull’idea, piuttosto diffusa tra Celti e Gaeli, che i defunti potessero comunicare con i vivi per una sola notte all’anno, collocata, appunto, in prossimità del solenne cambio di stagione.

Con l’avvento del Cristianesimo, il supposto dialogo tra vivi e morti che si trovava alla radice della festa venne eliminato, ma i portatori della Buona Novella decisero di mantenere invariato il clima oscuro e quasi mistico che aveva contraddistinto la festa in epoca pagana, spostando la celebrazione dei defunti di un giorno, ed infrapponendo la ricorrenza di Ongissanti, quasi a voler creare un argine tra le tradizioni passate e quelle attuali.

Con la definitiva canoninazzione di Ognissanti, operata per volere di papa Gregorio IV nell’840, la festa (già ampiamente celebrata in precedenza dalle varie comunità cristiane) divenne parte integrante del cristianesimo, dando il “la” allo sviluppo di costumi e tradizioni, ancora oggi in evoluzione.

Col trascorrere dei secoli, Halloween è via via andata aderendo ad un immaginario di tipo “horror”, basato sul fatto che nelle svariate tradizioni popolari abbia continuato a serpeggiare l’idea che la notte tra il 31 ottobre e il Primo Novembre porti in dote una sorta di passaggio metafisico in grado di congiungere i vivi all’Aldilà.

La celeberrima zucca intagliata nasce proprio come simbolo di questo tramite, modellandosi su una tradizione antecedente che prevedeva l’intaglio di rape finalizzato a proteggere le anime che vagavano per il Purgatorio in cerca di redenzione.

Proprio il continuo ricorso ad un sistema iconografico incentrato sulla morte e sull’inquietudine ha fatto sì che la festa di Halloween diventasse una sorta di “festa della paura” in quanto tale, dato che le oscure verità di cui i gli spettri si sono fatti portatori potrebbero possedere connotazioni agghiaccianti.

In qualità di tramite tra i due regni, un ruolo di primo piano è rivestito dalle streghe, già abili di loro nell’arte delle divinazione della Natura e qui chiamate ad un “extra-lavoro” in qualità di intermediarie tra i vivi e i defunti.

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A prescindere dalle connotazioni che la festa è andata ad assumere nel corso degli ultimi anni, sotto l’influenza di un nuovo immaginario cinematografico, Halloween è (e resta) dunque la festa dei morti, degli spettri e delle streghe, in virtù del loro sapersi porre come tramite tra la dimensione dei vivi e quella dei defunti.

A mio avviso, nel momento in cui scegliamo di leggere storie di Halloween per bambini ai nostri figli, bisognerebbe dunque cercare di orientarsi verso vicende il più possibili aderenti al simbolismo che ha dato origine alla ricorrenza, senza cercare di dar vita ad un metaforico calderone in salsa splatter che poco o nulla ha a che vedere con la festa.

Questo non significa, ovviamente, che se vostro figlio impazzisce di gioia e sgomento di fronte al manifestarsi del Lupo Cattivo, dobbiate vietargli una lettura a tema la notte di Halloween (ci mancherebbe, povero bimbo!), ma che le autentiche storie di Halloween per bambini sono quelle parlano di zucche, streghe, spettri e anime inquiete e non storie di paura in generale.

 

Storie di Halloween per bambini, il sottile fascino del terrore

Una volta chiarita la radice storica della festa di Halloween e le ragioni che hanno trasformato un simbolismo innocuo (in epoca pagana) in uno spaventoso (in epoca cristiana), cercherò ora di definire le peculiarità estetiche, emotive e didattiche delle storie di Halloween per bambini, nell’accezione ristretta che ho poc’anzi definito.

Le Storie di Halloween per bambini sono dunque vicende in cui l’elemento soprannaturale fa la sua comparsa, con l’intento di suscitare ed evocare quella reverenza verso la Morte e l’ignoto utile a suscitare un piccolo spavento nei bambini.

