Stray, uno stupendo silent book sull’abbandono e l’indifferenza

stray libro
Condividi:

Oggi ho deciso di parlarvi di Stray, silent book realizzato da Maia Walczak, un po’ perché l’approssimarsi dell’estate rende quasi obbligatorio il tema legato all’abbandono degli animali domestici e un po’ perché questo albo mi ha straziato il cuore fino al punto di doverlo esorcizzare mediante una recensione che funga da Vaso di Pandora per tutte le mie ansie.

stray silent bookSe le opere per l’infanzia legate alla solitudine e alle sofferenze patite dagli animali certo non mancano, Stray ha qualcosa di ipnotico e angosciante, in grado di mostrare davvero il livello di alienazione raggiunto da una società, ad impronta turbo-capitalista, che percepisce la componente animale alla stregua di un accessorio o di un fastidio, quasi come se cani e gatti fossero parte della produzione seriale che tutto investe e tutto travolge.

Stray (in Italiano “Randagio”) rappresenta a mio avviso infatti una sorta di eccellenza per immagini che porta il piccolo lettore (ma anche quello grande) a confrontarsi con la proverbiale altra faccia della realtà; quella che risulta spesso invisibile e lontana dai nostri occhi e dai nostri cuori.

Premetto che ho scelto l’opera in “lingua originale” perché non esiste una versione italiana e perché, essendo del tutta priva di parole (brevissima prefazione esclusa), la lingua del titolo non fa alcuna differenza, ci terrei, prima di addentrarmi nei grigi selciati del libro a soffermarmi un po’ sulla sua ideatrice.

Risulta doveroso, per un piccolo blog come questo, rendere omaggio ad una delle autrici ed illustratrici di maggior talento al mondo, troppo spesso misconosciuta e ignorata da una critica nostrana alla perenne ricerca di best-sellers e titoloni altisonanti.

 

Maia Walczak, la poetessa dei silent book

Autrice quasi ignota al grande pubblico nostrano, Maia Walczak è una delle migliori artiste per l’infanzia presenti nel  panorama internazionale e una delle poche in grado di dare al genere silent book un nuovo significato, grazie all’impiego di tinte cromatiche talmente marcate ed evocative da definire spesso l’opera stessa.

Autrice di opere ad altissimo impatto visivo ed emotivo, come The Silent Red Book o The Silent Blue Book (niente battute su Kieslowsky e sul bianco mancante), Maia Walczak è stata insignita di numerosi premi letterari per l’infanzia, prima di decidere di abbandonare la strada più battuta del bosco letterario per dedicarsi in modo esclusivo ai silent books.

Maia Walczak

A partire dalla sua folgorazione, avvenuta nel 2011, Maia Walczak è riuscita letteralmente a ridefinire i parametri di settore e a condurre la sua infinita creatività in direzione di sbocchi nuovi, all’interno dei quali immagini e sfumature cromatiche rendono superfluo l’impiego della parola scritta.

Autrice di una breve saga (ancora non conclusa) che vede per protagoniste una volpe e una bambina, Maia Walczak rappresenta l’infanzia da una prospettiva al contempo molto malinconica, ma al tempo stesso ricca di speranza e valori interiori, dove alla critica sociale implicita nelle opere si oppone una rivalutazione dell’eterno ruolo salvifico dei bambini.

Se il mondo è diventato un luogo tanto noioso, asettico e parcellizzato, nel cuore dei bambini continua ad albergare un senso di redenzione in grado di travalicare il contesto buio e di far fiorire metaforiche rose nel cemento.

Sempre presente, inoltre, la componente animale, impiegata nei suoi libri come ulteriore elemento salvifico che insegna ai bambini a prendersi cura del prossimo e ad amare in modo disinteressato e profondo.

 

Stray, l’odissea del randagio nel traffico urbano

A differenza delle altre opere di Maia Walczak, in Stray non è presente una componente umana o infantile, ma la vicenda ruota intorno alle disperate gesta di due cani randagi, costretti a cercare di sopravvivere in un contesto arido e indifferente, dove nessuno presta loro attenzione.

