Un leone in biblioteca, l’eterna dicotomia tra regola e applicazione

Un leone in biblioteca

Last Updated on 6 Giugno 2018 by Maestra Sara

Un leone in biblioteca è una divertente parabola sulla natura delle regole e sulla loro applicazione, che pone in risalto la chiara dicotomia che sussiste tra il principio astratto e la contingenza, mettendo il lettore di fronte ad una serie di equivoci generati a partire da un eccesso di burocrazia.

Se tutti i noi ci prodighiamo nel porre regole di fronte all’operato dei nostri figli e a spacciare i suddetti precetti per verità assolute e incontrovertibili, raramente ci ricordiamo di apporre quel corollario che definisce i reali ambiti di applicazione delle regole stesse.

Un leone in biblioteca libroInsegnare ad un bambino piccolo a rispettare una regola è un’operazione relativamente semplice, nel momento in cui si dispone di un sistema di incentivi e castighi in grado di garantirne l’osservanza; meno semplice è far comprendere al piccolo la natura contingente della regola e le sue possibili deroghe.

Tutti noi concordiamo (bambini inclusi) sul fatto che il proverbiale “non si parla con la bocca piena”, ad esempio, cessa di trovarsi immediatamente in vigore in caso di impellente necessità e che, se il piccolo dovesse scorgere un ladro che tenta di intrufolarsi in casa, è pienamente legittimato a gridare aiuto, anche in presenza frammenti di cibo ancora tra le fauci.

Il mio iperbolico esempio è teso a significare come insegnare le regole ai bambini abbia un senso solo se accompagniamo il rispetto dei precetti a quel necessario buonsenso che ne impone la sospensione immediata, in caso di forza maggiore.

Ancora più iperbolico del mio esempio (e molto più divertente), Un leone in biblioteca è una piccola storia illustrata che si prende allegramente gioco degli eccessi di burocrazia e che mostra come esistano principi universali collocati in una sfera morale più alta rispetto ai regolamenti e alla normative.

Senza voler scomodare l’Antigone di Sofocle, celebre per aver dato sepoltura al fratello in barba ai divieti,  Un leone in biblioteca è un’opera egualmente ardita, in grado di mettere in crisi il sistema di pensiero comunemente accettato dai più piccoli e di portarli a riflettere con la loro testa.

 

Un leone in biblioteca, regola contro necessità

Un bel giorno, un leone decide di fare il suo ingresso in una piccola biblioteca comunale, passando davanti al bancone e dirigendosi verso la sala di lettura.

Sorpreso dall’anomalia, il signor Magretti, dipendente della biblioteca, corre ad avvisare la dirigente, la signorina Brontolini, circa quanto era accaduto poc’anzi, confidando in un rapido intervento rivolto al ripristino della normalità.

Un leone in biblioteca libro bambini

Dato che, formalmente, il leone non ha violato alcuno dei precetti contenuti nel regolamento della biblioteca (la signorina Brontolini) stabilisce tuttavia che il grosso animale si trova legittimato a sostare nei locali, non esistendo alcun precetto che lo vieti in modo esplicito.

Accade così che il leone rimane in biblioteca, diventando via via parte integrante delle attività svolte (prima tra tutti la lettura di storie per bambini) e conquistandosi la simpatia degli avventori, per via del suo carattere mite e bonario.

libro un leone in biblioteca

Una volta giunta l’ora di chiusura, il leone esprime il suo disappunto ruggendo e provocando così il primo intervento della signorina Brontolini che minaccia il leone, spiegandogli che in biblioteca non è consentito fare rumore e che, in caso l’episodio si ripeta, il leone verrà espulso dai locali.

Grazie all’intervento di una bambina, il leone ottiene comunque il permesso di ritornare il giorno seguente e, una volta giunta l’ora di apertura, il leone decide di rendersi utile, in attesa del momento delle storie per bambini, iniziando a sistemare e riordinare.

Leone in biblioteca

Col passare dei giorni, il leone diviene un elemento integrante della biblioteca, suscitando simpatie nei lettori e guadagnandosi la fiducia di tutti, ad esclusione del signor Magretti, che continua a vedere di cattivo occhio l’animale per la sua intrinseca impossibilità di “capire le regole”.