Senza soffermarmi nuovamente sulla funzione delle storie di paura per bambini (ne ho parlato ampiamente nella mia guida alla Letteratura per l’Infanzia, in uscita a dicembre, scusate l’auto-promozione) e sulla loro valenza didattica, mi limiterò in questa sede a chiarire le ragioni che portano l’immaginario soprannaturale legato da Halloween ad acquisire una connotazione quasi fiabesca agli occhi del bambino.

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Le storie di Halloween per bambini che trattano di fantasmi, spiriti e streghe sono generalmente pervase da una morale e da uno schema narrativo che ricalca quello della fiaba classica, trasportato su un piano emotivo più intenso con l’obiettivo di veicolare un messaggio morale o didattico in modo più marcato.

La differenza di fondo che esiste, ad esempio, tra uno spettro e il Lupo Cattivo, risiede nel fatto che il primo riesce far maggiore leva sulla componente emotiva del bambino, dato che si trova a “vivere” (per quanto possano vivere gli spettri) in una dimensione prossima alla sua, mentre il lupo dimora in un universo fiabesco distante e astratto.

Superata questa differenza di fondo, il bambino tende a provare maggior paura verso le storie di fantasmi e streghe perché percepisce le due icone del terrore alla stregua di una minaccia possibile, mentre il temibile lupo se ne resta confinato in un mondo letterario che non ha nulla a che vedere con la realtà entro la quale si muove il bimbo.

Ne consegue, logicamente che l’impatto prodotto dalle storie di Halloween per bambini sulla giovane mente dei lettori si troverà ad essere maggiore e, con esso, maggiore sarà la volontà di trovare una chiave per uscire dall’impasse generata dalla paura, con conseguente interesse aumentato verso il messaggio morale e didattico dell’opera.

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Leggere Storie di Halloween per bambini significa, in quest’ottica, far leva su un immaginario fiabesco di tipo “forte” in cui l’immedesimazione del bambino con il protagonista della vicenda narrata risulta stabile e pieno, producendo un maggior coinvolgimento emotivo e un maggior interesse verso il messaggio veicolato dall’opera.

Tutto questo risulta possibile se (e solo se) il bambino si trova attratto da quel tipo di immaginario e se risulta ben disposto a superare le soglie iconografiche legate al terrore per entrare a fondo nei meandri della storia.

Esistono infatti bambini che scapperebbero a gambe levate di fronte alla visione di una strega disegnata sulla copertina di un libro e che non riuscirebbero mai a vincere davvero la loro diffidenza iniziale per cimentarsi con un ascolto che richiede pazienza, immedesimazione e comprensione.

In tal caso, potreste cercare di votarvi verso l’effetto opposto, leggendo storie di Halloween per bambini palesemente ironiche e dissacranti, oppure lasciar perdere del tutto (festeggiare Halloween non è obbligatorio e non ha particolari effetti benefici sulla salute!), aspettando che il trionfo di mostri, streghe, spettri e vampiri passi inosservato, così come era venuto.

L’importante è non forzare mai la mano e non costringere i bambini a letture di fronte alle quali si troverebbero ad essere paralizzati dal terrore e non riuscirebbero a cogliere alcuna sfumatura nella trama, essendo la loro mente troppo occupata a domandarsi quando sparirà la strega o il fantasma rappresentato.

Nella breve carrellata di storie di Halloween per bambini che cercherò di offrirvi in seguito, terrò presenti tutte le variabili sopracitate, con l’intento di offrire una rassegna di storie a tema, destinate alle più differenti età e alle diverse sensibilità individuali.

Passando dall’ironia all’immaginario horror vero e proprio, andrò dunque ad offrire una breve analisi di tutte quelle storie di Halloween per bambini che, a mio avviso, meglio incarnano lo spirito della festività e il suo complesso simbolismo.

