Storie di pirati per bambini: il fascino sottile della scoperta

storie di pirati per bambini
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Quando scrissi il mio post sui migliori libri per bambini di 5 anni (parlo al passato remoto per darmi un tono vissuto, quasi piratesco, in realtà l’ho terminato pochi giorni fa), accennai rapidamente all’importanza e al fascino esercitato dalle storie di pirati sulla mente dei più piccoli, ripromettendomi di approfondire la questione il prima possibile.

Eccomi dunque giunta all’interno degli ondosi meandri delle storie di pirati, dai quali cercherò di emergere dopo aver chiarito le ragioni in base alle quali i temibili predoni del mare simboleggiano agli occhi dei bambini: scoperta, ansia di conoscenza, trasgressione e volontà di sentirsi finalmente cresciuti.

Ancora prima che la Disney conferisse nuova vita ad un filone narrativo solo apparentemente prosciugato, i bambini non hanno mai smesso (femmine comprese) di amare le storie di pirati, di giocare a travestirsi con bende sugli occhi e pappagalli di peluche e ad improvvisare avventure marine alla ricerca di tesori e galeoni da assaltare.

Come premesso nel mio post legato ai 5 anni, l’amore dei bambini per le storie di pirati rappresenta un’eccezione e non la regola ad un quadro morale che porta i bimbi dai 5 agli 8 anni a tifare immancabilmente per il “bene” e a cadere vittime del proverbiale fascino della divisa.

libri di pirati per bambini

Non appena la sfera morale del bambino si va definendo, il piccolo tende inevitabilmente a dividere il mondo in modo estremamente manicheo (per i piccoli, o si è buoni o si è cattivi, senza troppe sfumature) e a fare spiccatamente il tifo per tutti coloro che difendono l’ideale della giustizia, la pace sociale e lo status quo di fronte agli attacchi dei malviventi e dei facinorosi.

Non a caso, i bambini adorano giocare con i mezzi di trasporto della polizia, dei carabinieri e dei vigili del fuoco e sognano, un giorno, di poter diventare a loro volta degli eroi in divisa, trovando nelle forze dell’ordine quanto di più prossimo esista ai supereroi dei cartoni animati nel mondo reale.

Verrebbe allora da chiedersi perché i pirati, malviventi degli oceani per antonomasia, riescano ad attrarre i bambini in modo tanto assiduo, in barba a quella fortissima dicotomia tra buoni e cattivi che si è ormai impossessata di loro in modo tanto netto ed estremo.

Le ragioni della simpatica deroga alla moralità e alla giustizia sono tantissime e risultano riconducibili a quella volontà di “sentirsi cresciuti” che da sempre connota alla perfezione l’universo iconografico di tutti coloro che hanno ormai raggiunto la prima indipendenza fisica e intellettuale dalle continue cure genitoriali.

Prima di suggerirvi alcune storie di pirati per bambini, amate dai piccini di tutto il mondo e dei sette mari, vorrei dunque fermarmi per un attimo a riflettere sulla simbologia e sull’estetica piratesca, in ordine di chiarire le ragioni di una passione divenuta ormai senza tempo.

 

Storie di pirati, una passione di tipo estetico

Come premesso, i bambini “cresciutelli” tendono a rispecchiarsi nei pirati perché essi rappresentano, a livello strettamente fisico, la loro ansia di mostrarsi grandi, spavaldi e finalmente cresciuti.

Ciò che connota infatti, già da una prima occhiata il mondo dei pirati, è che tutti i protagonisti delle vicende marinaresche appaiono immediatamente “vissuti” (prima ancora che “cattivi” o “temerari) e che tutta la loro iconografia è rivolta a mostrare sul corpo i segni del tempo trascorso e quindi dell’esperienza acquisita.

storie di pirati per i bambiniArti amputati e rimpiazzati da gambe di legno e uncini, bende sugli occhi, miriadi di tatuaggi sul corpo, barbe folte e ispide, vestiti palesemente fuori moda (da qualche secolo) dicono subito al bambino che il pirata ha vissuto e lo ha fatto a lungo e in modo intenso.