Il superbo silent book della Walczak si apre con l’ironica e sagace osservazione “based on a true story” (basato su una storia vera) che sottolinea dal principio quanto gli eventi del libro siano frutto della fantasia solo a livello letterario e quanto si verifichino quotidianamente situazioni simili in ogni parte del mondo.

Una volta entrato nel vivo della trama, Stray mostra al lettore un desolato scenario urbano, popolato da rifiuti, gabbiani fuori dal loro habitat, ciminiere fumanti e dalla desolazione di un cane che regge in bocca resti di un “pasto” approssimativo e palesemente maleodorante.

Stray libro per bambini

Dopo aver attraversato una superstrada per trovare un giaciglio e aver dormito all’addiaccio, il cane, ormai privo di forze e della volontà di lottare, si accascia ai margini della strada, tra l’indifferenza degli automobilisti che procedono per il loro cammino senza degnarlo di uno sguardo.

Quando il nostro protagonista pare destinato alla morte, un altro cane lo vede, attraversa a sua volta la superstrada e lo trascina via lentamente da quell’inferno urbano.

A questo punto, la storia evolve verso una decisa sintesi simbolica, facendo nascere un rapporto di amicizia e tenerezza tra i due cani, sempre immersi nel solito desolante scenario, ma consapevoli di aver trovato qualcosa per cui valga la pena vivere e lottare.

Stray si chiude con un’immagine fortissima e poetica che prevede i due cani intenti a guardare le ciminiere fumanti, mentre una farfalla vola felice davanti ai loro musetti sporchi.

 

Stray, un inno alla compassione e all’amicizia

Se la dicotomia tra indifferenza e compassione è palese fin dalle prime battute del libro e se il messaggio morale dell’opera non si discosta molto da quello degli altri classici di settore, Stray riesce abilmente a non superare mai davvero il contrasto tra esterno ed interno e a rendere così l’opera pervasa da malinconia e speranza al tempo stesso.

Come nel “Cigno” di Baudelaire, i due protagonisti del libro sono consapevoli di non avere le forze e i mezzi per trasformare l’orrendo scenario sociale che li opprime, ma possiedono, al tempo stesso, una forza interiore che riesce a salvaguardare tutto ciò che è puro dalla famelica volontà corruttrice che ha reso il mondo alla stregua di un posto tanto cupo e tetro.

Libro per bambini stray

La compassione iniziale, destinata a tramutarsi in amicizia, simboleggia qui un atto di estrema libertà individuale, mostrando come non esista al mondo un solo potere tanto forte da poterci sottrarre quanto ci appartiene in modo intimo, in qualità di essere umani (in questo caso, di quadrupedi)

Parabola di eccelso livello dedicata agli amanti degli animali e agli Indifferenti in senso assoluto, Stray potrà mostrare al bambino l’altro volto della nostra indifferenza e portarlo ad interrogarsi sul proprio agire, prima che la logica seriale dei sentimenti lo risucchi, una volta cresciuto.

Adatto tanto ad un pubblico infantile, perfettamente in grado di provare empatia per quelle povere bestiole, quanto a lettori adulti, Stray è davvero un’opera sensazionale; distante da scenari bucolici e manifestazioni gaudenti di buoni sentimenti, ma talmente prossima alla nostra sfera intima da fare nascere autentica ansia in noi e da metterci di fronte a quello che siamo diventati o che potremmo un giorno diventare.

Stray: A Silent Book
  • Maia Walczak
  • Fox and Girl Books
  • Copertina flessibile: 30 pagine

 

Maestra Sara
Sono blogger e mamma di due splendidi bambini, ho deciso di aprire questo blog per cercare di dare risposta agli infiniti quesiti che attanagliano la mente di grandi e piccini fin dalla notte dei tempi.
Altri articoli che potrebbero interessarti
Piccola volpe nel bosco magico
Piccola volpe nel bosco magico, in viaggio verso la generosità
Silent Book
Silent book, alla scoperta dei libri senza parole