 

Storie di Halloween per bambini, alcuni titoli

Eccoci dunque giunti alla disamina (dopo un lungo preambolo) delle storie di Halloween per bambini vere e proprie, per ciascuna delle quali indicherò la fascia anagrafica di riferimento e il coefficiente di terrore, andando ad assegnare un ironico “Rating” in grado di fugare ogni dubbio.

 

1.Cornabicorna contro Cornabicorna

cornabicorna zucca strega

Beh, da dove iniziare una rassegna di storie di Halloween per bambini se non da una simpatica vicenda che vede una strega trasformata in zucca e, infine, persino raddoppiata?

Capitolo terzo di una mini collana che vede il piccolo Pietro alle prese con una tremenda fattucchiera che, dapprima, tenta di convincerlo a consumare la sua minestra e che, in seguito, vuole trasformare lo stesso bambino in una pietanza, Cornabicorna contro Cornabicorna aderisce talmente a fondo alla simbologia di Halloween da diventare una lettura quasi imprescindibile per la ricorrenza.

Pienamente comprensibile e godibile anche in assenza dei due capitoli precedenti (se li avete già a casa, meglio ancora!), la vicenda è stemperata continuamente da un notevole carico di ironia che la rende del tutto innocua agli occhi dei bambini dai quattro anni in su e che difficilmente potrà innescare autentiche paure difficili da lenire.

L’unico avvertimento riguarda i bambini di età inferiore ai sopracitati 4 anni, dato che la storia, seppur spassosa e allegra nelle sue tinte, è densa di riferimenti all’antropofagia e che i bimbi piccoli sono affetti dal terrore di poter essere mangiati, per una serie di ragioni antropologiche ed evolutive connesse con l’istinto di sopravvivenza e con la costituzione del cervello infantile, molto simile a quello degli altri mammiferi-onnivori.

Superato il piccolo scoglio legato alla paura di venire mangiati, la storia diventa davvero godibile e divertente anche per bambini ancora piccoli, alle prese con i primi timori e con le prime ansie da indipendenza, morale ed intellettuale, dal mondo genitoriale.

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2.3 Streghe

streghe halloweenDivertente vicenda ammantata di insegnamenti morali, 3 Streghe è un libro dai toni piuttosto oscuri che conduce il bambino lungo un viaggio che si snoda attraverso gli archetipi classici legati alle storie di paura.

Ricco di ombre, case stregate, leggende metropolitane e di tutto quanto possa suscitare timore e suspense nei lettori, 3 Streghe è una lettura adattissima per la festa di Halloween, in virtù della sua capacità di presentare la magia e il soprannaturale in modo comprensibile ai bambini.

Anch’essa incentrata sul caratteristico riferimento all’antropofagia, che definisce buona parte dell’immaginario legato alle streghe, la storia si snoda attraverso un percorso emotivo che porta il piccolo lettore, dapprima a temere le tre fattucchiere che danno il titolo all’opera, per poi giungere a provare autentica empatia, nel momento stesso in cui scopre che la loro cattiveria era dettata da semplice tristezza.

Ovviamente destinata ad un finale tanto lieto, quanto divertente, la lettura si adatta alla perfezione alle esigenze emotive e intellettuali di bambini prossimi ai 5 anni, per via di una narrazione piuttosto lunga e articolata e di immagini che potrebbero spaventare i bimbi più piccoli.

Per quanto assolutamente innocuo e molto istruttivo, il libro potrebbe infatti non venire recepito nel modo corretto da bimbi troppo piccoli, con conseguente sviluppo di quelle medesime paure che si intendevano scacciare attraverso la lettura.

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3.Il Castello dei fantasmi

castello dei fantasmi

Libro decisamente più semplice e adatto anche a bambini molto piccoli (intorno ai 3 anni), Il Castello dei fantasmi è un simpatico albo colorato che sfrutta l’immaginario “horror” in chiave palesemente ironica e quasi tenera, con l’intento di mettere a loro agio i bimbi alle prime prese con fantasmi e affini.