Il pirata ha felicemente rinunciato ad un ideale di eterna fanciullezza e alla salvaguardia della propria tenuta fisica per vivere appieno la sua vita e ora può guardare il mondo con quell’aria di sufficienza che si addice a coloro che hanno visto e vissuto tante storie da poterci scrivere agevolmente un romanzo.

Quando un bambino si benda un occhio con una fascia nera o finge di zoppicare sotto il peso di una gamba di legno lo fa anche per rimarcare la sua distanza dalla primissima infanzia e per sentirsi grande e degno di rispetto agli occhi dei più piccoli.

Prima ancora della distinzione morale precedentemente accennata (ci torno subito), le storie di pirati definiscono dunque un’estetica ben precisa; estetica che si accorda alla perfezione con quell’ansia di crescere ed emanciparsi che contraddistingue i bambini a partire da compimento del quinto anno di età.

Storie di pirati: quando la sete di conoscenza supera le distinzioni morali

Oltre alla componente legata all’estetica, le storie di pirati attraggono i bambini come le mosche al miele perché simboleggiano la loro infinita ansia di avventura e scoperta.

infischiandosene allegramente della connotazione morale che possiedono i pirati in ambito storico, il bambino vede nelle storie di pirati il diramarsi di una serie di avventure che conducono in direzione di un infinito apprendimento basato sull’esperienza vissuta.

Il mare sterminato, con tutti i suoi rimandi, rappresenta infatti un orizzonte nuovo che travalica e trascende le barriere conoscitive acquisite (prime tra tutte quelle della dimensione domestica), spingendo il bambino verso l’ignoto più assoluto, laddove ogni onda può nascondere un’insidia, ma anche un’occasione di crescita.

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Vagando con la mente per il mare alla ricerca di isole misteriose, navi da assaltare e tesori, il bambino comprende le infinite possibilità della sua esperienza su questo Pianeta e comincia a lasciarsi solleticare da una sete di conoscenza che non ha qui nulla a vedere con le regole morali che definiscono invece il suo agire quotidiano.

Se l’Uomo Ragno o Hulk non potrebbero mai macchiarsi, agli occhi dei bambini, di un crimine ignobile come il furto (teniamo presente che questa è l’età dell’attaccamento ai beni materiali), i pirati sono liberi di contravvenire alla regola, perché il loro è un rubare astratto e perché attraverso la scorribanda il pirata va oltre se stesso si pone al di sopra della morale.

Ovviamente, questa serie di rimandi è semplicemente simbolica e non comporta nessuna ricaduta nel mondo reale, dato che generalmente i bambini tornano ad aderire ai loro canoni morali consueti, una volta terminata la storia di pirati e la finzione ad essa associata.

Per tutte queste ragioni, i pirati continuano e continueranno a lungo, a rappresentare un valido specchio delle ansie di crescita infantili e continueranno a venire amati dai giovani lettori anche quando la Disney abbandonerà i suoi tesori cinematografici e Johnny Depp sarà pronto per la pensione.

 

Storie di pirati, quali scegliere?

Eccoci dunque arrivati a trattare le storie di pirati in quanto tali e a cercare di capire, una volta compresa la loro utilità ai fini dello sviluppo del piccolo, quali libri scegliere, dato che le proposte editoriali abbondando e che, in assenza di guida, si rischia di affondare in quel pericoloso oceano di parole.

Quando decidiamo di approcciarci alle storie di pirati per bambini, lo facciamo generalmente sull’impulso fornito dai nostri pargoli (dato che a noi i pirati non vengono quasi mai in mente), il che comporta un certo grado di confusione su cosa scegliere e cosa rifuggire.

Anche qui, il discrimine è rappresentato dall’età del bambino e dalla sua propensione all’ascolto, dato che le storie di pirati possono essere lunghissime o brevissime, ricche di dettagli o assolutamente asettiche, a seconda della platea alla quale si trovano rivolte.

libri sui pirati per bambini

Se si vuole portare il piccolo ad appassionarsi e non annoiarsi di fronte alle storie di pirati che intendiamo proporgli, occorre fare riferimento al consueto rapporto tra parola e immaginare e scegliere inizialmente vicende in cui le illustrazioni rispecchino fedelmente l’andamento della trama, per poi lasciare che l’immagine abbia un ruolo evocativo e magari direzionarsi su storie con pochissime figure, quando il bambino raggiunge un’età (dai 6 ai 7 anni) in cui il testo rappresenta da solo una componente di interesse.