Quando tutto sembra volgere per il meglio, un giorno, la signorina Brontolini cade da una sedia, rompendosi un braccio e, dato che la sua cieca osservanza delle regole la trattiene dal gridare, la malcapitata chiede al leone di chiamare il signor Magretti e di chiedere aiuto.

Completamente ignorato dal grigio burocrate, il leone decide di ruggire, venendo così espulso dal signor Magretti in virtù della sopracitata norma sugli schiamazzi all’interno dei locali.

Giunto con fare trionfante nell’ufficio della signorina Brontolini per raccontarle l’accaduto, il signor Magretti scopre la natura dell’incidente occorso alla capo-bibliotecaria, la quale, comincia a dubitare della ferrea natura delle regole.

Una volta ingessato il braccio della signora Brontolini, la vita in biblioteca riprende normalmente, solo che il leone non torna più e che la signorina Brontolini comincia sempre di più a lamentarne la mancanza, dato che il leone rappresentava un valido aiuto, soprattutto in presenza di un braccio ingessato.

Mosso a compassione, il signor Magretti si mette alla ricerca del leone e, dopo una piccola odissea sotto la pioggia, lo trova e lo informa che il regolamento è stato cambiato, in modo da consentire ai leoni di ruggire in caso di necessità.

Un leone in biblioteca libro per i bambini

Un leone in biblioteca termina con il felice ritorno dell’animale e con la constatazione che, qualche volta, esistono validi motivi per infrangere le regole, persino in biblioteca.

Un leone in biblioteca, alla scoperta del buonsenso

Come premesso, Un leone in biblioteca è davvero un libro rivoluzionario (magari meno della sopracitata tragedia sofoclea), in grado di lanciare un messaggio deflagrante al bambino e di impedire che il piccolo si trasformi in un burocrate in miniatura e che smetta di usare il cervello al di fuori delle sue funzioni mnemoniche.

insegnare ai bambini la possibilità di derogare dalle nostre regole, significa aver cura di loro nel senso più autentico, riporre fiducia nella loro capacità di giudizio e mostrare, al contempo, come le nostre parole siano autorevoli, ma non autoritarie, non portando in dote vincoli impossibili da allentare o verità assolute di alcun tipo.

La stupenda opera realizzata da Michelle Kundsen e illustrata da K.Hawkes ci dice esattamente questo: lasciate che i vostri figli antepongano il buonsenso al vostro sistema di regole e che imparino a derogare in presenza di forze maggiori.

un leone in biblioteca il libro

Ovviamente, tutto questo, non si traduce in un invito all’anarchia domestica (ammesso che non sia già sopraggiunta spontaneamente) o ad un ribaltamento di ruoli, ma introduce semplicemente un ambito di discrezionalità, utile a far comprendere al bambino come voi rappresentiate il potere legislativo, ma egli ne sia l’esecutore e, come tale, deve sempre riflettere prima di agire.

Man mano che il bimbo cresce, necessita di uno spazio di manovra sempre più ampio ed è proprio durante gli anni della scuola di infanzia che può essere utile far cadere divieti assoluti e sostituirli con una serie di regole, egualmente forti, ma che includano la partecipazione attiva dei destinatari.

Dato che nessuno di noi ha materialmente il tempo e la volontà di stilare un regolamento di condotta comprensivo di ogni caso particolare (risulterebbe abbastanza bizzarro: “non si corre per strada, tranne in caso in cui vedi un tipo con una cintura esplosiva, un giaguaro, una signora vestita di nero con una falce, una scimmia con la rabbia e via dicendo), la soluzione migliore è quella di introdurre un margine di arbitrio che renda il bambino partecipe e non vittima della regola stessa.

Ormai diventato quasi un classico di settore, Un leone in biblioteca è davvero un ottimo movente per rivedere con i nostri figli il rapporto che lega la regola e alla sua applicazione e per iniziare a fidarsi della discrezionalità di quei piccoli ormai stufi del consueto sistema di incentivi e castighi.