Composto da una struttura in rima che trasforma la piccola narrazione in una sorta di filastrocca e da pochissime pagine, il libro è corredato da un’ampia parte interattiva, con tanto di componenti sonore e finestrelle tattili, che aumentano la sensazione ludica trasferita dall’albo e che depotenziano immediatamente quello stesso immaginario che si trovava alla radice della ricerca.

L’unico rischio reale che si corre regalando Il castello dei fantasmi ad un bambino molto piccolo è appunto quello che il giovane lettore si perda nella parte “interattiva” del libro e che trascuri la breve storiella, ma dato che l’albo è finalizzato principalmente a fare entrare i bimbi in contatto con l’iconografia horror, l’eventualità non sarebbe più di tanto problematica.

Il libro non mira infatti a veicolare messaggi morali di natura alcuna o ad emozionare il lettore attraverso il dipanarsi di una trama strutturata, ma punta unicamente a fare in modo che i bimbi apprendano la natura degli elementi iconografici tipici della letteratura horror, senza spaventarsi davvero.

In caso stiate cercando un’opera semplicissima che possa svolgere la sua funzione di “entry level” (perdonate l’espressione) verso il mondo del terrore, Il Castello dei Fantasmi svolge la suddetta funzione in modo immediato ed esaustivo, senza ulteriori pretese.

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4.Mortina-Una storia che ti farà morire dal ridere

mortina

Storia di una bambina zombie che sogna di avere amici “normali” e che tenterà di coronare il suo sogno proprio nel corso della notte del 31 ottobre (e quale occasione migliore per passare inosservati?) Mortina è un libro spassosissimo che incrocia numerose tematiche care all’universo infantile lungo una narrazione interamente aderente ai canoni della letteratura horror.

Mortina non ha tuttavia nulla a che vedere coi testi trattati in precedenza, perché non cerca mai di sublimare l’iconografia legata al terrore o di trasformarla in qualcosa di differente: Mortina è una spiritosa storia “horror” a tutti gli effetti e, come tale, si muove in un terreno in cui orrore e paura vengono dati per elementi già metabolizzati.

Per intenderci, se il precedente libro per bambini piuttosto piccoli (Il Castello dei fantasmi) cerca di depotenziare l’immaginario infantile legato al terrore, Mortina parte dall’assunto che il suddetto immaginario sia già stato assorbito e superato, con l’intento di portare il lettore nei meandri di una vicenda che resta “macabra” dall’inizio alla fine.

Per questa ragione, Mortina è una delle migliori storie di Halloween per bambini mai scritte, a patto che il lettore abbia già piena confidenza con l’immaginario che definisce i contorni della storia.

Dato il preambolo e le condizioni iniziali, suggerirei la lettura di Mortina a partire dal quinto anno di età; quando il lettore si trova generalmente a proprio agio con l’iconografia descritta e risulta, parallelamente, abbastanza grande dal poter comprendere il senso ironico della storia, senza fraintendimenti o equivoci relativi alla natura dei “non morti”.

Anche la lunghezza della storia (non esattamente un “libricino”) palesa da subito la corretta attribuzione anagrafica del libro, dal momento che un bambino di quattro anni o poco più farebbe una discreta fatica a seguire il dipanarsi della trama senza perdersi.

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5.Cappuccetto Mortissimo

cappuccetto mortissimo

Spassosa rilettura in chiave zombie della fiaba classica, Cappuccetto Mortissimo vede la simpatica bimba dal mantello rosso ritornare dal regno dei morti per dar vita a nuove avventure in cui ogni riferimento all’iconografia e alla morale definiti dalla fiaba vengono completamente stravolti.

Dopo aver “riposato” per lungo tempo in una tomba, collocata accanto a quella dei genitori nel cimitero di Perrault, Cappuccetto Rosso torna in vita per portare alla sua nonnina (sempre lei, seppur in veste zombie) una torta preparata confezionata dai defunti genitori che risulta essere, alla totale insaputa della bambina, avvelenata.