Anche a livello di tematiche trattate, l’andamento deve necessariamente riflettere le facoltà intellettive ed emotive dei giovani lettori, dal momento che il mondo piratesco, per quanto appassionante, resta sempre un universo piuttosto crudo, in cui alcolici e battaglie con le spade fanno la loro comparsa ad ogni battito d’ali di gabbiano.

Partiamo dunque da storie bonarie e benevolenti, condite da pirati “gentiluomini” per poi aggiungere, al crescere del bambino qualche spigolatura in grado di fargli provare il brivido del proibito, senza che la cosa degeneri mai in direzione di volgarità o violenza fine a se stessa.

Se affrontate con le giuste precauzioni, anche le storie di pirati per bambini possono diventare una porzione significativa del bagaglio emotivo dei piccoli e fornire loro interessanti spunti di riflessione in merito alla loro intima natura.

 

Storie di pirati per bambini: alcuni esempi di opere

Passerò ora a trattare nel dettaglio alcuni esempi di storie di pirati per bambini, dividendoli secondo i criteri, appena fissati, legati alla capacità di adattare le vicende narrate ad un pubblico composto da lettori più o meno piccoli.

 

Tre piccoli pirati1) Tre piccoli pirati

Ideata da Peter Bently e illustrata da Helen Oxenbury (la geniale illustratrice di A caccia dell’orso), Tre piccoli pirati è sicuramente l’entry level ( chiedo sempre perdono per l’espressione) più adatto per introdurre le storie di pirati anche a bambini molto piccoli.

In questa stupenda opera, le vicende piratesche sono infatti il pretesto per un gioco tra bambini, la dimensione morale è solida, le illustrazioni chiare e la vicenda è narrata in rima, secondo un incedere che ricorda da vicino al filastrocca o la cantilena.

A livello di trama, Tre piccoli pirati narra le avventure di tre bambini che, giocando in spiaggia, decidono di costruire una piccola nave, con la quale votarsi in direzione del mare e delle sue infinite avventure.

Tre piccoli pirati libro

Dopo aver incrociato una nave pirata vera, essere stati risucchiati in una tempesta tropicale, essere stati confinati su un’isola deserte, i tre piccoli pirati riescono finalmente a trovare il “loro tesoro” e a concludere la vicenda in modo spiritoso e divertente.

Data la leggerezza dell’opera e l’alto coefficiente di immaginazione presente, Tre piccoli pirati può agevolmente venire fruito a partire dai 4 anni, età in cui inizia il desiderio di scoperta e avventura, seppur in forma ancora astratta e aspecifica.

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ll pirata Pastafrolla2) Il pirata Pastafrolla

Sempre restando nell’ambito di bambini piuttosto piccoli, il pirata Pastafrolla è una stupenda storia che rilegge in chiave ironica l’immaginario piratesco, smitizzandolo senza per questo depotenziarlo.

Ideato da Sebastiano Ruiz Mignone, il pirata Pastafrolla non è altro che un capitano fifone,  che cela sotto il suo aspetto da duro le sue paure e le sue ansie sociali e che si troverà a cercare presto conforto presso tutti coloro che davvero possono capirlo.

Abbandonato su dei piedi da tutta la sua ciurma, stufa della sua inettitudine, costretto a trascorrere il suo tempo su una nave ormai solitaria, il pirata Pastafrolla assiste infatti ad una curiosa antropomorfizzazione delle sue stesse paure, che decidono di prendere vita e di cercare altre paure, con le quale confrontarsi e con le quali condividere le loro esperienze.

ll pirata Pastafrolla libro

Metafora del bambino sospeso tra la volontà di mostrarsi cresciuto e un animo infantile sempre tenero, il pirata Pastafrolla si adatta perfettamente alle esigenze dei bambini di 5 anni che, dopo aver riso a crepapelle davanti alla strampalata vicenda, non esiteranno a riconoscersi in quel benevolo personaggio, incapace di guerreggiare e combattere davvero.