Il nuovo viaggio di Cappuccetto attraverso il proverbiale bosco, in direzione della dimora della nonna, sarà così funestato da oscuri presagi e dall’immancabile incontro con il lupo (qui presentato come un fifone alle prese con un dilemma insolubile) che stravolgerà il corso del suo viaggio.

La storia è assolutamente divertente e illustrata in modo squisito, ma i continui riferimenti a tematiche connesse con la morte, i complotti e l’avvelenamento la rendono adatta solo ad un bambino ormai cresciuto ed in grado di percepire in modo netto e marcato il divario che intercorre tra finzione e realtà.

Per questa ragione, Cappuccetto Mortissimo è una delle migliori storie di Halloween per bambini solo a patto che si decida di destinare il libro a bambini di età uguale o superiore ai 6 anni; soglia anagrafica sotto la quale l’albo potrebbe favorire l’insorgere di una confusione difficile da dipanare.

Pur non essendo “spaventosa” in senso assoluto a livello visivo, dato che i personaggi risultano modellati sull’iconografia tipica dei cartoni animati, la storia presuppone una basilare conoscenza del ciclo vitale dell’essere umano e della fenomenologia connessa con la morte e si rivolge dunque a bambini già a loro agio con la tipologia di immaginario descritta.

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6.La sposa cadavere

la sposa cadavere

Visto che fino ad ora abbiamo circumnavigato una tipologia di immaginario quasi “Burtoniano”, tagliamo la metaforica testa al metaforico toro (niente crudeltà sugli animali, mi raccomando!) e viriamo dritti verso quel Tim Burton che da solo ha ridefinito i parametri dell’iconografia macabra, adattandoli a storie ironiche e alle possibilità cognitive dei bambini.

La sposa cadavere non è una semplice trasposizione cartacea del celeberrimo film (se non lo avete guardatelo, fatelo il prima possibile), ma un meraviglioso libro che definisce per esteso l’universo creato dalla pellicola.

Definendo tanto la trama del film, quanto gli artifici cinematografici che ne hanno reso possibile la nascita, La sposa cadavere è un viaggio a tutto tondo che può venire letto sia da quei bambini che hanno adorato la versione a cartoni animati, sia da coloro che invece non conoscono la storia di Victor e della simpatica non-morta che torna dall’oltretomba per funestare il suo matrimonio.

Il libro può inoltre fungere da movente per spiegare ai bambini i segreti del cinema, per chiarire loro i misteri che si celano dietro la nascita di un cartone animato e per ampliare così un intero universo iconografico potenzialmente destinato, negli anni, a trasformarsi in un’autentica passione.

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Data la complessità dell’opera e la non facile ricezione del film stesso, La Sposa Cadavere si adatta alla perfezione alle esigenze emotive e intellettive dei bambini dai sette anni in su, mentre potrebbe venire percepito con distacco, disgusto e noia da bimbi troppo piccoli.

Per quanto la vicenda narrata possieda una chiave di lettura fortemente ironica (e altrettanto marcatamente sentimentale), una trama piuttosto complessa e un’iconografia molto macabra la rendono idonea solo a quel pubblico di lettori in grado di cogliere davvero il senso della storia e le sue infinite sfumature simboliche.

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Concludo qui questa breve rassegna di storie di Halloween per bambini, nel corso della quale ho cercato di definire e spiegare il complesso simbolismo che dà origine alla ricorrenza e lo spirito che consente una piena fruizione di una festività ancora molto snobbata da questa parte dell’Oceano.

Ricordandovi di nuovo come festeggiare Halloween con i bambini debba essere un piacere e non un’imposizione, i libri che ho raccolto ed elencato potranno agevolmente fornire un movente per una serata in allegria, in cui il terrore regna sovrano, almeno fino al momento in cui una proverbiale risata tornerà a seppellire non-morti e affini.

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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