Anche a livello di immagini, le illustrazioni sono rivolte ad un pubblico di lettori piuttosto piccoli (ma non piccolissimi) portando in dote una forte componente evocativa ed emotiva che si accorda perfettamente alle esigenze di tutti quei bimbi che hanno superato ormai la “fase del realismo” e che necessitano di figure chiare per seguire l’andamento della trama.

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Chi trova un tesoro trova un pirata3) Chi trova un tesoro trova un pirata

Divertente vicenda tutta al femminile, Chi trova un tesoro trova un pirata è in realtà una parabola sull’ecologia e sul rispetto dell’ambiente che sfrutta l’iconografia piratesca come mezzo per veicolare numerosi messaggi morali.

Storia di una bambina di nome Lilla che, pur non avendo connotazioni fisiche riconducibili all’universo dei pirati (baffi, barba, gambe di legno), sogna di essere una filibusta alla ricerca di un tesoro e che, grazie alla sua indomita indole, riporterà la spiaggia inquinata alla sua vera natura, ottenendo il plauso di pirati autentici.

Breve storia magnificamente illustrata che accarezza una pluralità di sotto-tematiche (dalla parità di genere alla sudditanza nei confronti della tecnologia), Chi trova un tesoro trova un pirata rappresenta probabilmente la miglior variante “in rosa” mai scritta sul tema dei pirati e una storia che, seppur esulando dai cliché del genere, riuscirà ad entusiasmare gli appassionati di storie di pirati, rendendo al contempo un nobile servizio morale al nostro povero mondo.

Chi trova un tesoro trova un pirata libro

Seppur fruibile anche prima, a mio avviso, la storia e le sue differenti tematiche si adattano alla perfezione alle esigenze dei bambini da 5 anni in su; ormai in grado di seguire l’andamento della trama e di venere toccati dal messaggio che l’opera intende tramandare.

Pluripremiata e attualissima, la fiaba moderna realizzata da Francesca Bossini e Agnese Baruzzi è in ogni caso, a mio avviso, una di quelle letture davvero immancabili, a prescindere dall’amore per le storie di pirati o meno.

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Occhio ai pirati (Con lente d’ingrandimento)4) Occhio ai pirati (Con lente d’ingrandimento)

Più che una singola storia di pirati, Occhio ai pirati è una sorta di piccola enciclopedia illustrata sul tema, in grado di fare impazzire di gioia tutti quei bambini che hanno già imparato ad amare l’universo piratesco e che si trovano ora in cerca di dettagli ignoti e curiosità da scoprire.

Fornito di una lente di ingrandimento per poter apprezzare meglio i suddetti dettagli, Occhio ai pirati si compone di pochissime sezioni, tuttavia dense di aneddoti e di elementi visivi da scovare sulla base delle indicazioni fornite dal testo scritto.

A metà strada tra lo status di libro interattivo e quello di “game book”, Occhio ai pirati adotta uno stile illustrativo basato sulla ricerca dell’estremamente piccolo e sul dettaglio nascosto (da qui la necessità di una lente) costringendo il bambino ad approfondire le nozioni mediante una ricerca visiva che può venire paragonata ad una sorta di lettura di una mappa del tesoro.

Occhio ai pirati (Con lente d’ingrandimento) libro

Ricco di storie di pirati ed aneddoti sospesi tra la leggenda e il dettaglio storico, Occhio al Pirata ha la stupenda intuizione di strizzare l’occhio in direzione del pubblico femminile, narrando le gesta delle due piratesse Anne Bonny e Mary Read; celebri per la loro abilità con la spada e per la capacità di ingannare il nemico mediante astuti travestimenti.

Data la storicità delle vicende descritte e la pazienza che occorre al bambino per trovare i dettagli nascosti, consiglierei questo libro non prima dei 5 anni e mezzo-6, trovandolo decisamente non adatto ad un pubblico di età inferiore; non tanto per i temi trattati, quanto per la struttura stessa dell’opera.

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Capitan Sharky. Il manuale dei pirati5) Capitan Sharky. Il manuale dei pirati

Sempre sulla falsariga dell’opera precedente, Il manuale dei pirati mira a completare la conoscenza che il bimbo possiede dell’universo piratesco attraverso nozioni esplicite e riferimenti chiari.

Praticamente privo di trama, il libro illustra ai giovani lettori quali sono i canoni estetici e attitudinali dei pirati, dividendoli per grado, livello e inclinazione.

Chiarendo alcuni punti lasciati spesso in sospeso dalle storie di pirati per bambini, Il manuale dei pirati illustra nel dettaglio le attività legate all’attacco di un’altra nave, di lettura di una mappa del tesoro e via dicendo, fornendo una panoramica piuttosto esaustiva sull’universo di riferimento.

In caso vi stiate domandando perché vi suggerisca un libro privo di trama nella sezione “storie sui pirati”, esistono due buone ragioni per acquistare l’opera di Capitan Sharky.

La prima riguarda il fatto che il testo offre in maniera più o meno esplicita ai bambini idee su come ampliare i loro orizzonti ludici, aiutando la loro fantasia e favorendo la nascita di un gioco collettivo meglio strutturato.

La seconda ragione riguarda il fatto che la lettura è inserita nel novero di una collana più ampia e che può dunque essere propedeutica verso nuove avventure di Capitan Sharky, oppure rappresentarne il naturale coronamento.

Anche qui, consiglierei il libro a partire dai sei anni, in virtù di una struttura che presuppone una soglia d’attenzione piuttosto alta e attenta al dettaglio.

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Il segreto dei pirati6) Il segreto dei pirati

Concludiamo questa breve rassegna con un favoloso libro rivolto ad un pubblico di bambini piuttosto grandi (7-8 anni), in grado di leggere in modo autonomo e di gioire del piacere evocativo delle pagine anche in assenza del supporto genitoriale.

Benché di solito mi arresti sulla soglia dei 6 anni, ho deciso di includere l’opera narrata da Paola Balzarro e illustrata da Paola Pigaglio nella mia lista perché il libro è davvero bello, narrato magnificamente e perché è scritto con un carattere (o font se preferite) rivolto ai bambini dislessici, con l’intento di far comprendere a loro (e ai loro genitori) che la dislessia non è una malattia autoimmune, ma solo un potenziale piccolo ostacolo che chiunque può incontrare nel suo cammino verso la lettura.

Giusto per chiudere il cerchio aperto con I Tre Piccoli Pirati, anche qui i protagonisti della storia sono tre comunissimi bambini, proiettati in un universo avventuroso quasi per caso e dopo esser stati messi in castigo nella loro scuola.

Il segreto dei pirati libro

Fiaba moderna ambientata nell’immaginario e desolato paesino di Rocciadura, Il segreto dei pirati è un libro denso di colpi di scena, munito di un intreccio narrativo piuttosto veloce e di situazioni in grado di appassionare anche i bambini alle prime armi con la lettura in autonomia.

Anche qui, il contesto piratesco è il pretesto per una sorta di viaggio di formazione e per l’introduzione di alcuni elementi morali di tipo sociale e proprio per questo si addice particolarmente a bambini che, pur rimanendo attratti dalle storie di pirati, vogliono guardare oltre l’universo iconografico di riferimento.

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Storie di pirati per bambini: un viaggio di scoperta infinito

Eccoci dunque la termine del nostro avventuroso viaggio sulle storie di pirati, dove abbiamo incontrato nodi morali da sciogliere, connotazioni estetiche da definire e, ovviamente, tanti libri da leggere.

L’universo narrato nelle storie di pirati è un mondo nel quale tutti noi abbiamo amato immergerci, maschi e femmine, e dal quale ne siamo usciti più consapevoli e maturi, anche grazie a quei simpatici filibustieri che incarnano alla perfezione una sete di conoscenza e avventura difficile da lenire anche in età adulta.

Per saperne di più, scarica il mio libro “La letteratura per l’infanzia” 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
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